Barefooting: perché e dove camminare scalzi nella natura

barefooting sea

di Federica Giuliani | @traveltotaste

Si chiama barefooting e dicono faccia bene alla salute psicofisica. In pratica, si tratta di camminare a piedi nudi a contatto con la terra, per assorbirne l’energia benefica, per permettere ai piedi di respirare e ai pensieri di fluire liberamente.

Benefici del barefooting

È provato che camminare scalzi faccia bene alla circolazione sanguigna, ai piedi stessi che si rafforzano, migliora la termoregolazione e la postura, permette un massaggio naturale e ha il potere di regalare pace alla mente. Tra i tanti vantaggi offerti dalla camminata a piedi nudi, inoltre, ce n’è uno particolarmente importante per chi trascorre tanto tempo seduto a una scrivania: sviluppa il sostegno dei dischi intervertebrali e, quindi, di tutta la spina dorsale. Il barefooting è nato in Nuova Zelanda per poi approdare negli Stati Uniti, diffondendosi poi anche in Europa, Italia compresa. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno vissuto scalzi; il contatto con il terreno permetteva di fortificare la pianta dei piedi, senza che soffrisse di fastidi o irritazioni. Camminare scalzi, comunque, non fa bene solo al corpo, ma anche alla mente. Permette di entrare in contatto con se stessi, riportando al benessere e alle sensazioni provate da bambini. Fa riflettere su ricordi antichi e piacevoli, ma soprattutto mette in diretto contatto con la propria interiorità.

Per ottenere il massimo del beneficio dal barefooting, il luogo ideale per praticarlo è la natura: in particolare, il contatto con l’erba appena tagliata oppure con la sabbia in riva al mare. In ogni caso, mentre si cammina, è importante concentrarsi sulle sensazioni che si avvertono sotto la pianta dei piedi. È vero che le scarpe proteggono, ma talvolta inibiscono l’ascolto.

Dove camminare scalzi in sicurezza

Camminare a piedi nudi è bello e salutare, ma è bene farlo in sicurezza, senza rischiare di ferirsi o trovare oggetti pericolosi. In Italia, ma anche in Europa, ci sono molti luoghi adatti e questa è solo una piccola selezione.

  • Nel Sentiero del Santo lungo il Percorso Francescano per la Pace, che unisce Gubbio ad Assisi e passa accanto al Castello di Petroia (PG), c’è la componente mistica che si aggiunge a quella benefica. Il parco naturale dell’Hotel Castello di Petroia è un’oasi che si apre su ampie vallate, tra boschi e pascoli. E togliere le scarpe per camminare nell’immensa tenuta diventa quasi naturale, oggi come allora.
  • Sulle Dolomiti, nell’area vacanza Alpe di Siusi – Seiser Alm c’è un percorso di 2 chilometri adatto anche ai bambini. Nel “Bosch Curasoa” (dal latino “curare”) a Saltria, dove sgorgano sorgenti di zolfo dalle proprietà benefiche c’è il sentiero delle “Sorgenti delle streghe” dove, accompagnati dalla strega “Curandina”, ci si può dedicare al benessere proprio e al divertimento dei bimbi.
  • Il Percorso Franco Alleyson a Morgex, in provincia di Aosta, circa 600 metri all’interno dell’area sportiva del Comune, offrono un percorso su svariati tipi di terreno e postazioni multisensoriali per amplificare l’esperienza del contatto diretto con la natura.
  • In Germania ci sono decine di Barfuss Park, veri e propri parchi tematici dedicati al barefooting: sul sito barfusspark.info ci sono una sezione con alcune indicazioni in italiano e la mappa per trovare tutti i parchi tedeschi.
  • L’Oasi naturalistica Villarey di Prascorsano, vicino a Torino, è un orto botanico autoctono di piante medicinali a 850 metri di altitudine; vi si trovano strutture didattiche relative all’ambiente, all’ecologia, alla fitoalimurgia e anche un percorso attrezzato per il barefooting.

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