L’Italia nella voce dagli scrittori

 

Ph di Suzy Hazelwood da Pexels

di Devis Bellucci | @devisbellucci

Ti affacci alla finestra del palazzo e la piazza è ancora lì, forse non troppo diversa da allora. Adesso si chiama Piazzetta del Sabato del Villaggio. Tutti gli studenti, almeno una volta, sono stati invitati (meglio, obbligati) a imparare a memoria l’omonima poesia, con la donzelletta che vien dalla campagna. Poco lontano si alza la più nota collina d’Italia, quella dell’Infinito, che in realtà si chiama monte Tabor. Qui se ne andava Giacomo Leopardi a coltivare le proprie malinconie, su un panorama che spazia sino ai monti Sibillini. Ancora oggi la bella Recanati, in provincia di Macerata, è immersa nella voce del suo illustre poeta. Scolaresche e amanti del turismo letterario ne riconoscono i dettagli come fossero ricordi, dalla casa di Silvia alla Torre del Passero Solitario, e passeggiano per il borgo e visitano le stanze di Palazzo Leopardi.

In una terra di santi, navigatori e soprattutto poeti, sono tanti i luoghi dove abitano le Muse, con accanto il loro bravo scrittore ispirato. Insieme a Recanati il caso più eclatante è forse quello dei siti manzoniani, l’insieme dei luoghi e degli edifici citati da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi. Si trovano principalmente tra Lecco, Milano e la Brianza; comprendono, tra gli altri, il Palazzotto di Don Rodrigo, il Convento di Pescarenico e la presunta casa di Lucia. Gli amanti del romanzo non si faranno mancare una gita in barca su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, ammirando i monti che la triste Lucia saluta in una fra le pagine più liriche dell’opera. Ma i luoghi letterari non finiscono certo qui.

Le città

La Torino dell’800 rivive nelle pagine di Cuore di Edmondo De Amicis. Lo scrittore visse a Palazzo Perini in Piazza XVIII Dicembre, dove oggi lo ricorda una targa. Dedicata alla sua Torino anche un’opera meno nota, La carrozza di tutti, un ritratto della città vista da un tram. Se siete in zona, fate un salto al Caffè Baratti & Milano, in Piazza Castello, dove era solito andare il poeta Guido Gozzano. Gozzano dedica la sua poesia Le golose alle specialità e alle clienti di questo locale. Cesare Pavese, invece, era cliente abituale del Caffè Platti, in Corso Vittorio Emanuele II, poco lontano dal Liceo D’Azeglio che lui stesso aveva frequentato. Tanti anche gli scrittori suggestionati da [b]Venezia[/b]. Tra questi, il più celebre è Thomas Mann che nel 1912 pubblica La morte a Venezia, in parte ambientato al Grand’Hotel des Bains all’isola del Lido. Sterminato l’elenco degli autori che hanno scelto Roma come sfondo alle proprie storie, da Pier Paolo Pasolini a Carlo Emilio Gadda. Di Alberto Moravia, ad esempio, è possibile visitare la casa (Lungotevere della Vittoria 1, Roma) trasformata nel 2010 in un museo civico. Qui ha sede anche l’Associazione Fondo Alberto Moravia, che organizza periodicamente convegni e mostre.

Le campagne

Nelle Langhe piemontesi, tra colline e vigneti, si trovano molti dei panorami cari al già citato Cesare Pavese e a Beppe Fenoglio. È possibile visitare la casa di Pavese a Santo Stefano Belbo e quella di Fenoglio ad Alba. Ugo Foscolo, Shelley e Byron furono invece conquistati dai Colli Euganei, un gruppo di colline di origine vulcanica che si alzano nella pianura padano-veneta. L’inquilino più illustre, tuttavia, è stato il poeta Francesco Petrarca, che si stabilì ad Arquà, incantato dalla dolcezza dei pendii coperti di boschi e uliveti. Oggi lo immaginiamo passeggiare nella quiete di questi luoghi, ripensando alle limpide acque che lo hanno visto riflesso insieme alla donna amata. Petrarca morì ad Arquà nel 1374, dove è sepolto. Oltre al borgo medioevale, che fa parte del Club dei borghi più belli d’Italia, si può visitare la casa del poeta. Le liriche di Giovanni Pascoli nascono invece dalle atmosfere della Romagna e della Garfagnana. San Mauro Pascoli, città natale del poeta, ospita il Museo Casa Pascoli (Via G. Pascoli 46), ricavato all’interno dell’abitazione dove Giovanni visse la sua infanzia, quella bianca nostra casina. Il ricordo degli anni trascorsi a San Mauro è rievocato da Pascoli in tante poesie, che testimoniano il forte legame con la terra delle sue origini. L’altra Casa Museo dedicata al poeta si trova a Castelvecchio Pascoli, non lontano da Barga (Lucca). I Canti di Castelvecchio, una delle raccolte più celebri del poeta, sono fitti di rappresentazioni della vita in campagna. Annessa alla Casa Museo sorge la piccola cappella dove il Pascoli è sepolto.

Il mare

Pablo Neruda durante l’esilio sognava un mare come quello del suo Cile, vivo e non addomesticato. In Italia lo troverà a Capri, dove visse nel 1952. La sua dichiarazione d’amore per l’isola, regina di rocce, cattedrale marina, è riportata oggi su una lapide accanto alla casa in cui fu ospitato. Anche Ada Negri era innamorata della bella Capri, simile all’onda sul capo del naufrago, mentre Elsa Morante ambienta nella vicina Procida il romanzo L’isola di Arturo. Di indole completamente diversa, Eugenio Montale sussurra irrequieto Tu non ricordi la casa dei doganieri, rivolgendosi a una giovane. La casa di cui parla è uno dei vecchi posti di guardia della dogana presso Monterosso, in Liguria. Lo scenario grandioso e sofferto delle Cinque Terre, con lo scirocco che tormenta l’arsiccio terreno gialloverde è stato un’importante fonte d’ispirazione per il poeta del male di vivere, Premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Andiamo allora sul sentiero che collega i borghi delle Cinque Terre, portando una raccolta dei suoi testi; fermiamoci ogni tanto e leggerne qualcuno, ammirando il palpitare lontano di scaglie di mare. Se anche fosse negata a noi miseri una scintilla di rivelazione, la bellezza del posto non ce la toglie nessuno.

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