Da Olimpia a Monte Carlo: i luoghi dei più grandi eventi sportivi

di Devis Bellucci

In Grecia, durante i Giochi olimpici antichi, venivano sospese tutte le guerre. La città di Olimpia, sede della manifestazione, era un luogo di culto di grande importanza. Si pensi che il suo celebre tempio, dedicato a Zeus, ospitava una delle sette meraviglie del mondo: la grande statua del dio, in oro e avorio. Le Olimpiadi sono solo l’esempio più noto fra quelle che oggi chiamiamo grandi feste dello sport, eventi che da sempre fanno parte del bagaglio culturale di una civiltà. Pensiamo alle corse dei carri al Circo Massimo o al gioco della pelota per i popoli precolombiani. In fondo, anche il modo di fare sport e i luoghi a esso legati contribuiscono a raccontare l’anima di un popolo. Vediamo allora quali sono, oggi, i siti dei più grandi spettacoli sportivi.

Rio de Janeiro, tra calcio e beach volley

Non sarà lo stadio più bello del mondo, ma l’arena Maracanã di Rio de Janeiro è comunque un tempio del calcio. Inaugurato nel 1950, ha ospitato la finale dei mondiali appena conclusi. In quell’occasione, i Brasiliani tremavano al pensiero che l’Argentina trionfasse nel loro glorioso Maracanã. Rio però non è solo calcio. Sulla spiaggia di Ipanema si è svolta la prima gara internazionale di beach volley, sport che dagli anni ‘80 ha visto crescere la propria popolarità, fino a debuttare alle Olimpiadi di Atlanta nel ’96.

Mont Ventoux

Il massiccio montuoso si trova in Provenza, nel sud della Francia. È la più celebre salita del Tour de France: oltre 15 km per 7.7% di pendenza media. Insomma, un mito e un incubo per ogni ciclista. Il record dell’ascesa (55’51) appartiene allo spagnolo Iban Mayo.

Wimbledon

Wimbledon è il più antico e prestigioso torneo di tennis e si tiene nell’omonimo sobborgo alla periferia di Londra. Preceduto dagli Australian Open e dagli Open di Francia, è il terzo torneo del Grande Slam. Si gioca su erba e dura due settimane. La sede delle finali è il famoso campo di Centre Court, che può ospitare fino a 18.000 spettatori.

I tuffatori di Acapulco

Si chiama La Quebrada – il crepaccio – ed è un dirupo sulla costa del Pacifico nei pressi di Acapulco, in Messico. Da qui i giovani del posto effettuano tuffi spettacolari fin dagli anni ’30. L’impresa è temeraria non solo per l’altezza, ma anche per il rischio di finire sulle rocce invece che in mare. Non ci si stupisce che prima del tuffo i ragazzi si raccomandino alla Madonna di Guadalupe, che veglia su di loro da una Cappella in cima alla scogliera.

La casa del golf

Saint Andrews, in Scozia, è la capitale del golf. Si giocava su questi green fin dal XV secolo. Pare che la popolarità del golf fosse tale da indurre re Giacomo II di Scozia a metterlo al bando, dato che troppi giovani si davano a mazza e pallina invece di esercitarsi per diventare bravi arcieri. L’Old Course è aperto a tutti, ma bisogna prenotare per tempo.

Il Banzai Pipeline

Siamo sull’isola di Oahu, nelle Hawaii. Banzai Pipeline deriva dal nome della spiaggia (Banzai Beach) e da un tipo di onda, la pipeline appunto, che in italiano tradurremmo con tubatura. In questa zona le mareggiate incontrano la barriera corallina, generando onde che si ripiegano su di sé come spettacolari gallerie d’acqua, che ogni bravo surfista spera di cavalcare. Nonostante il Banzai Pipeline sia probabilmente lo spot di surf più pericoloso del mondo, ogni anno ospita la prestigiosa Billabong Pipeline Masters, dove gareggiano i migliori surfisti del pianeta.

Monte Carlo

Come circuito automobilistico è di certo unico, visto che si sviluppa lungo le vie della città, tra grattacieli, palme e yacht ancorati nel porto. Il Gran Premio è tante cose insieme: evento sportivo e mondano, passerella vip e trionfo del jet-set internazionale. In un certo senso è anche l’unico giorno dell’anno in cui per le vie di Monte Carlo non valgono i limiti di velocità. Questo è vero ovunque tranne che sulla curva della Vecchia Stazione. Fatta a ferro di cavallo, va affrontata sotto i 60 km/h ed è la più lenta dell’intero Campionato.

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