L’anno di Dante: i testi della Biblioteca Capitolare di Verona

DatA

L’anno di Dante: i testi della Biblioteca Capitolare di Verona

image_pdfimage_print
Chiostro della Biblioteca Capitolare di Verona

La quarta pillola del viaggio dantesco è dedicata alla Biblioteca Capitolare di Verona, che molto probabilmente fu frequentata da Dante.

 

testo e foto di Bruno Zanzottera

La Biblioteca Capitolare è senza ombra di dubbio la più antica biblioteca di Verona, ma sembra che possa vantare anche il primato di una tra le più antiche biblioteche del mondo.

Sorta nel V sec. d.C., come emanazione dello “Scriptorium”, l’officina libraria gestita dai Canonici del Capitolo che svolgevano le funzioni liturgiche all’interno della Cattedrale, la biblioteca custodisce un numero importante di antichissimi manoscritti. Il ruolo vero e proprio di biblioteca la Capitolare lo assunse però dal XII sec., quando iniziò a essere frequentata come luogo di studio e di consultazione di libri. Nel corso della sua lunga storia, la biblioteca ricevette la visita di ospiti illustri quali Francesco Petrarca, che al suo interno vi scoprì le lettere di Cicerone e, pur non essendoci testimonianze dirette, fu con ogni probabilità frequentata anche da Dante durante il periodo veronese del suo esilio, mentre era ospite di Cangrande I della Scala signore di Verona.

Sulla facciata della chiesa di Sant’Elena a Verona, un’iscrizione in latino ricorda la presenza di Dante che nel 1320 qui espose la “Quaestio de Aqua et Terra”

Nell’adiacente chiesa di Sant’Elena una targa ricorda che proprio qui Dante espose davanti ai canonici veronesi e a un gruppetto di laici, la “Quaestio de Aqua et Terra” (Questione di Acqua e Terra), l’ultima delle opere in latino del sommo poeta composta circa un anno prima della sua morte, che costituisce ancor oggi un piccolo enigma per gli studiosi.

Nella biblioteca è custodito anche il prezioso testo ‘Le Tresor’ scritto da Brunetto Latini in langue d’Oïl mentre si trovava in esilio in Francia, che tratta della nascita di ogni cosa.

Brunetto Latini fu precettore di Dante e nella Divina Commedia viene collocato tra i sodomiti del terzo girone del VII cerchio dell’Inferno, benché della sua omosessualità non vi siano altre fonti oltre alla sua, spiega Mons. Bruno Fasani attuale prefetto della biblioteca; è quindi veramente difficile pensare che Dante, che frequentava la chiesa di Sant’Elena e il chiostro attiguo alla biblioteca, non abbia mai messo piede all’interno della stessa.

Mons. Bruno Fasani prefetto della biblioteca Capitolare di Verona

Il momento più tragico nella storia della biblioteca avvenne il 4 gennaio 1945, quando svariate bombe lanciate dai bombardieri alleati, distrussero l’aula maggiore con moltissimi libri, ma fortunatamente non i manoscritti e gli incunaboli, portati in salvo e nascosti già alcuni anni prima per paura di saccheggi da parte delle forze di occupazione.

Una pagina miniata del Tresor di Brunetto Latini che fu precettore di Dante

A causa del Covid, al momento la sezione museale della Biblioteca Capitolare è chiusa al pubblico in attesa di nuove disposizioni.

Info utili

Visitatori: Piazza Duomo 19, Verona; info@bibliotecacapitolare.it | t 331.5946961

Sala Consultazione: Piazza Duomo 13,  Verona | consultazione@bibliotecacapitolare.it | t 045.596516

Pagine miniate di antichi manoscritti su pergamena

Articoli
Correlati