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Isole Vergini Britanniche: relitti e personaggi mitici, in un mix di leggende

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Isole Vergini Britanniche: relitti e personaggi mitici, in un mix di leggende

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di Francesca Spanò | @francynefertiti

Leggende, miti, realtà e tra i racconti moltissimi personaggi che hanno superato il tempo e i confini delle Isole Vergini Britanniche. Sono esploratori, pirati ma anche fantasiosi scrittori e parte della storia la conserva il mare. Se di questi uomini oggi sopravvive il ricordo, di sicuro si può immaginare tanto delle loro avventure riscoprendo relitti persi tra i locali fondali.

Sogni e scoperte alle BVI

La bellezza dell’arcipelago delle British Virgin Island è nota in tutto il mondo e oltre ai suggestivi tramonti e alle acque blu, sono le riserve sottomarine a nascondere veri e propri tesori. Spettacoli naturali e qualche segreto da imparare a conoscere.  A partire dalle tante grotte marine. I reperti custoditi dalle acque narrano vicende avventurose che sconfinano nell’esperienza fiabesca ed è così sin dai tempi delle prime esplorazioni. Proprio qui lo scrittore Robert Louis Stevenson trasse ispirazione per la stesura del suo più celebre romanzo, “L’Isola del Tesoro”.

Cristoforo Colombo, poi, fu anche il primo europeo a mettere piede nell’arcipelago durante il suo secondo viaggio, nel 1493. Chiamò la zona “Sant’Orsola e le undicimila Vergini”, traendo ispirazione dalla leggenda di Sant’Orsola, bellissima figlia di un re bretone. Si dice che la ragazza accettò di sposare un principe pagano, che le promise però di convertirsi al cristianesimo. Partì con le sue 11.000 vergini per raggiungere il futuro sposo, ma sul tragitto vennero catturate dagli Unni di Attila. Solo lei rimase viva, grazie alla sua bellezza. Non volle però sposare il re e quindi fu martirizzata.

Storie e leggende mitiche

Nel XVI secolo, durante il periodo coloniale, la Spagna aveva reclamato il possesso delle Isole Vergini. Non ne aveva però il diritto e non fu l’unico Paese a cercare di accaparrarsi questa terra dalla posizione strategica. Nel frattempo, nelle isole approdarono i pirati e una prese il nome del più famoso: Jost Van Dyke.

In verità, si contende la fama con Sir Francis Drake che gli spagnoli temevano mentre gli inglesi amavano. Si dice che i secondi, di fronte ad un pericolo, avrebbero solo dovuto battere sul suo tamburo per vederlo tornare a difendere la patria. A fine Cinquecento, lo stesso, ricevette dalla Regina Elisabetta I d’Inghilterra il titolo di cavaliere, al ritorno dalla spedizione in cui portò a termine la seconda circumnavigazione del globo. In suo onore, fu dato il nome di “Sir Francis Drake Channel” allo stretto che separa Tortola, l’isola maggiore dell’arcipelago, dalle altre isole minori a sud.

Scoprire i relitti

Chi vuole andare in esplorazione alle Isole Vergini Britanniche, deve raggiungere il Parco Marino Nazionale delle Isole Vergini Britanniche, il più famoso sito diving delle BVI nonché il miglior sito di immersione. Detto pure Rhone National Marine Park, è legato al nome della nave cargo inabissatasi durante una tempesta nel 1867, portando con sé le 125 persone che si trovavano a bordo. La nave è divisa in due parti ma in buone condizioni.

Da non perdere poi all’interno del Parco Marino Nazionale sono il Rhone Reef, il Blonde Rock e Painted Walls. Altri relitti, sono nascosti in zone come il Wreck Alley (sito che custudisce ben tre relitti: Marie L, Pat, e Beata), o il Fearless, al largo di Peter Island. I più esperti, ancora, possono osservare il relitto del Rokus, al largo della punta a sud-est di Anegada, o il Chikuzen, al largo dell’East End di Tortola.

Grotte sottomarine

In questo caso, una escursione è d’obbligo alle grotte di Norman Island, che hanno ispirato col loro fascino lo scrittore Louis Stevenson. Bella la Joe’s Cave, una grotta sottomarina a West Dog Island e la The Chimney, sulla Great Dog Island, vicino a Virgin Gorda, carica di spugne e coralli, anche bianchi.

Per ulteriori informazioni sulle BVI e sui migliori siti di immersione, visitate il sito www.bvitourism.it.

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