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Weekend d’inverno a Istanbul, tra melograni, çay e çorba

27/12/2016

di Federica Giuliani | @traveltotaste

Le giornate a Istanbul, d’inverno, sono mediamente tiepide. Il sole scalda l’aria e la luce, che inonda d’oro le facciate delle moschee e le acque del Bosforo. Come in estate, la gente affolla le strade e i tavolini all’aperto dei tanti caffè e ristoranti: pare che nessuno patisca i 5°C che arrivano poco dopo il tramonto. Istanbul oggi, di fatto, è una città abbandonata; non dai tanti turchi che la popolano o dai pochi stranieri che l’hanno scelta per la vita, ma dai turisti che ne hanno paura. Oggi non c’è luogo al mondo che si possa reputare sicuro e Istanbul, come il resto della Turchia, non è da meno. Ma non per questo rinuncia alla sua proverbiale ospitalità e ringrazia gentilmente chiunque abbia la voglia di andare lì.

Non voglio però lasciarmi trasportare dalla malinconia, ma raccontare di due quartieri poco conosciuti e di qualcosa che si può assaggiare solo se si visita la città d’inverno.

Moda: l’Asia a due passi

Basta prendere un traghetto dal molo di Karaköy per raggiungere, in circa 20 minuti, Kadıköy sulla sponda asiatica della città. Dal porticciolo, magari dopo avere acquistato un fragrante simit, ci si dirige verso il quartiere Moda.

Da vedere la piazzetta con la chiesa greco-ortodossa di Sant’Eufemia: qui si svolse, nel 451, il Concilio di Calcedonia. Nel complesso più volte ricostruito, ci sono una chiesa accessibile solo durante le funzioni e la classica ayazma, la sorgente d’acqua santa.

L’ideale è trovarsi nel quartiere per l’ora di pranzo: l’offerta di ristoranti, panetterie e pasticcerie è immensa e non resta che scegliere tra un adana kebap, un tradizionale döner o un più ardito kokoreç, fatto con l’intestino dell’agnello. Difficile trovare bevande alcoliche da queste parti, ma ci si consola facilmente con un po’ di ayran, la bevanda a base di yogurt, sale e acqua.

Un tram vintage percorre l’intero perimetro di Moda, ma è abbastanza piccolo da essere esplorato comodamente a piedi.

Cihangir: bellezza ottomana

Durante il regno di Solimano il Magnifico questa zona era riserva di caccia, nonché il luogo preferito di suo figlio Cihangir. Quando questi morì, Solimano commissionò all’architetto Sinan una moschea in legno che affacciasse sul Bosforo sottostante, a cui diede il nome del defunto. Pur non essendo una moschea di grandi dimensioni, la si vede stagliarsi oltre i palazzi e, con i suoi quattro pilastri e le grandi finestre ad arco, è immediatamente riconoscibile nello skyline di Cihangir.

Un altro luogo da visitare è il Museo dell’Innocenza. Ispirato al celebre romanzo omonimo, è stato creato dal premio Nobel Orhan Pamuk. Come il romanzo, segue le vite di due famiglie di Istanbul con gli amori e le perdite che li collegano. Inaugurato nel 2012, il museo ospita molti degli oggetti raccontati nel libro, dagli abiti dei personaggi ai loro oggetti immaginari. Vincitore nel 2014 del Premio per il museo europeo dell’anno, merita certo una sosta.

Non bisogna, infine, lasciarsi scoraggiare dalle salite e perdersi per le sue vie strette tra i balconi ottomani e i piccoli atelier, soprattutto nelle strade verso Galata. Se però non siete dei gran camminatori, potete prendere la funivia vino a Taksim e poi farla tutta in discesa.

Istanbul da assaggiare

Quando si è in Turchia non si può evitare di bere il çay, il tradizionale tè di cui i locali ne assumono anche venti bicchieri al giorno. Non viene servito in tazze ma nei tipici bicchieri a forma di tulipano, accompagnato da zucchero e lokum, i piccoli quadrotti gelatinosi dolci. In inverno, però, vengono utilizzati bicchieri di una misura maggiore per combrattere meglio il freddo. Per preparare un buon çay è necessario avere: tè nero in foglie, tè earl grey (al bergamotto), acqua di buona qualità e zucchero.

Solo in inverno, inoltre, è possibile assaggiare la spremuta di melograno: rossa, dolce, leggermente asprigna e golosa. É infatti questo il periodo giusto per la maturazione del frutto, mentre in estate è facile trovare il succo di gelso.

Infine, per riscaldare il corpo non c’è niente di meglio di una minestra, çorba in turco. Se ne trovano di ogni genere: di lenticchie, allo yogurt, di manzo o agnello. Tutte sono ricche di gusto ed energetiche ma facili da digerire. Vengono servite con foglie di rucola, da mangiare a parte con qualche goccia di limone, e pane appena sfornato.

Un consiglio su dove dormire

Situato nel cuore di Karaköy, a pochi passi dal ponte di Galata, il Novotel Istanbul Bosphorus è un’ottima alternativa per un soggiorno in città. Centrale, comodo ai tram e ai traghetti, moderno e accogliente. Ottima la colazione a buffet, che offre specialità tipiche turche ma anche prelibata pasticceria francese. La SPA include area fitness, piscina, sauna e bagno turco e osserva un orario comodo anche a chi ha trascorso la giornata in esplorazione; aprendo alle 6.30 e chiudendo alle 22, infatti, dà la possibilità di usufruirne davvero a tutti. Intorno all’hotel non mancano piccoli negozi di artigianto e design, bar dove prendere un aperitivo e ristoranti che propongono ottimo pesce, oltre ai tipici antipasti turchi. Camere a partire da 67 euro.

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