Creta in autunno: il gusto della cultura

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di Federica Giuliani | @traveltotaste

Creta, isola di circa 8000 km² a metà strada tra Grecia e Turchia, è meta soprattutto di turisti in cerca di spiagge e mare limpido.
In autunno, però, rivela la sua anima tranquilla che accoglie gioviale i visitatori al suono dei chicchi di melograno. In questo periodo regna un silenzio quasi surreale rotto a tratti solamente dal mare e da qualche nota di sirtaki. Tuttavia, la noia non fa parte della sua essenza e l’occasione è perfetta per scoprire il suo lato culturale.

Antiche radici

Nella parte orientale dell’isola, a tre chilometri da Kritsa, si trovano le rovine dell’antica città di Lato, scoperta nel 1900 da un archeologo francese. La mitologia vuole che sia stata fondata da Zeus, ma nella realtà risale all’epoca dei Dori. Era divisa in due parti: la città – che includeva l’agorà, il teatro, l’acropoli e i templi – e il borgo chiamato Kamara.
Lato fu una delle città più importanti e ricche di Creta e dalle sue mura si può godere di un meraviglioso panorama sulla valle, da una parte, e sulla baia di Mirabello, dall’altra. Le leggende che aleggiano intorno alla storia di Lato sono molte: la più famosa dice che in fondo a un pozzo sarebbe nascosto un tesoro, protetto da un serpente.

Poco distante, è situato un piccolo gioiello di arte, devozione e gusto: il monastero Moni Toplou. In epoca veneziana era una delle costruzioni fortificate più importanti dell’isola e ancora oggi mantiene il nome assegnato dai turchi che, letteralmente, significa “monastero dei cannoni”. La fondazione del monastero risale al XIV secolo e la piccola chiesa, con le volte affrescate che raccontano il Vangelo, viene tuttora usata per funzioni di liturgia ortodossa. Il monastero include anche un museo con pregevoli icone in stile bizantino e oggetti religiosi. La particolarità di questo monastero, inoltre, sta nel fatto che produca vini, olio e distillati nell’azienda adiacente. Come spesso accade a queste latitudini, sono molto apprezzabili i vini rossi e i passiti, meno interessanti i bianchi.

Da assaggiare

Noti a tutti sono i classici meze, gli antipasti serviti in piatti comuni: melanzane, olive, polpette e feta, sono solo alcuni esempi. Una tipicità cretese sono i dakos: pane secco molto duro, cotto nel forno a legna, simile alle friselle pugliesi, da bagnare e condire con olio locale e pomodoro. Utile per i contadini che lo portano nei campi, ma anche per un più romantico picnic. Da bere, ma solo per stomaci allenati, il raki (o ouzo, come è chiamato nella Grecia continentale o su altre isole): distillato di anice che, mentre in Turchia viene allungato con acqua come aperitivo, qui si beve liscio durante i pasti.
Info: Ente Nazionale Ellenico Per il Turismo | [email protected]

 

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