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Abruzzo: in e-bike lungo la costa dei trabocchi

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Abruzzo: in e-bike lungo la costa dei trabocchi

Testo e foto di Vittorio Giannella

Amate le escursioni in bicicletta? Allora siete nel posto giusto. Qui sulla costa dei trabocchi in Abruzzo, c’è una via verde ciclabile che da Ortona arriva a Vasto, percorrerla con una e-bike poi, non è solo appassionante, è anche facile. Quarantadue chilometri che vi faranno godere di paesaggi marini, borghi arroccati come nidi d’aquila sui colli, e di trentatrè trabocchi, trappole d’autore, che tante generazioni  hanno sfamato. E quando la sera stanchi per la giornata passata in sella, l’appetito di certo non mancherà, avrete l’imbarazzo della scelta per le tante prelibatezze e piatti tradizionali di terra e di mare che la provincia chietina offre, innaffiati con vini eccellenti.

Fare escursioni in bicicletta è una dimensione diversa, che unisce le caratteristiche dell’andare a piedi ma con la possibilità di fare spostamenti più lunghi, sempre col contatto con la natura, i profumi, con la gente del luogo. Ma è il senso di indipendenza e il fatto che bisogna contare solo sulle proprie forze, il fascino della bici.

Ci sono luoghi in cui arrivi per caso senza averli mai messi in conto. È il caso della Costa dei Trabocchi, dove inspiro a pieni polmoni quest’aria salmastra, con la luce riflessa del mare che mi inonda  il viso, inebriato dai profumi della macchia mediterranea. Quarantadue chilometri da Ortona a Vasto col profilo della Maiella come skyline, colline ricoperte da immense distese di  vigneti (Chieti è la seconda provincia più vitata d’ Italia) un territorio ricco di avvenimenti e di arte, con molti aspetti  interessanti: la tranquillità e l’ospitalità della gente. 

Trabocco Cungarelle a Vasto

Ortona, tra storia e vini

A Ortona il borgo da dove ha inizio l’itinerario, è possibile affittare la e-bike, non prima però di aver fatto due passi sulla panoramica passeggiata orientale, che porta dritto al possente castello aragonese del  1450, con le sue pietre pregne di storia, e raso al suolo con tutta la città nella Seconda Guerra mondiale, ora, abbandonati gli scopi difensivi, è un punto assai panoramico sulla città.

Non deve mancare una visita alla cattedrale di San Tommaso, che conserva le ossa del santo venute dalla lontana Grecia. Ortona vive di pesca e di agricoltura con estesi vigneti che garantiscono ottimi vini molto apprezzati: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo, Pecorino e Trebbiano. Dobbiamo raggiungere il faro, il tempo di scegliere le e-bike, allacciare il casco, controllare il percorso e via, velocemente superiamo i tre tornanti in discesa e, dal faro, percorriamo la ciclabile Via Verde, poi si sfiora la stazione ferroviaria fino al lido Saraceno dove,  giganteschi e colorati murales, cancellano il grigiore del cemento. Qui ci si immette sulla pista ciclabile che rasenta il mare e percorre la ex strada ferrata, attraversando anche alcune gallerie, fino al piccolo agglomerato di Acquabella, vecchia dimora di pescatori  con i gozzi tirati sulla spiaggetta.

Ci fanno compagnia alcuni trabucchi che sfidano le onde, diventati quasi tutti ottimi ristorantini dove riprendere le energie, sospesi sull’acqua,  gustando l’ottimo brodetto di pesce o fritture di paranza, innaffiati da ottimo vino locale. Anche agli occhi dei profani salta all’occhio la varietà floristica che cresce lungo la pista, con macchie gialle di ginestra odorosa, mirto, cardi e capperi, che si sono rimpossessati  dello spazio rubato loro dalla ex ferrovia. Con una piccola deviazione sulla SS 16, si può vedere la dimora che Gabriele D’Annunzio abitò nell’estate del 1889, e il paesaggio  dal quale trasse spunto per il suo capolavoro “Trionfo della morte”. Ci si ritrova su un piccolo promontorio in alto sulla costa con vista meravigliosa sull’Adriatico e su “quella grande ossatura biancastra protesa sulla scogliera… Ai meriggi torridi e ai tramonti prendeva talora aspetti formidabili”, così descrive il trabocco lo scrittore. Ogni stagione è buona per esaudire la voglia di natura, di arte di paesaggi, e per le antiche storie che sanno raccontare questi luoghi. Percorrere la Via Verde dei trabocchi non significa compiere imprese sportive, con gli occhi incollati sul cronometro, serve per scoprire un territorio attraverso le suggestioni, i sapori, l’ascolto del rumore della risacca quando il vento da est soffia forte. 

Un’alba di scoperta

Alle sei del mattino nuvole all’orizzonte lasciano poco spazio al sole che fa capolino all’orizzonte, l’erba ancora bagnata di rugiada emana un odore da stordire, il trabocco di Punta Rocciosa a tener  testa alle onde più alte, e io sono lì, nulla di frenetico, tutto essenziale, autentico. Un bel bottino di scatti stamattina, ma pedalando, un altro bottino mi viene di raccogliere: alcune bottiglie di plastica che qualche indisciplinato ha gettato nella scarpata, poche per  fortuna, pensando che il mare provveda a ripulire, così da lavarsi  la coscienza.

Prima di Fossacesia una bretella porta all’interno, più precisamente al minuscolo borgo di Rocca San Giovanni, tra i più belli d’Italia, tutto cinto da antiche mura, ma un’altra meta preziosa a pochi chilometri da qui è una delle abbazie più interessanti d’Abruzzo:  San Giovanni in Venere, affascinante nella sua solitudine, risalente al XII secolo in stile romanico con cripta e le tre absidi curve che danno le spalle al mare, con un chiostro di rara finitura. Un luogo dello spirito per chi ama la  meditazione, con grandi  ulivi che guardano da lì l’orizzonte marino da cent’anni,  e che rendono il luogo sopra Fossacesia, di una bellezza struggente. La Via verde dei trabocchi offre tante occasioni per fermarsi, anche per un pranzo,  come sul trabocco di Punta Tufano, dove Rinaldo il proprietario, vi mostrerà tra una portata e l’altra, il funzionamento del trabocco, costruito dai suoi avi, contadini, ma che, per incrementare il cibo nei mesi più magri costruirono queste trappole protese in mare.

In realtà avevano paura di lasciare la sicurezza della terra per prendere il mare e si inventarono questi marchingegni

dice Rinaldo

Verso la fine dell’itinerario, a Marina di Casalbordino, inizia una sterrata che in cinque chilometri porta alla Riserva naturale di Punta Aderci, una pista che attraversa vaste distese di cardi in fiore, fiori comuni  forse, ma sono li da qualche giorno per il godimento di chi ne sa apprezzare le sfumature, il profumo. Da Punta Aderci, che si raggiunge con un ultimo strappo in salita, si gode uno spettacolo bellissimo, col pittoresco trabocco sottostante, la Maiella in fondo che sembra fluttuare tra cielo e mare, e la lunga spiaggia selvaggia, che deve essere conquistata con la fatica per usufruirne.

Vasto, un luogo speciale

In posizione elevata sul mare, racchiusa dai resti delle antiche mura, ha il centro storico con mille vicoletti e altrettante botteghe artigiane di ceramiche e artistiche. Da vedere la bella chiesa di Santa Maria Maggiore risalente al XI secolo ricca di importanti tele fra cui lo Sposalizio di Santa Caterina d’Alessandria attribuita al Veronese, e la Madonna in trono della scuola del Tiziano. Non meno importante il Palazzo d’Avalos, oggi museo civico e complesso museale, con un bel giardino interno chiuso dall’esterno da cancelli in ferro battuto di alta fattura.  Una pedalata nell’ampia piazza dedicata a un figlio illustre di Vasto, il poeta Gabriele Rossetti e a due passi il castello Caldoresco.  È ora di pranzo ma la scelta è difficile su cosa mangiare a Vasto: il brodetto vastese o la ventricina, che, come recita il disciplinare è:

Un salume insaccato crudo di carne suina con sapore soavemente piccante. 

Anche se l’impresa è ardua vista la salita impegnativa, ma agevolata dalla e-bike, scegliamo  di raggiungere la sede dell’Accademia della ventricina a Scerni, tre chilometri all’interno, dove il presidente Luigi  Di Lello ci aspetta  per  una degustazione  di questa specialità abruzzese molto pregiata, primo presidio Slow Food in Abruzzo, con l’80% di carne puro suino tagliata a punta di coltello, solo il 20% di parti grasse , e insaporita con finocchietto, spezie e peperone dolce. 

Artista di zooarte a Ortona
Artista di zooarte a Ortona

Stanchi o il maltempo vi impedisce di tornare alla base? Nessun problema. Le bici possono essere caricate sulle carrozze di Trenitalia, con frequenti  corse giornaliere, e se decideste di arrivare in treno fin qui, il prezzo della bici sarà di solo 5 euro. “Il sogno, che speriamo si realizzi presto”, ci confessa Roberto Di Vincenzo presidente di  Carsa, “ è quello di inaugurare una Via Verde ciclabile di ben 131 chilometri che sfiorerà tutti i comuni costieri da Martinsicuro a Vasto, e se tutti gli attori coinvolti, dal Gal  costa trabocchi, alla Camera di Commercio di Chieti e Pescara e Carsa sogneranno all’unisono, quest’opera diventerà realtà molto presto”. 

Bello ritrovarsi a Vasto

Intanto fervono i preparativi per  la seconda edizione di Art Bike & Run, l’evento internazionale  che richiama a Vasto migliaia di ciclisti con l’intento di valorizzare la splendida Costa dei Trabocchi e la Via Verde ciclabile. Dal 30 settembre al 2 ottobre per vivere insieme ciclismo, bike, mobilità sostenibile, degustazioni enogastronomiche abruzzesi. Info: www.artbikeandrun.it 

Info utili

www.galcostadeitrabocchi.itwww.costadeitrabocchimob.itwww.destinazionecostadeitrabocchi.it

Dove mangiare

  • Ristorante La Scialuppa, via Sangritana, 19  S.Vito Chietino
  • Trabocco Punta Tufano, C.Da Vallevò 78 Rocca S.Giovanni (CH)
  • Ristorante Doppia Vela, Ortona in Lido Saraceni
  • Azienda Agricola Fontefico F.lli Alfieri Vasto
  • Accademia della ventricina a Scerni

Per noleggiare e-bike oltre a info su itinerari nel territorio: Civitarese Viaggi.

Dove dormire

  • Hotel Levante a Fossacesia (www.hotellevante.it)
  • BnB Falcone a Ortona
  • BnB Corte Rossetti Le Dimore a Vasto (www.corterossetti.it)

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