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Perù: lungo la Ruta del Pisco tra valli desertiche e strade pittoresche

11/04/2018


di Francesca Spanò | @francynefertiti
Avventura, suggestioni, colori e paesaggi rendono il Perù una destinazione da portare sempre nel cuore. Sono spesso i panorami differenti a farla da padrone con strade pittoresche che incontrano valli desertiche, tour culturali che si arricchiscono di una ricca e variegata proposta enogastronomica. Uno dei percorsi da seguire se si è alla ricerca del meglio del Paese partendo dalla capitale, è la Ruta del Pisco che permette di spingersi fino al confine con il Cile e di conoscere a fondo il culto e la tradizione della bevanda nazionale.

Alla ricerca del lato più autentico di una destinazione da sogno

Un itinerario a tratti onirico in un mondo a parte, per riscoprire le radici più vere del Perù, passando da culture ancestrali a una antica tradizione vitivinicola. Chi sceglie di intraprenderlo, resterà affascinato dalla diversità delle attrazioni presenti. Si perderà, dunque tra i locali di Lima, raggiungerà le vigne e le distillerie di Lunahunà e Ica e si spingerà fino alle oasi e ai canyon di Arequipa. Sono tutti luoghi che hanno una storia lunga legata alla vera identità del Perù, un passato custodito gelosamente su un circuito che passa da Lima a Tacna seguendo il litorale.

La Ruta

Il viaggiatore che comincia il cammino, dovrà prevedere diverse soste a  bar esclusivi, antiche botteghe coloniali, artigianato locale e non tralasciare itinerari storico – naturalistici e spettacoli folkloristici. Dal km 199 al km 291 della Panamericana in direzione sud, ecco il Museo del Pisco, l’unico museo didattico al mondo dedicato esclusivamente allo studio, diffusione e promozione del pisco, bevanda nazionale del Perù. Ma prima della destinazione, sono da tenere d’occhio pure cinque caratteristiche botteghe, perfette per saperne di più sulla meta scelta. Non è, insomma, un viaggio rilassante ma piuttosto attivo, di quelli però da ricordare per sempre.

 Il percorso

Lima: si comincia con una passeggiata evocativa, entrando al Bar Inglés del Country Club Hotel. Qui si ritrovano tutti gli antichi fasti locali, quelli che sono ampiamente citati tra le pagine della letteratura peruviana. Nel cocktail bar, è praticamente d’obbligo l’iniziazione alla cultura del pisco. I suoi pannelli di legno consumati dal tempo, raccontano di un passato in cui erano i personaggi famosi a varcarne la soglia, Ava Gardner per prima. Nel menù si trovano bevande nazionali e internazionali e diverse proposte proprio a base di pisco: come il pisco liscio aromatico e i pisco sours.
Lunahuanà: è una piccola cittadina a sud della capitale che si divide tra la produzione di vino e le attività fluviali, grazie alla presenza del Rio Cañete. Questo è il luogo perfetto per i rafters e una preziosa fonte per l’irrigazione dei vigneti locali. Il tour inizia dalla piazza principale, per poi proseguire verso la Cattedrale e i vicoli più nascosti, immersi in una atmosfera coloniale che ancora rimane nell’aria.
Pisco: lungo la Panamericana, in direzione sud nella Regione di Ica, la vista incontra le sabbie del deserto scorgendo il Pacifico. Filari si moltiplicano fino all’orizzonte e una fermata interessante può essere quella alla bodega contemporanea ispirata all’architettura desertica della regione e che prende il nome dall’anno in cui si registrò per la prima volta la presenza di colture di uva nei dintorni di Pisco, Pisco 1615. Un tempo il vigneto era compreso nell’antica Hacienda di Santa Cruz.
Ica: una tappa dovuta è poi quella a Paracas, villaggio di pescatori e meta turistica rinomata in tutto il mondo. Dalla costa si vedono le Isole Ballestas che ospitano leoni marini, pinguini di Humboldt e specie di uccelli marini. E non mancano certo vigne e liquorerie tra cui La Hacienda La Caravedo, risalente al 1684 e la più antica distilleria funzionante in America. Il mastro distillatore Johny Schuler, acclamato da molti come il Re del pisco, custodisce gelosamente la ricetta di lavorazione del pisco gesuita che produce ancora oggi. Questo è il periodo del Festival Internazionale della Vendemmia, ancora più interessante per scoprire la cultura locale.
Arequipa, Moquegua e Tacna: il giro giunge all’oasi di Huacachina, una splendida cittadina dichiarata patrimonio culturale del Paese, sulle sponde di un lago naturale e circondata da alberi, palme tropicali e imponenti dune. Arequipa, invece, è conosciuta come “la città bianca”. La giornata da queste parti comprende le visite del monastero di Santa Catalina, del convento di Santa Teresa, costruito nel 1710 e in cui tutt’ora lavorano e vivono alcune suore, e della Plaza de Armas. Moquegua, è ricca di pittoreschi villaggi della regione omonima tra ospitano antichi mulini, valli cariche di frutta e aziende produttrici di vino e pisco. Tacna, è stata riannessa al Perù nel 1930 e da allora l’industria “pisquera” nella regione si è riattivata con gran forza. Oggi, è possibile visitare molte botteghe locali dove si può acquistare il pisco, tra cui quella di Don César, produttore di uva nera Criolla e, famoso per il “Rancho San Antonio”, uno trai migliori ristoranti della regione. Qui fu inventato il “Tacna Sour”, un cocktail molto elaborato, a base di pisco, limone e albicocche.

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