Polinesia Francese: tour nelle isole di Paul Gauguin

di Francesca Spanò

Lo consideravano un artista ribelle e vagabondo Paul Gauguin, eppure i suoi occhi e il suo cuore si innamorarono di una terra selvaggia e splendida, dove gli animi più romantici trovano la serenità. Quel tratto di mondo lontanissimo e realizzato da generose pennellate di colore da un Dio che qui ha dato grande prova di sé era (ed è) la Polinesia, dove molte delle sue opere più importanti sono state realizzate. Non è stato certo l’unico personaggio dal talento innato a scegliere in passato questo “giardino dell’Eden” per trascorrere parte della vita, ma nel caso del pittore tale angolo di Oceania è diventato simbolo stesso del suo lavoro.

Il posto più bello del mondo

118 isole perse nel sud dell’Oceano Pacifico, piccolissime come punti eppure cariche di vegetazione e paesaggi sempre diversi. Divise in cinque arcipelaghi sono state la culla di ogni buon esploratore, il sogno realizzato di avventurieri in cerca di tesori ed emozioni e il desiderio profondo di moderne coppie in viaggio di nozze. Acque cristalline, differenze cromatiche e sfumature quasi irreali fanno da contrasto a spiagge bianche e isole incontaminate che ancora, il grande turismo internazionale per fortuna non è riuscito a distruggere.

Gauguin conosceva molto bene la Polinesia Francese e la bellezza femminile locale, ripresa più volte nei dipinti, ma dopo aver abitato in giro tra le isole tra il 1891 e il 1893, alla fine la sua scelta cadde su Hiva Oa, che oggi è conosciuta come la “sua” terra. Del resto, fu la sua primaria fonte di ispirazione, dalla quale nacquero ben 70 opere. Nudi, paesaggi e soggetti allegorici, ogni angolo gli sussurrava qualcosa. Oggi chi intraprende un tour che ne segua in qualche modo gli ideali spostamenti, non può non passare anche da Atuona, capitale delle Isole Marchesi. Qui, infatti, è stata ricostruita la Maison du Jour, la casa atelier dove si conserva tutto intorno al suo personaggio. I visitatori si trovano, dunque, tra lettere, immagini, lavori vari e intraprendono un breve ma intenso viaggio immaginario nella sua epoca e nel suo personale mondo. Un universo interiore in simbiosi totale con la natura circostante.

Come arrivò Gauguin in Polinesia?

Il desiderio di partire per scoprire questo posto, gli fu trasmesso dalla lettura degli scritti di Pierre Loti ma anche dalla sua breve avventura artistica con Van Gogh. Rapito dalla bellezza e dai racconti mitici su queste isole, partì verso Tahiti, riuscendo ad ottenere dal governo francese addirittura una missione speciale. Aveva anche una speranza, che però andò disillusa ben presto: voleva creare qui un gruppo di pittori liberi di lavorare lontano da tutto e da tutti.

Perché decise di trasferirsi a Hiva Oa?

Il primo impatto con la Polinesia Francese, per lui, non fu certo idilliaco. Già allora la capitale Papeete era carica di europei in cerca di bellezza e fortuna e passò, quindi, a Mataiea, a 80 chilometri, vivendo in una “fare”, una capanna di bambù con tetto di foglie di palma. Ci volle del tempo per abituarsi alla realtà: una serie di città che avevano in parte perso la sua anima, con poche tradizioni artigianali originali, ma alla fine a trionfare fu sempre la perfezione del paesaggio, così come avviene ancora oggi.

Certamente la Polinesia nonostante i costi è una destinazione turistica, ma è sempre un colpo d’occhio scorgerne da lontano i tratti, accorgersi dall’aereo che consumando chilometri di mondo si trova il paradiso.

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