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L’anno di Dante: il Sommo Poeta nel Casentino

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L’anno di Dante: il Sommo Poeta nel Casentino

La terza pillola dedicata a Dante Alighieri ci porta nel Casentino dove Riccardo Starnotti accompagna cammini dedicati.

Testo e foto di Bruno Zanzottera

L’11 Giugno 1289, il giovane Alighieri, venne per la prima volta nel territorio del Casentino in un momento particolarmente drammatico, la famosa battaglia della Piana di Campaldino che vide fronteggiarsi i guelfi fiorentini ed i ghibellini di Arezzo. Quel giorno Dante si trovava tra i feditori (i cavalieri in prima linea che avevano il compito di contrastare le cariche della cavalleria nemica) dell’esercito guelfo che uscì vincitore, anche se, per sua stessa ammissione provò “temenza molta” prima di una “allegrezza grandissima” dopo la vittoria.

Successivamente Dante tornò in queste terre nel periodo del suo esilio quando fu ospite nei castelli di Poppi, Romena e Porciano dei conti Guidi interessati a contrastare il potere dei guelfi neri che avevano preso il sopravvento a Firenze. Qui presero forma alcuni canti della Divina Commedia. Descrisse l’Arno e l’Archiano, il fiume nei pressi dell’eremo di Camaldoli e il Sacro Monte della Verna dove San Francesco ricevette le stimmate. Frequentò il castello di Romena che vide all’opera Maestro Adamo da Brescia, falsario per conto dei conti. Catturato e arso vivo, Dante lo pone nel XXX canto dell’Inferno destinato ai falsari:

“O voi che sanz’alcuna pena siete, e non so io perché, nel mondo gramo”, diss’elli a noi, “guardate e attendete a la miseria del maestro Adamo; io ebbi, vivo, assai di quel ch’i’ volli, e ora, lasso!, un gocciol d’acqua bramo. Li ruscelletti che d’i verdi colli del Casentin discendon giuso in Arno, faccendo i lor canali freddi e molli.

Sempre a Romena Dante conobbe Manentessa figlia di Bonconte da Montefeltro e intima amica oltre che parente di Madonna Gherardesca moglie di un conte Guidi proprietario del castello di Poppi e figlia del conte Ugolino protagonista del XXXIII canto dell’Inferno, uno tra i più cruenti e struggenti dell’intera Commedia. La torre delle prigioni del castello aveva una forma ad imbuto a più piani con i responsabili dei delitti più gravi situati sempre più sotto terra, una struttura molto simile ai gironi infernali descritti da Dante.

Un altro castello casentinese, quello di Porciano, fu onorato dalla presenza del poeta particolarmente attivo nella vita politica del suo tempo. Da qui, nel 1311, inviò la lettera agli ‘scelleratissimi fiorentini’ invitandoli ad assoggettarsi all’imperatore Arrigo VII durante la sua discesa in Italia. Un’altra missiva la inviò proprio all’imperatore chiedendogli di assalire Firenze e ‘schiacciarle il capo con un piede’. Dopo questi atti i fiorentini irritati decisero di inviare un messo con una pattuglia armata in Casentino per catturarlo o ucciderlo. Avvertito del pericolo dai suoi protettori, Dante lasciò il castello in fretta e furia e si narra che, incontrato per strada l’ambasciatore fiorentino, questi non riconoscendolo gli chiese se un tal Dante Alighieri fosse presente al castello, ottenendo la risposta ‘quand’io vero è vera’ salvandosi così la vita senza neanche bisogno di mentire.

Ma tutte queste storie e molte altre a tema dantesco, oltre a numerosi canti recitati, ve le può raccontare Riccardo Starnotti, un giovane originario del Casentino esperto di Dante e Presidente dell’Associazione Culturale Amici di Dante in Casentino. “Il docente Luigi Lombardi Vallauri sostiene che l’Inferno di Dante è anticostituzionale: perché se pecco in vita, magari 80/100 anni per il peccato di gola, l’anima deve stare all’inferno per l’eternità? Sproporzione della pena inflitta e non riabilitazione per l’anima. Studio per l’esame e mi appassiono al secondo libro più letto al mondo dopo la Bibbia, la Commedia appunto. Quindi da novembre 2007 ad agosto 2008 ho riletto tutta l’opera con occhi nuovi, e quello che ha catturato la mia attenzione è che ritrovavo nel testo molti dei luoghi in cui sono nato e cresciuto“.

A questo punto Riccardo crea un Cammino in 19 tappe sulle orme di Dante da Firenze al Castello di Poppi e ne veste letteralmente anche i panni, indossando un abito del tutto simile a quello che ci ha tramandato l’iconografia dantesca, mancano solo le foglie d’alloro. L’associazione di cui è presidente, durante il confinamento, nei mesi da marzo a maggio 2020, ha sviluppato oltre 50 dirette per stare vicino al “Popolo Dantesco” in tale momento delicato ed a breve lancerà la prima piattaforma di e-learning su Dante e la Commedia, che permetterà a chiunque lo desideri uno studio ordinato e approfondito sull’argomento da qualsiasi parte del mondo, ‘perché in un mondo fatto di tecnica ed omologazione, la Poesia è la Vera Resistenza’ conclude Riccardo.

Il prossimo cammino con Riccardo partirà da Firenze il 22 Maggio e chi fosse interessato a partecipare può contattarlo scrivendo a riccardostarnotti@gmail.com

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