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Toscana: artigianato ed enogastronomia tra la Valle del Serchio e la Garfagnana

09/02/2018

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Per scoprire la Toscana in ogni suo angolo, occorrerebbe organizzare un tour a settimana e, anche così, ci vorrebbero anni per conoscerne ogni sfumatura. La bellezza di questa regione italiana è completa e passa dall’enogastronomia, all’arte, fino alla natura ma c’è un suo scorcio, particolarmente suggestivo, che merita più di una menzione. Si tratta della Valle del Serchio, tra le Alpi Apuane e l’Appennino che prende il nome dal fiume che l’attraversa per tutta la sua lunghezza e va dalla Piana di Lucca alla Garfagnana. Basta un lungo weekend per innamorarsi dei tanti tesori che nasconde: dai piccoli borghi, agli antichi mestieri, fino alle eccellenze artigianali con tecniche che si tramandano da generazioni.

Un itinerario speciale

Un giro a tema interessante, a tal proposito, è quello proposto dal Ciocco Tenuta e Parco, attraverso otto realtà rappresentative della zona. Lo stesso nasce nel 1961 con l’obiettivo di far rivivere la montagna e le sue tradizioni, la natura con i suoi animali, lo sport e il relax, lontano dal “logorio della vita moderna”.

Ecco l’itinerario tra arte e mestieri:

  • Olivart – Monsagrati Alto (Pescaglia, Lucca): si tratta di un brand nato nel 1980 per iniziativa di Stefano Gemignani, artigiano di Monsagrati Alto in una zona famosa per gli oliveti secolari. Appassionato sin da ragazzo del legno di questi alberi, diventa tornitore manuale e inizia a dare spazio a tutta la sua creatività. Ad oggi, è uno dei pochi artigiani che sa usare questo strumento, tenendo in vita un mestiere destinato a scomparire.
  • Antica Valserchio, Zazzi Dallamano – Castelnuovo di Garfagnana e Lucca: la sua storia ha inizio intorno agli anni Cinquanta del secolo scorso in Garfagnana quando Anna Pedri propone ad alcune tessitrici di riunire i loro vecchi telai orizzontali a spola lanciata a mano, per realizzare un piccolo progetto imprenditoriale. Negli anni sono diventate ottanta e l’impresa è tutta al femminile, ma è alla fine degli anni Ottanta che la figlia  Grazia Maria (ZAZZI) aumenta la capacità produttiva inserendo i telai meccanici e oggi si è giunti alla terza generazione di tessitori. I capi e gli accessori sono ancora legati alla tecnica tradizionale lucchese risalente al XII secolo. Vengono, inoltre, preferite le fibre più nobili ed esclusive quali cashmere, vicuña, lane merinos e seta.
  • Enrica Capecchi, Artigianato in ceramica della Garfagnana – Colli di Capricchia (Careggine, LU): nel suo piccolo laboratorio nel bosco produce delle originali creazioni in ceramica. Tra gli oggetti più particolari ci sono le ciotole piene di colore e i “dadi raccontastorie” in terracotta e dipinti a mano. Spesso predilige la tecnica “raku” utilizzata in Giappone per realizzare le tazze usate nella cerimonia del Tè, con la quale crea collane, ornamenti, portacandele e portaincensi.
    Raffaele Guidugli e Marco Lugliani, Liutai – Cascio (Molazzana, LU): la loro prima passione è la chitarra, ma si sono specializzati nella Scuola di Liuteria Toscana e lavorano il legno, realizzando “gioielli musicali” come chitarre classiche, acustiche e folk.
  • Keane, Pittore – Barga (LU): un artista che dipinge paesaggi bucolici, ma anche scene di caccia e battaglie. Le sue opere sono quasi un racconto dove leggere una storia vissuta o immaginata. Tra i suoi lavori spicca la mostra sul Duomo di Barga presentata al Museo Civico.
  • Fabrizio Da Prato, Artista, Color Designer e Decoratore – Loc. Piezza, Gallicano (LU): nella sua carriera ha ripensato interamente il mondo della pittura, creandone un universo personale. Ha iniziato cercando sul territorio le tracce dei maestri pittori e decoratori del passato, per poi reinventare la decorazione. Ha sempre evitato i circuiti commerciali preferendo la libera espressione dei suoi pensieri che prendono forme diverse attraverso opere, performance e installazioni.
  • Ir Gatto e la Gorpe, Artigianato del Rame – Montecarlo (LU): la  lavorazione del rame di Stefano Michelotti si snoda attraverso affascinanti oggetti di uso quotidiano. Si va da pentole a oliere, fino alle lanterne dal gusto rétro.
  • Museo della Figurina di Gesso – Coreglia Antelminellli (LU): La tradizione della figurina in gesso si perde nella notte dei tempi in questa zona e le prime testimonianze riguardano il periodo precedente al XVII secolo. Ancora oggi molti locali hanno fabbriche anche all’estero di questo tipo. Il Museo mostra una collezione di oltre 1300 esemplari, un excursus attraverso l’evoluzione delle tecniche di lavorazione dal 1600 circa ad oggi.

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