Da Palermo a Cefalù e Monreale: il cuore della Sicilia rinasce e mostra i suoi tesori

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Da Palermo a Cefalù e Monreale: il cuore della Sicilia rinasce e mostra i suoi tesori

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di Francesca Spanò | @francynefertiti

Nel dedalo di stradine che si intrecciano formando il centro storico di Palermo, in un folkloristico mix di mercati, voci e colori, è bello immaginare a quanti volti e storie ne hanno percorso i vicoli. Tanti i popoli che hanno raggiunto il porto del capoluogo siciliano, oggi in piena rinascita e pronto a diventare Capitale della Cultura 2018 e l’atmosfera resta per questo particolare, a tratti unica. Le diverse influenze dovute alle dominazioni si ritrovano ovunque: nel dialetto, nelle abitudini e nei tratti somatici differenti a creare una popolazione dove alla carnagione scura, di origine africana, si accostano i biondi e rossi, di radice normanna. Tutti in un unico luogo, i cui tesori sono stati riconosciuti dall’Unesco  con il loro valore inestimabile, tanto da essere diventati parte dell’Itinerario Arabo-Normanno.

Le novità della Capitale dei Giovani 2017

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La ribalta definitiva di una città che ha poche rivali si sta consolidando nei mesi, mentre si prepara per i prossimi eventi che saranno davvero moltissimi. Nel frattempo, si riapproprio della “leggerezza” tema portante del Festino di Santa Rosalia che è stato celebrato lo scorso 14 luglio, voluto fortemente come argomento attuale dal sindaco Leoluca Orlando a simboleggiare un centro multietnico che oggi non si piega più “al silenzio” (della paura) e “all’urlo” (del dolore). Perché ora Palermo non abbassa più la testa e da Capitale della Mafia diventa una città turistica, aperta ai migranti, ricca di energia e autostima e pronta a vivere una nuova, lunga stagione, di fortunato turismo con più di sei milioni di budget più settanta.

Stiamo vivendo una stagione felice. – ha detto il sindaco – Siamo oggi la terza/quarta città turistica d’Italia. Un tempo eravamo collegati solo con 5 città del mondo, oggi attraverso l’aeroporto di Punta Raisi siamo arrivati a 95. Abbiamo inaugurato il car sharing e aperto numerosi B&B che evidenziano una realtà imprenditoriale giovanile vivace. Stiamo cercando di migliorare l’offerta economica che resta alta, ma nel frattempo abbiamo creato zone pedonali, inserito il tram, inaugurato la Ztl e abbiamo una visione a lungo termine, che è il tema di fondo più importante“. Quello che porta risultati definitivi. E i primi ci sono già stati, evidenziati dallo stesso primo cittadino, il quale ha confermato come solo nella Settimana Santa, il numero di visitatori ha superato persino Siviglia, considerata in questo senso la città d’eccellenza.

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Tra i progetti in corso d’opera c’è Manifesta, la più importante Biennale di Arte Contemporanea Europea che sbarcherà per la prima volta in Italia. E poi ci sarà Travelxpo, l’unico salone internazionale del turismo in Sicilia, con un anniversario importante: quella in programma dall’8 al 10 aprile 2018 sarà la sua ventesima edizione, ospitata al padiglione 20 dell’ex Fiera del Mediterraneo. Ancora, tra restauri in corso e quelli in progetto vedranno nuova luce la Chiesa dei Ss. Euno e Giuliano, Palazzo Butera e il vecchio quartiere arabo, la Kalsa, pronto ad essere qualificato. Non ultimo, sarà recuperato l’ex convento di San Francesco ad arricchire di meraviglie un paradiso di arte e cultura che passa anche dal Teatro Massimo, dal Teatro Politeama e da una serie infinita di palazzi e templi religiosi dal valore artistico inestimabile. E per chi cerca un alloggio è possibile trovarne per tutte le tasche. L’Hotel Wagner, ad esempio, unisce lusso e stile a pochi passi dal centro storico ed è solo un esempio della grande offerta presente in tal senso.

L’Itinerario Arabo Normanno

Riconosciuto nel 2015 comprende Palazzo dei Normanni, Cappella Palatina, Cattedrale, Castello della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, e le Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, di San Cataldo e della Martorana, cosi come il Duomo e il chiostro di Monreale e la Cattedrale di Cefalù.

Cefalù: paradiso di mare, capolavori e bellezza

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La sua spiaggia è tra le più amate in Sicilia, rivaleggiando persino con Taormina in quanto a perfezione paesaggistica. Scoprire le sue strade lastricate, i negozi di lusso, l’atmosfera rilassata nonostante il grande turismo, il lavatoio a ricordo dell’occupazione saracena, il preziosissimo Museo Mandralisca (con il Ritratto di Ignoto di Antonello da Messina) è un must indimenticabile. Il clou della visita, però, non può che essere il Duomo che domina la piazza principale con le sue torri sotto le scogliere. La sua nascita è legata alla storia di Ruggero II che scampato ad una terribile tempesta ed approdato a sorpresa in questo luogo, decise di costruire la cattedrale in segno di gratitudine per essere sopravvissuto. Più probabile però il fatto che possa essere stato legato ad una lotta di potere con lo stesso ed Innocenzo II. Il risultato, comunque, è innegabile, tra mosaici superbi di origine bizantina attualmente in parte in restauro. Il suo chiostro, inoltre, fu il modello per la costruzione di quello di Monreale.

A sovrastare Cefalù c’è la Rocca, accessibile attraverso una serie di gradini che partono da Piazza Garibaldi. In venti minuti circa si arriva dunque al Tempio di Diana, una struttura megalitica modificata nel V secolo a.C. Da qui si può proseguire verso l’alto seguendo un sentiero di pinete e finocchio selvatico, fino ad arrivare a ciò che resta delle fortificazioni medievali.

Monreale, il trionfo della perfezione artistica

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Una piccola località collinare a pochi chilometri da Palermo, che regala panorami stupendi sulla Conca d’Oro in ogni stagione. Il Duomo con le sue tre navate è in grado di lasciare il turista letteralmente senza fiato, con mosaici in oro zecchino della grandezza di ben 6.400 mq. Ogni immagine è speculare a quella accanto e a quella di fronte raccontando per contrasti e ritratti simbolici il Vecchio e il Nuovo Testamento, la vita di Cristo, la Creazione dell’uomo. A dominare tutto il Cristo Pantocratore che ipnotizza con la sua perfezione. La cattedrale è nata grazie alla rivalità tra re Guglielmo II e l’arcivescovo di Palermo Gualtiero Offamiglio, nel periodo in cui era già iniziata la costruzione di quella di Palermo.

Imperdibile infine la visita al Chiostro dei Benedettini, con 216 colonne binate a sostegno di archi che riportano direttamente all’influenza araba. I capitelli sono tutti differenti e mostrano cacciatori armati, ma anche fiori, animali e motivi geometrici policromi.

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Se la provincia abbaglia come sempre per il suo spettacolo, è la grande protagonista di una primavera ritrovata e i progetti futuri non mancano. Magari quello di diventare Capitale della Cultura nel 2030, come vorrebbe Orlando: “Voglio che Palermo non cambi, ma si trasformi, senza snaturare il suo essere città araba d’Italia“. Ed è proprio quello che oggi, passeggiando per le sue strade, si percepisce completamente.

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