Croazia, controlli più rigidi alle frontiere: documenti verificati con lo scanner

Frontiera

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Un Paese tranquillo, che però non abbassa la guardia sulla sicurezza. La Croazia, aumenta i controlli alle frontiere e per i turisti si annunciano code più lunghe all’ingresso nel Paese dell’Ue. Tutti i documenti sarranno verificati con lo scanner, anche per coloro che giungono da una zona compresa nell’area Schengen.

Cosa cambia per il turista?

La Croazia ha scelto di prendere alla lettera le nuove regole di Bruxelles, da adottare sia in entrata che in uscita, utilizzando ben tre banche dati. La prima è quella del Ministero degli Interni Croato, poi l’Interpol e il sistema Schengen. Il regolamento fa parte del nuovo sistema anti terrorismo ed inserisce norme che fino ad oggi potevano essere applicate “a campione”.

Frontiere chiuse e lunghe code?

Quello che si teme sono proprio le possibili attese per chi giunge dall’Italia e passa dalla Slovenia. Le regole anti terrorismo sono state approvate dall’Unione Europea lo scorso 15 marzo e parlano di verifiche continue e sistematiche per coloro che attraversano i confini nel nostro continente. Stop ai semplici controlli “visivi” da parte degli agenti di frontiera esterna terrestre ma anche in quelle aeree. In pratica, identica situazione negli aeroporti per chi vola fuori dall’area europea o ritorna da essa e nei porti.

Perché questa novità?

Nello specifico dovrebbe contrastare i fenomeni migratori ed assicurare un maggiore controllo in merito. Il fatto che però la new arrivi poco prima di Pasqua rischia di creare un caos maggiore soprattutto tra Slovenia, interna all’area Schenghen e la stessa Croazia che, invece, ne è fuori. Si calcola che molti italiani trascorreranno queste feste in Istria e ciò può aumentare le ore di attesa alle frontiere. Grande preoccupazione, poi, per la stagione estiva, per le ripercussioni più o meno gravi anche sul turismo. Per evitare che la situazione si aggravi potrebbero essere effettuate verifiche solo in specifici valichi di frontiera. Valutando zone di rischio, situazione interna e salute pubblica, insomma, la novità potrebbe essere in parte tenuta sotto controllo e valutata.

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Photo Credit: Gio 2000 su Wikimedia Commons

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