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Parigi vista da un parigino: dove andare per non sentirsi turista

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Parigi vista da un parigino: dove andare per non sentirsi turista

Ristorante Maison Blanche

di Federica Giuliani | Ph Giovanni Tagini

“Mamma, andiamo a Parigi in pullman?”, ha chiesto il secondo di tre fratellini, che erano con me sul bus che portava dal terminal all’aereo. In effetti, se ci si pensa, Parigi non è poi così lontana. Dal nord Italia, ad esempio, è più vicina di Palermo. Poco più di un’ora di volo per ritrovarsi immersi in un’insolita bellezza.

La Ville Lumière non si ferma mai e continua a evolversi. Si torna dopo qualche anno e si scopre un quartiere rinnovato o un nuovo e innovativo museo. Ma dove andare per vivere Parigi con gli occhi di un parigino? Ecco qualche idea scovata apposta per voi.

Les Frigos: casa delle arti

Les Frigos

Un luogo unico a Parigi. L’edificio Les Frigos si trova poco distante dall’imponente Bibliothèque Nationale Francois Mitterand, e, un tempo, era il frigorifero cittadino. Le grandi celle interne hanno ospitato merci deperibili di ogni provenienza tra il 1920 e il 1975. Nel 1980 SNCF, proprietario dell’immobile, mise in affitto i locali e 120 persone aprirono altrettanti atelier e locali commerciali. Nel 1990 però, alla scadenza del contratto di locazione, la Città decise di demolire lo stabile provocando la mobilitazione dei parigini, che non volevano veder sparire un luogo simbolo di arte, per lasciare spazio a un freddo quartiere finanziario. La protesta ebbe successo e oggi Les Frigos rimane sede di oltre 100 creativi, che qui fanno musica, disegnano, progettano, cuciono e dipingono. Girare per i suoi corridoi è una continua sorpresa: i murales raccontano storie, lanciano messaggi e, a volte, fanno sorridere. Per poter visitare tutti i laboratori aperti, però, bisogna andarci a fine maggio quando tutte le porte vengono spalancate per accogliere curiosi e appassionati di arte. Info

Belleville: il mondo a Parigi

Quello di Belleville è un quartiere sempre più amato, soprattutto dai giovani. Si trova nel XX arrondissement e occupa il colle più alto della città. Qui nacque Edith Piaf e, sempre qui, si svolgevano le avventure della famiglia Malaussène nei romanzi di Pennac. Vecchie case, strade strette, negozi e ristoranti etnici rendono Belleville un quartiere da vivere con calma, godendo dell’armosfera cosmopolita. Il martedì, inoltre, si svolge un vivace mercato con bancarelle di spezie, frutta e oggetti provenienti da ogni parte del mondo. Si trova tra la metro Belleville e la stazione di Ménilmontant. Farsi guidare dai profumi e ispirare dal desiderio di terre lontane è il modo migliore per conoscere la zona.

Parc Clichy – Martin Luther King: il parco delle sorprese

Il parco è il risultato di un’ampia ristrutturazione, iniziata nel 2002. L’architetto paesaggista Jacqueline Osty e la sua squadra hanno pensato alla progettazione, che ha visto due fasi principali. Ruota attorno a tre temi: le stagioni, lo sport e l’acqua. Una zona di relax, dove riposare sdraiati su uno dei tanti lettini di legno osservando le curve sinuose delle collinette, o il colore delle foglie, è il luogo perfetto per osservare il foliage. Lo stagno al centro del parco, che ospita un ecosistema ricco e variegato, ha una funzione estetica, ma anche di utilità biologica. Il bacino, infatti, è alimentato da acqua piovana, che viene depurata dalle piante presenti e parzialmente utilizzata per innaffiare l’area verde. Il gazebo adiacente viene utilizzato per esposizioni temporanee e installazioni. Il parco dal 2008 è intitolato a Martin Luther King, premio Nobel per la pace, e paladino dei diritti dei neri negli Stati Uniti. Intorno al parco, un quartiere in continua crescita con palazzi dalle architetture innovative.

Rue de Buci: gallerie d’arte a Saint Germain

La via, nata nel XIII secolo, prende il nome da Simon de Buci, il primo presidente al Parlamento di Parigi. Durante l’occupazione tedesca fu teatro di un’importante manifestazione della Resistenza guidata dalle donne. Oggi è animata da bistro e gallerie d’arte, dove trovare pezzi interessanti. Il Dauphine, inoltre, è uno dei tanti passage parigini dove infilarsi per trovare un po’ di pace dal traffico cittadino e godersi l’aria rilassata dei caffè.

Jardins des plantes: la natura in città

Di fronte alla sala da té della moschea c’è l’ingresso dell’imponente Jardins del plantes, inaugurato oltre 400 anni fa. La straordinaria varietà della flora, con le sue forme e colori, rallegra anche la giornata più uggiosa. Creato da scienziati e giardinieri, è l’unico giardino botanico della città e offre un viaggio nella storia evolutiva vegetale. Bisogna esplorarlo lentamente per scovarne i segreti più nascosti, come lo spazio dedicato alle piante di montagna, oppure fermarsi a osservare i movimenti lenti di chi pratica tai chi. Info

Un tè in moschea

Grande Moschea di Parigi

Imponente ma rassicurante. La Grande Moschea di Parigi è talmente bella da togliere il fiato. I mosaici colorati, gli intarsi nel legno di cedro e il giardino lussureggiante – rappresentazione del Paradiso secondo i musulmani – invitano a muoversi con calma, osservando ogni piccolo dettaglio e decorazione. Inaugurata nel 1926 è, per grandezza, la seconda moschea d’Europa e la prima di Francia. Gli interni sono stati decorati da artisti magrebini con materiali provenienti dalle loro zone. Di particolare pregio è la sala della preghiera che, però, si può osservare solo dall’uscio, perché l’accesso è vietato ai non musulmani. L’ingresso costa un simbolico biglietto di tre euro. Se invece si vuole bere un bicchiere di tè alla menta si deve andare nella sala da tè retrostante arredata con bei tavolini di ferro battutto e piastrelle, mentre un simpatico gatto dagli occhi verdi vi farà, probabilmente, compagnia durante la sosta. Info

Parigi vista dall’alto: cenare in terrazza

Les Ombres

Due tra le più belle terrazze dove cenare sono la Maison Blanche e il ristorante Les Ombres, sul tetto del museo Quai Branly.

La Maison Blanche è un locale elegante, dove il servizio giovane, ma attento, fa sentire a proprio agio. La cucina raffinata soddisfa vista e palato, quasi distraendo dal panorama offerto dalla posizione privilegiata, a due passi dagli Champs-Élysées. L’ideale è scegliere un tavolo sulla terrazza vista Torre, anche in inverno. Si può ordinare alla carta o scegliere tra i due menù degustazione, a 95 e 125 euro, che propongono i piatti migliori dello chef, a metà tra tradizione francese e sapori mediterranei. Il sommelier, infine, vi aiuterà nella scelta del vino.

Les Ombres è situato sul tetto del bel museo Quai Branly, voluto 10 anni fa da Jacques Chirac. Che si sieda in terrazza o nella sala interna, si ha una splendida vista sulla Tour Eiffel che, ogni ora a partire dalle 21, si illumina di milioni di lucciole. Il menù, che si rinnova ogni due settimane, si ispira al carattere multietnico del museo sottostante e celebra i cinque continenti. La degustazione parte da 71 euro.

Curiosità

Sapevate che i 20 arrondissement di Parigi disegnano le spirali di una chiocciola a partire dal primo, che corrisponde al Louvre?

Mostre a Parigi

Rembrandt, les années décisives: fino al 23 gennaio 2017 al Museo Jacquemart-Andreé.

The color line, les artistes Africains-Ameriéricains et la Ségrégation: fino al 22 gennaio 2017 al Museo Quai Branly.

Hodler/Monet/Munch: fino al 22 gennaio 2017 al Museo Marmottant Monet

Oscar Wilde: fino al 15 gennaio 2017 al Petit Palais

Paris Photo: 10-13 novembre 2016 al Grand Palais

Info

Ente del Turismo francese | Visit Paris Région | Paris Info | Air France

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