Valle del Savuto, Calabria: terra di Santi e di Briganti

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Valle del Savuto, Calabria: terra di Santi e di Briganti

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di Silvana Benedetti

Il segreto di un fiume è il segreto della vita e del tempo. Il fiume e l’acqua sono infatti custodi del sapere e testimoni garanti di un territorio e delle sue bellezze naturalistiche. Questa è la storia di un fiume: il Savuto. Nasce ad Aprigliano, (Sila) a 1360 metri d’altezza, da un altipiano granitico e cristallino, attraversa una valle incontaminata della Calabria costellata da piccoli borghi, toccando undici dei venti comuni che ne fanno parte, per poi sfociare nel Mar Tirreno. Le acque del Savuto, impetuoso “corridore”, si insinuano in un’intensa macchia di verde, composta da boschi e radure, attraversati da suggestivi ponti in pietra. La Valle del Savuto, incastonata tra le propaggini della Città di Cosenza e i primi monti della Sila piccola, è profondamente legata all’anima viva del fiume da cui prende il nome: un lembo di terra, nel cuore aspro e generoso della Calabria, ricco di storia e di tradizioni.

Terra di briganti

Questa natura rigogliosa, è abitata da secoli da giganteschi castagni dal tronco nodoso, che arrivano a misurare circonferenze di oltre nove metri e altezze fino a 18 metri, che offrono frutti dal sapore insuperabile. Un habitat ideale per i briganti, che qui un tempo si nascondevano per rendersi inafferrabili. Il Savuto, infatti, è stato teatro del brigantaggio, fenomeno sociale che – sin dai primi del 1800 – ha visto protagoniste le classi sociali meno abbienti, che volevano opporsi ai soprusi del potere e alle occupazioni straniere. Ancora oggi le antiche vicende riguardanti questi personaggi, spesso ammantati da un allure leggendaria e romantica, sono rappresentate dai musici popolari dei paesi. Una ventina di comuni si arroccano nella zona, condividendo le fitte foreste. Piccoli centri dove la narrazione del passato si palesa nelle pietre millenarie, che bisbigliano le storie di un’era attraversata da numerose etnie: saracena, greca, romana, bizantina, spagnola, normanna; fino a Giuseppe Garibaldi, che qui superò e vinse, le ultime resistenze Borboniche.

Il Ponte Di Annibale, uno dei più antichi d’Italia

Una tappa obbligata è nel territorio di Scigliano, dove si trova il ponte romano detto di S. Angelo o di Annibale, monumento storico nazionale che, insieme al ponte Fabbrico dell’ isola tiberina (69 a. C.) sono i più antichi d’Italia. Il ponte, la cui data di costruzione risale al II secolo a.C., fu edificato con archi in tufo calcareo rosso, e faceva parte dell’antica via romana, la Popilia, che venne realizzata a partire da Reggio Calabria, per poi congiungersi con le altre arterie che portavano a Roma.

Una forte identità gastronomica locale

Moltissime le specialità del luogo. Per cominciare la castagna, raccolta e cucinata in molteplici varianti, la cui farina viene utilizzata per preparare un ottimo pane casereccio. Il capiniuru, è il tipico porcino della valle, la cui raccolta si protrae fino a settembre inoltrato. Viene prodotto un olio extravergine dal sapore intenso, ottenuto da olive che crescono nella zona adiacente al fiume. E ancora, le carni prelibate del suino nero di Calabria, la patata della Sila, ricotte e formaggi pecorini, insieme al rinomato caciocavallo podolico, imbandiscono gustosamente le tavole locali. Una nota di merito va anche al Savuto Doc, classico vino rosso di montagna, famoso già al tempo dei romani, di colore rosso rubino e dal sapore intenso e rotondo.

Terra di Santi

L’isolamento di questa terra, fuori dalle rotte turistiche più scontate, ha contribuito a preservare intatto l’ambiente circostante e le sue ricchezze architettoniche. Venti sono i comuni che fanno parte del Gal, e che compongono un circuito culturale e artistico, con musei, antiche pievi, fortilizi, palazzi signorili o case rurali. Ma soprattutto chiese e monasteri, come quello di San Francesco di Paola a Paterno, impregnato di una forte atmosfera mistica. La salvaguardia del paesaggio e l’incentivo a potenziare le risorse del territorio sono obbiettivo prioritario del Gal del Savuto, che lavora intensamente per la valorizzazione di queste zone rurali ricche di storia, tradizioni, cultura e enogastronomia. Un marchio territoriale basato sull’immagine del personaggio storico più famoso di queste contrade: il Brigante.

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