Liguria di Ponente: itinerario tra terra e mare

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Liguria di Ponente: itinerario tra terra e mare

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di Federica Giuliani | Instagram

Già nell’Ottocento inglesi e americani affollavano la Liguria di Ponente, attratti dalla costa frastagliata, dalla raffinatezza dei borghi medievali e dagli scorci dell’entroterra.

Il clima mite, poi, ne fa un angolo di bellezza assoluta: i fiori di questa Riviera sono infatti famosi al livello globale. Se Sanremo ricorda il Festival, Alassio è famosa per il muretto e Seborga incuriosisce per la sua singolare storia, ci sono altri luoghi meno di grido che affascinano come una poesia sussurrata in una notte d’estate.

Liguria di Ponente: la costa

Verezzi, borgo saraceno dalle case di pietra rosa, poggia le spalle sulla montagna per spalancare le finestre sul golfo sottostante. Sulla piazza di S. Agostino, un balcone sul mare, si svolge dal 1967 un evento di grande richiamo: il Festival teatrale di Borgio Verezzi. I tetti a terrazza, tipici del Medioevo ma di influenza araba, sono la caratteristica più piacevole: cenare in uno dei tanti ristoranti, accarezzati dalla brezza, ha un che di paradisiaco. Tra i sapori tipici c’è quello del cappero.

Proprio sulla costa, invece, Borgio è un centro vivace e moderno, con spiagge lunghe e attrezzate; le Grotte di Borgio Verezzi, inoltre, offrono un interessante percorso tra stalattiti, stalagmiti e laghetti.

Finale Ligure è uno dei borghi più frequentati della Liguria di Ponente. Nonostante ciò, Finalborgo è un gioiello tutto da scoprire tra palazzi rinascimentali, chiese barocche e cripte. Il suo nome significa “terra di confine” e, chiuso tra mura medievali ancora ben conservate, accoglie con un’atmosfera d’altri tempi.

I Giardini Hambury, infine, offrono l’opportunità a chi ama il profumo di salsedine misto a fiori di fare un’immersione nella natura. Ebbero origine nel 1867 quando Thomas Hanbury acquistò l’antica Villa Orengo e il terreno situato sul promontorio di Capo Mortola per trasformarlo in un giardino di acclimatazione di piante esotiche. Da allora molta strada è stata fatta per rendere i giardini un luogo di infinite suggestioni.

Liguria di Ponente: l’entroterra

Uno dei borghi più affascinanti è Dolceacqua, attraversata com’è dal fiume in cui si riflette il Ponte Vecchio. Ne rimase incantato anche Claude Monet, che lo immortalò in alcune sue opere in esposizione oggi a Parigi. Con un calice di Rossese in mano, ammirate i sontuosi portali e carruggi senza tempo.

A Campo Ligure, invece, bisognerebbe andare per i suoi tetti spioventi di tegole rosse e per la filigrana: con movimenti lievi ed eleganti, gli artigiani creano sottilissimi fili d’oro e argento per creare opere dal gusto antico.

Pieve di Teco, situato nell’alta valle Arroscia a 240 metri slm, conserva quasi intatta la struttura architettonica dell’antico borgo medioevale. La funzione commerciale del borgo per quanto riguarda la manifattura delle calzature, è ancora oggi testimoniata dalla quantità di botteghe, che si trovano sotto i portici.

Triora, infine, è la meta che deve raggiungere chi è appassionato di magia. Famoso per essere il borgo delle streghe, profuma di pane e storie antiche. Il piccolo Museo Etnografico e della Stregoneria vi condurrà alla scoperta dei suoi misteri, ma è lungo i carruggi che potrete ammirare i portali d’ardesia e i bassorilievi. Tra i prodotti da assaggiare c’è il pane di Triora: scuro e rustico, viene preparato con farina e crusca.

Ph di Vittorio Giannella

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