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Il Museo del Silenzio a Fara in Sabina

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Il Museo del Silenzio a Fara in Sabina

Il monastero delle Clarisse di Fara in sabina
Il monastero delle Clarisse di Fara in Sabina

di Devis Bellucci | @devisbellucci

Qualche anno fa il regista tedesco Philip Gröning si ritirò per quattro mesi nel monastero della Grande Chartreuse, sulle Alpi francesi. L’intento era quello di raccontare la quotidianità dei padri certosini, che vivono in completa clausura. Ne uscì Il grande silenzio, un documentario lungo oltre tre ore, senza dialoghi, dove spazio e tempo appaiono magicamente dilatati. Un viaggio in un mondo suggestivo, lontanissimo dalle nostre vite frenetiche.

L’esperienza di Gröning è stata per molti versi un privilegio, dato che i monasteri di clausura non possono essere normalmente visitati, tranne che per ritiri spirituali e ricerca vocazionale. Ne abbiamo diversi anche in Italia, spesso antichi e in luoghi per lo più appartati. Tra questi, il monastero delle Clarisse di Fara in Sabina ha una caratteristica unica: ospita uno fra i più originali spazi espositivi italiani, tutto dedicato al silenzio. Un modo per respirare l’essenza della vita contemplativa, tornando a casa con qualche domanda in più nel cuore.

Il Borgo e il Monastero

Fara in Sabina è un borgo in provincia di Rieti, che sorge sulle propaggini meridionali dei monti Sabini. Le origini del paese risalgono al periodo longobardo, alla fine del VI secolo. Non lontano scorre il torrente Farfa, attraverso un contesto paesaggistico di grande pregio che oggi fa parte della Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa, un’area ricca di stagni, canneti e boschi, dove il Tevere scorre lentamente formando ampie anse. Fara è nota anche per la vicina Abbazia di Santa Maria di Farfa, la cui presenza ha fortemente segnato la storia del territorio durante tutto il Medioevo. La chiesa abbaziale custodisce alcune testimonianze di architettura carolingia, piuttosto rara nel nostro Paese.

Il Monastero delle Clarisse Eremite, fondato nel 1673, ha sede nel castello di Fara, le cui origini si perdono nell’Alto Medioevo. Oggi vive qui una comunità di monache provenienti da regioni e nazioni diverse. C’è anche un’ampia foresteria con 80 posti letto, a disposizione di chi desidera un periodo di ritiro o per i pellegrini in visita ai santuari della zona.

Il Museo del Silenzio

 Ospitato all’interno della chiesa della Rocca, l’allestimento vuole rievocare lo spirito e la quotidianità della vita claustrale, condotta lungo un cammino di silenzio e contemplazione. Il suggestivo sistema di suoni e luci anima via via l’ambiente buio, raccontando gli oggetti simbolo delle attività che si svolgono nel monastero, dai breviari al rosario, dalle stoviglie ai vasi della spezieria. Intanto la voce narrante, unita a una serie di proiezioni sul soffitto, aiuta a immergersi in una dimensione di raccoglimento, ricreando i tratti di un vivere scandito dalla meditazione e dalla preghiera. Si tratta di un’esperienza che per qualche istante porta lontano, verso un orizzonte antico eppure percepito come nuovo. Così si vive qui dentro commenta una monaca che abbiamo incontrato. E chiusi lì fuori, aggiunge con un sorriso, come si sta?

Nei dintorni: alla scoperta dell’olio della Sabina

 La zona di Fara è nota da più di 2000 anni per la coltivazione dell’olivo. Il medico Galeno (II secolo d.C.) definì addirittura l’olio della Sabina come il migliore del mondo antico. Nella frazione di Castelnuovo di Farfa si può visitare il Museo dell’Olio, allestito all’interno del cinquecentesco Palazzo Perelli. Nel sito medioevale di San Donato c’è invece il Giardino degli ulivi del mondo, che ospita diverse varietà del bacino del Mediterraneo e con esse, idealmente, i popoli che hanno legato la propria storia all’olivo. Sempre a Fara, in località Canneto, c’è uno dei più grandi e vecchi olivi d’Europa. Leggenda vuole che sia stato piantato dal re di Roma Numa Pompilio. Quest’albero produce ancora oggi alcuni quintali di olive ogni anno.

Per vivere il silenzio: il Cammino di San Francesco

Fara in Sabina è nel cuore del Cammino di San Francesco, un itinerario inaugurato nel 2003 che si sviluppa all’interno della Valle Santa Reatina in provincia di Rieti. È lungo circa 80 km e si compone di otto tappe, toccando vari luoghi segnati dal passaggio di San Francesco d’Assisi. Percorrerlo può essere un modo per approfondire la breve esperienza che regala il Museo del Silenzio, rigenerando lo spirito nella bellezza delle foreste laziali. Scopriremo se davvero solo in completo silenzio si comincia ad ascoltare. Solo quando il linguaggio scompare si comincia a vedere.

Info: Monastero delle Clarisse di Fara

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