Cosa fare e vedere a New York: consigli per un viaggio insolito nella Grande Mela

DatA

Cosa fare e vedere a New York: consigli per un viaggio insolito nella Grande Mela

image_pdfimage_print

di Devis Bellucci | @devisbellucci

Tesa verso il cielo con la sua architettura audace, dinamica e insolente, New York è la metropoli dei déjà vu, anche per chi la visita per la prima volta. In fondo, nonostante Hollywood sia da tempo il maggior centro di produzione cinematografica, la Grande Mela resta la città più cinegenica del mondo, mille volte filmata e riproposta in ogni sua sfaccettatura con una tale quantità di immagini, parole e canzoni da renderla famigliare a ognuno di noi. Quando finalmente ti ci trovi in mezzo, scopri che davvero i tombini di notte fumano copiosamente, che davvero i taxi sono gialli e in inverno si pattina a Central Park, che davvero il Queensboro Bridge, visto da quell’angolo appartato in cui Woody Allen e Diane Keaton lo ammirano su una panchina, è di una bellezza commovente. Purtroppo impari anche che tale panchina era solo nel film “Manhattan”: a fine riprese l’hanno tirata via, ahimè.

Cosa fare a New York? Dipende se avete tre giorni, una settimana o sei mesi, perché anche in questo caso è impossibile annoiarsi dato il crogiolo di storie, colori e culture in cui è immersa la Grande Mela. Tornati a casa e alle nostre esistenze un tantino meno americane, chissà se faremo nostra l’opinione dello scrittore John Updike, secondo il quale ogni newyorkese pensa che chi vive altrove stia, in qualche modo, scherzando.

I must da non perdere

Photo by Quintin Gellar from Pexels
  • Empire State Building, Statua della Libertà e Ponte di Brooklyn: Nessuno si sognerebbe mai di lasciare New York senza aver prima dedicato il giusto tempo a questi tre simboli del sogno americano, che riempiono le prime pagine di ogni Guida su New York. Noi scegliamo di aggiungere a quel che già potete scovare altrove una curiosità per ogni sito. Partiamo dall’Empire State Building. Questo grattacielo è stato il più alto della città in due epoche diverse: dal 1931, quando venne inaugurato, fino al 1972 con la costruzione delle Torri Gemelle; ha poi riguadagnato tragicamente il primato dal crollo delle Torri e fino all’inaugurazione della Freedom Tower (alta 541 m antenna inclusa). L’Empire è illuminato ogni giorno con un colore diverso e ogni colore ha un proprio significato. Veniamo alla celeberrima Statua della Libertà. Se volete ammirarla (da fuori) senza spendere un cent, prendete il traghetto per Staten Island, che è completamente gratuito e viaggia 24 ore su 24. La traversata regala un panorama ineguagliabile sulla Statua e sullo skyline cittadino. Infine, il più famoso ponte del mondo: il Brooklyn Bridge. Lo sapevate che per decenni ha custodito una sorta di capsula del tempo? Come raccontò il New York Times, nel 2006 alcuni operai, durante un controllo della base del ponte, notarono una spessa porta di metallo dietro la quale si celava un rifugio antiatomico risalente alla guerra fredda, con tanto di materiale di primo soccorso, coperte, barili d’acqua potabile e razioni di sopravvivenza  tra cui 350.000 barrette energetiche che pare fossero ancora commestibili.
  • Central Park: Nell’immaginario collettivo una fetta del variegato mosaico che compone New York, o più precisamente Manhattan, è occupata da questo frequentatissimo parco, location di molteplici pellicole e al contempo oasi ambientale, pista da jogging, parco giochi, teatro all’aperto per artisti di strada (in primis i burattinai) e, in inverno, luogo d’incanto dove pattinare o fare sci di fondo. Quando veniva inaugurato, nella seconda metà dell’800, la rivista Harper’s lo descriveva così: “Radioso, in una magica atmosfera di arte e gusto” e da subito i Newyorkesi furono orgogliosi di questo polmone verde dentro casa, in cui la baraonda del traffico e dei clacson cede il passo a un romantico tappeto di foglie. Le attrazioni nel e attorno al parco sono tantissime, abbastanza per riempire un intero fine settimana. Tra le tante, citiamo il Central Park Zoo – grazioso anche se piccolino (contate una o due ore per la visita) – il Conservatory Garden, il Belvedere Castle e lo Strawberry Fields Memorial dedicato a John Lennon, non lontano dal Dakota Building all’ingresso del quale la star dei Beatles venne assassinata nel 1980. Per un colpo d’occhio panoramico su Central Park si può salire sul Top of the Rock al Rockefeller Center.
  • Times Square: Siamo nel cuore del Theater District, all’intersezione tra la Seventh Avenue e Broadway, dove i neon sono sempre accesi e la vita scorre frenetica. Tecnicamente Times Square è una sorta di incrocio più che una piazza vera e propria, ma non importa: per la gente di New York si tratta dell’agorà cittadina, un’arteria che pulsa di energia raggiungendo l’apoteosi l’ultima sera dell’anno, quando centinaia di migliaia di persone si radunano in strada per i festeggiamenti. Una curiosità: fu scattata qui, il 14 agosto 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt, “V-J Day in Times Square”, una delle immagini simbolo della fine della seconda guerra mondiale: il marinaio che bacia l’infermiera. Pare che, tra l’altro, i due non si conoscessero neppure.
  • Guggenheim e Metropolitan Museum, MoMA e American Museum of Natural History: D’accordo, solo con questi ce n’è da riempire due giorni, ma è il minimo sindacale dei musei per chi visita la Grande Mela. I primi tre sono vere istituzioni, celebri in tutto il mondo, e custodiscono un patrimonio di opere d’arte di inestimabile valore. La sola sede del Guggenheim sulla centralissima Quinta Strada è una fra le più importanti architetture del XX secolo, opera dell’architetto Frank Lloyd Wright. Provando a riassumere, al Guggenheim troverete capolavori dell’arte moderna e contemporanea (tra cui opere di Picasso, Gauguin, Miró, Chagall, Kandinskij e Mondrian), così come al MoMA, la cui collezione che comprende dipinti, sculture, fotografie, oggetti di design, film, etc., è considerata la più importante del mondo. Assai ampio lo spettro temporale rappresentato dal patrimonio del Metropolitan, che con le sue diciannove sezioni (e due milioni di opere) offre una panoramica che va dall’arte egizia a quella greca, romana, medievale e moderna. Ovviamente al Museo di Storia Naturale si cambia argomento. Diventato ancor più celebre per il film Una notte al museo, la collezione spazia dall’antropologia alla paleontologia alla zoologia. Neanche da dire, la sezione dedicata ai dinosauri è splendida.

Cosa fare a New York: 10 idee fuori dagli schemi

Photo by Francesco Ungaro from Pexels
  • Scoprire il The High Lane, ovvero la passeggiata più bella della città: Si tratta di un parco lineare, realizzato a partire dal 2006 su un tratto chiuso della ferrovia sopraelevata West Side Line. Lungo circa 2,3 km, è un esempio eccellente di riqualificazione urbana diventato da subito amatissimo dai Newyorkesi. Il percorso parte da Gansevoort Street nel Meatpacking District e termina nel West Village. Ci sono vari accessi intermedi e in alcuni tratti sono ancora visibili i binari in disuso tra le aiuole.
  • Rilassarsi al New York Botanical Garden: Se amate la natura o avete dei bambini con voi, non perdetevi queste due attrazioni, ognuna delle quali ha proprio uno spazio dedicato ai più piccoli (rispettivamente l’Everett Children’s Adventure Garden e il Children’s Zoo). Nel primo caso parliamo di uno degli orti botanici più belli degli Stati Uniti, esteso su una superficie di circa 100 ettari con decine di giardini e collezioni di piante, tra cui l’Azalea Garden e il Peggy Rockfeller Rose Garden, che tra maggio e giugno regala lo spettacolo di migliaia di rose in fiore.
  • Ripetere lo scatto simbolo di “C’era una volta in America”: Avete presente il monumentale capolavoro di Sergio Leone del 1984, con l’altrettanto celebre colonna sonora di Ennio Morricone? Ebbene, sui poster e sulle copertine delle versioni home video campeggia una famosa immagine del Ponte di Manhattan, che attraversa l’East River tra Brooklyn e Lower Manhattan. Volete ritrovare lo scorcio e immortalarlo per la vostra pagina Instagram? Andate nel quartiere Dumbo, all’incrocio tra Water St. e Washington St. Lo riconoscerete. Consigliamo di arrivarci verso mezzogiorno per godere della luce giusta.
  • Scambiarsi un bacio sotto la cascata: Andate tra la 48a e la 49a strada, nei pressi del McGraw-Hill Building non lontano da Times Square. Noterete un tunnel trasparente con sopra una cascata d’acqua: si tratta del grazioso e molto fotografato New York Waterfall Tunnel. È piccolino, ma se siete in zona vale la pena vederlo.
  • Visitare la casa di un Padre fondatore: A New York sembra tutto moderno per i nostri occhi europei, nonostante la fondazione della città risalga al ‘600 a opera degli Olandesi, che la chiamarono New Amsterdam. Un pregevole bene storico, anche se non così antico, è l’ultima casa di Alexander Hamilton (1755–1804), politico ed economista, ritenuto uno dei Padri fondatori degli Stati Uniti. La casa venne completata nel 1802, si trova nel quartiere di Harlem e oggi ospita l’Hamilton Grange National Memorial. Gli interni sono stati risistemati per assomigliare a quelli di una tipica abitazione del XIX secolo. Una curiosità: il ritratto di Hamilton si trova sulle banconote da 10$.
  • Ammirare la più grande riserva aurea del mondo alla Federal Reserve Bank: Pensateci un attimo: sarebbe una beffa dover spendere soldi per vedere una montagna di soldi. Anche se in questo caso non si tratta di denaro ma di scintillanti lingotti d’oro, il principio è analogo e pertanto il clemente Zio Paperone ha deciso che l’occhiatina è gratis, pago probabilmente della nostra invidia. Prenotando in anticipo un tour guidato, potrete visitare senza spendere un cent l’edificio della Federal Reserve Bank di New York, che per ovvie ragioni da fuori sembra una fortezza. Il momento clou della visita è la discesa nel caveau della banca, dove è ammassato il 10% delle riserve auree mondiali, del valore di 300 miliardi di dollari (nel 2015).
  • Salire sulla cima di una delle più grandi cattedrali dei mondo: La cattedrale di Saint John the Divine, imponente e maestosa, spicca nel paesaggio urbano coi suoi 70 metri di altezza per 180 di lunghezza: un colosso in stile neogotico ispirato alle cattedrali francesi del XIII secolo. La chiesa è tuttora in fase di costruzione. Per ammirare la magnifica vista che si gode dal tetto della cattedrale bisogna partecipare a uno dei vertical tour, prenotabili anche in anticipo sul web. I gradini sono tanti e il prezzo del biglietto non proprio popolare, ma ne vale la pena se non siete già saliti sull’Empire.
  • Visitare il più piccolo museo della città: Solo per i più curiosi, ecco un’opportunità di visita piuttosto originale. Al numero 4 di Cortlandt Alley, quartiere Tribeca, trovate il più piccolo museo di New York e forse del mondo. Si chiama Mmuseum, è allestito nel vano di un ascensore e può essere visitato da non più di tre persone alla volta. Sono esposti oggetti di uso quotidiano di per sé insignificanti, come un tubetto di dentifricio o un pettine, non fosse per le loro storie (o le riflessioni che ci hanno ricamato dietro gli ideatori del museo stesso). Tra i pezzi in mostra, alcuni oggetti personali perduti dagli immigrati nel deserto tra Messico e Stati Uniti e la scarpa che fu lanciata a George W. Bush da un giornalista iracheno nel 2008. Sono previsti (minuscoli) exhibit temporanei accanto alla collezione permanente.
  • Mangiare un boccone in un posto speciale: “Quello che ha preso la signorina” ironizza un’attempata cliente rivolgendosi al cameriere dopo che Meg Ryan ha simulato un travolgente orgasmo in una tavola calda, nel film “Harry, ti presento Sally”. Se volete vedere il locale in cui è stata girata la scena, meglio ancora pranzarci perché diversamente un pacato buttafuori grosso come un SUV vi inviterà a smammare, andate da Katz’s Delicatessen, al 205 di East Houston Street, un’istituzione per i buongustai della city (consigliato il pastrami). Un posticino divertente, soprattutto se amate il musical, è Ellen’s Stardust Diner, sulla 1650 Broadway vicino a Times Square. Qui i camerieri sono tutti ottimi cantanti e, tra una portata e l’altra, si esibiscono in notevoli performance. Non ci sono sovrapprezzi per la musica dal vivo, ma preparate la mancia se no a dir poco vi guarderanno male. A questo punto, per la sera, manca solo una magnifica steakhouse. I non vegetariani possono accomodarsi da Keens (Midtown) e gustare succulente T-Bone Steak e ottimi filetti.
  • Un po’ di romantica suggestione nei cimiteri più affascinanti: È vero, a qualcuno potrebbe mettere malinconia visitare un cimitero, ma come non si lascia Parigi senza aver fatto due passi per il camposanto di Père Lachaise (quello di Jim Morrison, Frédéric Chopin e Oscar Wilde, per intenderci), anche New York annovera alcuni cimiteri ricchi di atmosfera. Citiamo i due più famosi: il Green-Wood Cemetery a Brooklyn, raggiungibile da Park Slope, che risale alla prima metà dell’800, e l’immenso Woodlawn Cemetery, nel Bronx. Qui sono sepolti anche Miles Davis ed Herman Melville. Se non volete spostarvi troppo, andate all’estremità di Wall Street, all’angolo con Broadway, dove svetta l’antica Trinity Church, circondata dai grattacieli. Accanto si trova un piccolo e altrettanto vetusto cimitero la cui pace contrasta non poco col traffico turbolento delle strade attigue. Qui sono sepolti alcuni dei primi abitanti di Manhattan, tra i quali quell’Alexander Hamilton di cui sopra.
  • Camminare con il naso all’insù per osservare le architetture più belle.

Cosa fare a New York se avete un po’ di tempo in più

Photo by Craig Adderley from Pexels

Se siete tra i fortunati che non hanno fretta, andate senz’altro a Coney Island. Raggiungibile coi mezzi pubblici, è la stazione balneare dietro casa per i Newyorkesi. Troverete un famoso lungomare in cui ascoltare hip hop a palla (vostro malgrado), il celebre Luna Park, un Acquario, alcuni scorci dall’aria magnificamente trasandata e dei chioschi per mangiare ottimi hot-dog. Consiglio: se vi piacciono gli hot-dog, provate quelli di Nathan’s Famous, che sono favolosi.

Per rimanere più vicino a Manhattan, si può optare per Roosevelt Island, nel cuore dell’East River. Raggiungibile con una telecabina panoramica con “capolinea” nei pressi di Queensboro Bridge, è un’isola lunga circa 3 km per una larghezza massima di 250 m, e in passato ospitava ospedali e istituti di pena. L’atmosfera è oggi tranquilla, ideale per una passeggiata fino a Blackwell House, un’antica casa di legno che risale alla fine del ‘700, o ancora oltre, ammirando il panorama sull’Upper East Side, fino al Lighthouse Park. Qui c’è un faro in pietra alto 15 metri.

© TravelGlobe RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli
Correlati