Giordania da gustare: meze da re

di Federica Giuliani | @traveltotaste

Mangiare in Giordania, e in tutto il Medio Oriente, è una cosa seria. Il pasto, infatti, è considerato un momento di condivisione molto importante durante cui si manifesta tutta l’ospitalità.
Se si ha la fortuna di essere invitati a casa di qualcuno, si può assaporare l’atmosfera di gioia che si crea intorno al cibo. Al ristorante, invece, apprezzerete la generosità e l’eleganza, mentre con lo street food, potrete entrare direttamente nel Paradiso gastronomico.

Galateo a tavola

Sia che vi troviate a casa di un local o in un ristorante, è probabile che il cibo venga portato a tavola su piatti da portata da cui ogni commensale deve attingere senza l’ausilio di posate.
In Medio Oriente, infatti, è tradizione mangiare con le mani. Con la mano destra, per la precisione, perché la sinistra è considerata impura, essendo usata per la pulizia delle parti intime.
Prima di iniziare il pasto vi sarà chiesto di lavarvi le mani con il sapone, sciacquandole con l’acqua della brocca che vi verrà offerta.

Il piatto nazionale

Il piatto nazionale della Giordania è il mansaf: agnello o pollo insaporito con erbe e spezie, cotto nello yogurt secco e servito con riso, cosparso di mandorle e pinoli. Viene preparato soprattutto in occasione di matrimoni, lauree ed eventi speciali, ma si serve anche quando si vogliono riallacciare rapporti perduti. Questa preparazione simboleggia la generosità giordana, che si misura in base alla quantità di carne utilizzata. Il piatto comune in cui viene servito il mansaf, invece, rappresenta l’unione della comunità.

I meze

Il modo migliore per conoscere da vicino i meze – gli antipasti noti in tutto il mondo – è quello di sedersi in uno dei ristoranti specializzati e farsi guidare dall’oste. Il miglior approccio che ho avuto con questi cibi è stato ad Aqaba in un locale che brulicava di persone e che, per mia fortuna, aveva ancora un tavolino all’aperto libero. Mentre il sole infuocava quel giorno d’agosto, il cameriere ha iniziato a portare tutti i meze tipici previsti dal menu: hummus di ceci, ful di fave, mutabbal – una crema di melanzane condita con yogurt e spezie – e tabouleh – insalata di grano spezzato -, tra le tante prelibatezze.
Il meze che più ho amato, però, è il falafel: piccole e croccanti polpettine di ceci, da mangiare una dietro l’altra come fossero ciliegie. Il segreto per prepararle a casa propria l’ho imparato proprio in Giordania. Me lo ha svelato un signore che nella nera notte mediorientale le friggeva in un pentolone sul ciglio della strada, ma se volete scoprirlo anche voi dovrete andare di persona e assaggiare innanzitutto le originali.

Dolci

Foto di Ahmet Sezgin da Pexels

I dolcetti arabi, ricchi di miele e frutta secca, sono da considerarsi più uno stuzzichino di metà giornata piuttosto che un dessert. Molto sostanziosi e golosi, infatti, rischierebbero di appesantire un pasto, ma sono in grado di fornire la giusta energia per affrontare la giornata lavorativa. Il dolce più famoso è forse la baklava, a base di sciroppo di zucchero, pistacchi e pasta fillo, ma c’è anche il knafeh, tipico delle feste popolari e familiari, composto da formaggio dolce posto su una sfoglia, ricoperto dai sottili e croccanti fili di pasta kataifi, cosparso con sciroppo dolce e servito caldo.

Da bere, infine, niente vino o birra ma arak, tipico liquore all’anice che può essere bevuto liscio o allungato con acqua. Viene prodotto distillando succo d’uva e aggiungendo semi di anice; è un aperitivo molto comune e rinfrescante.

La Giordania, oltre a essere bella da vedere, è anche ottima da mangiare.

Info: Visit Jordan

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