Un salto in Oceania, nella repubblica indipendente più piccola del mondo

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Un salto in Oceania, nella repubblica indipendente più piccola del mondo

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Uno stato insulare talmente minuscolo da essersi guadagnato il titolo di repubblica indipendente più piccola del mondo. Con le sue modeste misure Nauru, in Oceania, supera in effetti Città del Vaticano e il Principato di Monaco in quanto a perimetro, ma il paragone è molto diverso perché nessuna delle due vanta istituzioni repubblicane. Tuttavia, le curiosità di un luogo lontanissimo da noi e remoto non sono finite: è anche privo infatti di una città capitale, anche se da qualche anno si tende a identificarla con il centro urbano di maggiori dimensioni dove ha sede il governo, che è Yaren.

Curiosità e storia

Per lungo tempo Nauru è stato un territorio della Nuova Guinea Tedesca e il suo grazioso nome, che evoca civiltà quasi mitiche, ha una origine poco nota. Si tratta probabilmente di un adattamento fonetico di un appellativo affibbiato all’isola precedentemente. La zona viene ricordata pure con un altro termine che è “Naoero” e negli anni è stata chiamata Pleasant Island o Gambo Island, Nawodo o Onawero. Vale comunque la pena di scoprirne la natura selvaggia, le leggende e il territorio tanto che il turismo la sta piano piano conquistando, questo anche se la vegetazione non è fitta come ci si aspetterebbe e molti tratti sono rocciosi o desertici. Chi sceglie di visitarla dovrebbe sicuramente evitare il periodo dei cicloni, tra novembre e febbraio, per non incorrere in forti precipitazioni, tempeste e clima comunque umido. Tutti gli altri mesi vanno bene. In generale, il clima è di tipo equatoriale e la colonnina di mercurio oscilla tra una minima notturna di 23° C e una massima diurna di 33° C, con un tasso di umidità mediamente superiore all’80%.

Un paradiso perduto?

Nauru, purtroppo, ha perso molto del suo originario splendore per via di anni di sfruttamento incontrollato per l’estrazione di fosfato. I suoi contorni restano pianeggianti con piccoli rilievi e una sorgiva di acqua dolce che è la laguna di Buada, mentre intorno è racchiusa tra l’Oceano Pacifico meridionale. Lo spettacolo per il visitatore è comunque affascinante per le sue caratteristiche tropicali nella flora e nella fauna. Accanto a piante di frangipani, ibisco e gelsomino, si incontrano palme da cocco, mango, papaya, lime e albero del pane, in un mix di colori e varietà interessante.

Turismo in crescita?

Sicuramente anche se l’isola non è attrezzata a dovere per l’accoglienza, il suo passato tormentato si fa ancora sentire e dall’originaria colonizzazione da parte di popolazioni micronesiane e polinesiane circa 3000 anni fa, resta qualche elemento di interessa per i visitatori. La cultura nauruana oggi è quasi scomparsa e i canti tradizionali trasmessi alla radio hanno un linguaggio compreso solo da pochissimi anziani. Nonostante tutto, in occasione di particolari feste, gli abitanti mettono in scena esibizioni di danze e canti tradizionali, indossando i costumi tipici (abbastanza simili a quelli delle altre isole micronesiane) e producono sculture in legno e abiti legati al passato come souvenir.

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