Urbino, un tour nella città perfetta

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Urbino, un tour nella città perfetta

di Francesca Spanò |@francynefertiti

La città di Urbino è costruita in modo da riprodurre un ideale raffinato di urbanizzazione, legato all’insediamento come un luogo entro cui si svolge e acquista significato l’azione storica dell’uomo nel Rinascimento. Un mix tra elementi estetici e funzionali che la rendono quasi un progetto irraggiungibile. La sua forma attuale risale proprio al Rinascimento, anche se le sue origini sono molto più antiche.

Urbino Natura
Urbino Natura

Urbino: dal passato al presente

Fu abitata da popolazioni umbre e divenne municipio romano con il nome di Urvinum Metaurense. Fu conquistata dai Goti, poi dai Bizantini e dai Longobardi e, infine, dai Franchi di Pipino il Breve. Carlo Magno ebbe un ruolo molto importante, decidendo di donare al Pontefice Urbino, Ancona, Numana, Osimo e le altre terre marchigiane che saranno il cuore dello Stato Pontificio. Per far questo sconfisse proprio i Longobardi. In seguito, superata l’esperienza comunale, terminata nel 1200, e una breve alleanza con Rimini, passò ai Montefeltro. Nel 1334 arrivò l’annessione di Gubbio e questo portò all’inizio di una espansione territoriale e culturale che renderà Urbino il cuore del Rinascimento. Federico da Montefeltro, avvicinò alla sua corte molti importanti pittori, poiché era un importante mecenate: uno su tutti, Piero della Francesca. Il suo successore fu Guidobaldo e, poi, Cesare Borgia. Quest’ultimo riportò Urbino nello Stato Pontificio, secondo i desideri del padre, papa Alessandro VI. Dopo i Borgia arrivarono i Della Rovere, che trasferirono la loro residenza a Pesaro, facendo diventare Urbino un centro minore. Il prestigio locale, tornò a essere notevole con l’elezione al soglio papale di Clemente XI, ma nel 1789 il terremoto colpì Urbino che in poco tempo fu anche occupata dai francesi. Una situazione non ottimale, che portò la destinazione a essere spogliata di molti capolavori oggi esposti al Louvre e alla Pinacoteca di Brera. Nel 1860 giunsero le truppe piemontesi, ponendo fine definitivamente al dominio dello Stato Pontificio.

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Urbino

Si tratta del luogo simbolo cittadino e cuore del potere politico fino ai primi anni del Cinquecento. A commissionarlo fu Federico da Montefeltro, che vi custodì il suo patrimonio di libri e opere d’arte. La sua forma è sobria ed elegante, come voluto da Luciano Laurana che lo realizzò su un nucleo preesistente. Lo dispose attorno a un cortile centrale, con l’affaccio sulla valle con balconcini sovrapposti e affiancati da snelle torri appuntite. Il cortile è un esempio di architettura rinascimentale, in un mix di antico e moderno, che citano l’antico con una nuova visione prospettica. Al resto dell’edificio, lavorò soprattutto Francesco Di Giorgio Martini, architetto e teorico. Si occupò anche del completamento della facciata su piazza Rinascimento, gli impianti idrici, le logge, la Terrazza del Gallo, il Bagno del Duca. Delle pitture e delle statue che ornavano gli appartamenti ducali, non è rimasto molto. Resta qualche dipinto e le opere che oggi rappresentano la collezione della Galleria Nazionale delle Marche, che però provengono quasi esclusivamente dalle chiese, dagli oratori e dalle congregazioni cittadine. Tra queste i capolavori di Piero della Francesca, come la Madonna di Senigallia e la Flagellazione.

Urbino architettura
Urbino architettura

Lo Studiolo del Palazzo

Lo Studiolo privato di Federico da Montefeltro è uno dei capolavori del Palazzo. Di circa due metri quadrati, permette l’accesso da una piccola porticina che faceva da collegamento tra le sale di rappresentanza e quelle private. La decorazione durò circa dieci anni dal 1472 e vi parteciparono artisti come Sandro Botticelli. L’iconografia celebra le passioni del duca, attraverso la tecnica del trompe-l’oeil. Nella fascia inferiore si trova una teoria di finti sedili, chiusi e aperti, su cui sembrano poggiare libri e strumenti musicali. In quella superiore si notano nicchie con ante traforate semiaperte con libri, strumenti scientifici e altri oggetti. In alcuni pannelli si notano le Virtù a figura intera e al di sopra delle tarsie lignee, un tempo si notava una galleria di Uomini Illustri del fiammingo Giusto di Gand.

campanile Urbino Marche
campanile Urbino Marche

Rinascimento e Neoclassicismo nel Duomo

Il Duomo di Urbino è dedicato a Santa Maria Assunta e fu fondato all’inizio dell’Anno Mille. Aveva però dimensioni e orientamento diverso. Francesco di Giorgio Martini lo ricostruì per Federico da Montefeltro in forme rinascimentali, ma l’aspetto della chiesa è spoglio e poco resta dell’originale andato perso in un terremoto. Fu, dunque, ricostruito nelle attuali forme neoclassiche.

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