Gotland, l’isola delle rose nel mar Baltico

Almedalen damm Foto stig Hammarstedt

di Devis Bellucci | @devisbellucci

È la più grande isola del mar Baltico. Un pezzetto di Svezia coperto di foreste e campi ondulati, lunghe spiagge deserte per gran parte dell’anno, ripide scogliere che si affacciano su un mare color pietra. Pochi altri luoghi del Nord Europa regalano un profilo tanto variegato e una simile ricchezza di vestigia storiche, dall’Età del Bronzo al Medioevo. Facilmente raggiungibile da Stoccolma, in estate Gotland regala il meglio di sé, coi prati che si riempiono di papaveri e orchidee selvatiche, mentre l’orizzonte riluce fino a tarda ora. Tanti artisti si sono innamorati di questi scenari fatti di durezza e proporzioni straordinariamente ricercate e precise, dove ci sentiamo una minuscola particella, come gli animali e le piante. Sono parole del grande regista Ingmar Bergman, che visse e morì nella vicina isola di Fårö, separata da Gotland da uno stretto braccio di mare.

Il glorioso passato di Gotland

Gli abitanti di Gotland possiedono tanto oro da non poterlo pesare. I loro maiali mangiano da trogoli d’argento. Le loro donne filano con rocche d’oro. Scriveva così Hans Strelow nelle sue Cronache di Gotland del 1633. L’isola ha infatti una posizione privilegiata al centro del Baltico, che le ha permesso in passato di controllarne le rotte commerciali. Tuttavia la fama di una simile ricchezza, dai tratti quasi mitici, deriverebbe anche dal suo clima particolarmente mite, che permette la fioritura delle rose in inverno. Per la gente del nord questo fatto aveva qualcosa di miracoloso, come se Gotland fosse benedetta dagli dei. Così non stupisce che qualcuno abbia identificato l’isola con la leggendaria Atlantide.

Una panoramica sull’isola

Pare che Gotland sia la patria dei Goti, una delle popolazioni barbariche che invasero l’Europa centro-meridionale. Il luogo più noto e visitato dell’isola è il suo capoluogo Visby, che in passato era parte della Lega Anseatica e importante come una grande capitale europea. Oggi è la città medioevale meglio conservata della Svezia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995. La cinta muraria di Visby, lunga più di 3 km e con 44 torri d’avvistamento, è fra le meglio conservate d’Europa, spesso paragonata alle mura di Carcassonne in Francia o a quelle di Avila in Spagna. Visby è anche il cuore della vita artistica dell’isola, che in estate pullula di iniziative culturali e festival, tra cui l’annuale Settimana Medioevale durante il mese di agosto. Dal capoluogo, magari noleggiando una bicicletta, si può esplorare la quiete dei dintorni, attraverso piccoli villaggi di pescatori, spiagge battute dal vento e terre coltivate che risalgono ai tempi dei Vichinghi. E quando il cielo rannuvola sull’entroterra, il paesaggio vuoto e scolorito prende una forza onirica, che incanta e spinge a fermarsi.

Misteriose vestigia storiche

La campagna di Gotland custodisce circa quattrocento tumuli che risalgono all’Età del Bronzo, detti cairn, uno dei più celebri labirinti di pietre del Nord Europa, il Trojeborg, e innumerevoli pietre commemorative che risalgono al I millennio d.C. I monumenti più suggestivi dell’isola sono le cosiddette tombe a nave, anch’esse dell’Età del Bronzo, dove le pietre conficcate sul terreno disegnano appunto la sagoma di un’imbarcazione. Ce ne sono in particolare a Klintehamn, sulla costa occidentale, e a Gnisvärd, a sud di Visby. Quest’ultima misura oltre 40 metri di lunghezza per 7 di larghezza. Spesso sono più piccole, quasi anonime, e si incontrano in una radura fra gli alberi, nel silenzio della foresta. Sono tra le più toccanti testimonianze dell’antica cultura vichinga, segnata da un rapporto viscerale col mare. In quel mondo governato da un misterioso ordine cosmico, dove il cielo sprofondava nel buio per sei mesi all’anno, la nave diventa protagonista della vita e della morte, traghettando simbolicamente i defunti nel loro viaggio verso l’aldilà.

Info: Ente del turismo svedese

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