Maestri dal Giappone per salvare i giardini giapponesi nel mondo. Ecco i più famosi

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Maestri dal Giappone per salvare i giardini giapponesi nel mondo. Ecco i più famosi

30/10/2017

di Federica Giuliani | @travelglobemag

Il Giappone non si smentisce mai in fatto di precisione ed efficienza. Anche se si tratta di occuparsi di qualcosa fuori dai confini nazionali. Tira in ballo, così, i suoi migliori Maestri per ristrutturare i tanti giardini giapponesi disseminati un po’ in tutto il mondo, esportati dopo la Seconda Guerra Mondiale per coltivare i rapporti diplomatici. Oggi sono più di 500 e almeno quaranta hanno bisogno di un’esperta manutenzione. Il Ministero del Turismo giapponese inizierà a sistemare i giardini situati in California e in Romania: presto i luoghi saranno ispezionati per capire cosa c’è da fare per poi iniziare i lavori al più presto. I giardinieri locali, inoltre, verranno istruiti al meglio perché in futuro la manutenzione possa essere più semplice.

Come sono strutturati i giardini giapponesi

Ci sono varie tipologie di giardini:

  • I Karesansui sono di roccia, sabbia bianca, che viene utilizzata in vece dell’acqua, e sono utilizzati per la meditazione.
  • I Roji sono più semplici e adatti alle cerimonie del tè.
  • I Kaiyu-shiki-teien sono caratterizzati da un sentiero da percorrere per scoprirne i paesaggi.
  • I Tsubo-Niwa sono piccoli giardini da cortile, che sorgono in corrispondenza delle abitazioni.

In generale, nel giardino giapponese nulla è lasciato al caso, ma tutto è espressione di una precisa simbologia. A differenza degli spazi verdi occidentali, manca completamente la simmetria e gli elementi naturali che lo costituiscono sono sempre in numero dispari. Ruolo fondamentale viene svolto dalle forme sinuose, dai contrasti e dall’acqua che deve essere presente sotto forma di laghetti ruscelli o fontane.

Giardini giapponesi in Italia

In Italia ce ne sono tre:

  • Roma: uno piccolo all’interno dell’Orto Botanico a Trastevere e uno più strutturato e gestito dall’Istituto Giapponese di Cultura, l’unico realizzato da un architetto giapponese: Ken Nakajima.
  • Torino: all’interno del Museo d’Arte Orientale (MAO).

Giardini giapponesi nel mondo

Ph Andrea Einaudi

Un esempio molto bello è quello del Principato di Monaco, dove si trova una riproduzione di montagne, ruscelli, sabbia e cascate. A Vienna, invece, nel parco del castello imperiale di Schönbrunn, ce n’è uno piccolo, elegante e molto verde. A Rehinland-Pfalz, in Germania, si può ammirare un giardino con sassi bianchi intorno al laghetto, bonsai e scalinate attorniate da acqua. Ma nel mondo ce ne sono molti di più: Budapest, sull’Isola Margherita, a Newark Ohio, a Montréal, presso il Château de Courances in Francia e a Cowra in Australia.

Questi sono solo alcuni dei più belli, ma non vi sarà difficile scovarne uno in cui trascorrere qualche momento di pura bellezza e relax.

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