La Strada del Sagrantino in Umbria: colori, sapori, suggestioni nel cuore verde d’Italia

 

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Un percorso in equilibrio tra passato e presente, tra natura e arte, tra panorami ed enogastronomia: nella Strada del Sagrantino in Umbria, le suggestioni sono assicurate nel cuore di una delle più belle regioni di Italia. Tra Assisi, Todi e Spoleto, questo itinerario conserva tesori e attrazioni innumerevoli partendo proprio a sud di Perugia.

Delizia e meraviglia

In un territorio che è un trionfo di natura e ispirazione per i quadri d’autore, si scorge un preziosissimo vitigno autoctono di casa nostra: appunto il Sagrantino, tra colline a perdita d’occhio coltivate a vigneto e intervallate da secolari ulivi. Intorno diverse costruzioni di superbo valore storico: dalle torri ai castelli medievali, in un dedalo di borghi da scoprire. Ben 60 km di paesi legati alla tradizione vinicola, lontani dal caos cittadino eppure così vicini ai grandi centri da rappresentare quasi un limitrofo polmone verde, perfetto per staccare la spina. I comuni compresi nella Strada del Sagrantino, sono principalmente Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria.

La storia del vitigno

Un racconto tra verità e leggenda, vuole che siano stati i frati francescani che provenivano dall’Asia Minore, a portare questo tipo di coltivazione fino a Montefalco. Con i secoli, le tecniche si sono affinate e tramandate, trasformando la produzione in un vero simbolo locale, la punta di diamante dell’enologia umbra. Un vino nato “dolce” con l’essiccamento delle uve e diventato “secco”, da provare tra una sosta e l’altra in un giro turistico che non risparmia meraviglia e scoperta. Le uve di Sagrantino appassivano senza marcire e conservavano con gli acini la componente zuccherina, con un invecchiamento medio di 30 mesi. Alla fine, soprattutto nel caso di passaggio in botti di legno, il risultato è un colore rosso intenso dal gusto speziato. La sua bontà è sempre più esaltata, anche attraverso una serie di manifestazioni da Cantine Aperte, a Terre del Sagrantino, fino ad Agosto Montefalchese.

Come, dove, quando

Due luoghi del cuore, in questo percorso, sono Bevagna e Montefalco. Il primo è il regno delle chiese romaniche con S.Michele Arcangelo e S. Silvestro, e il gotico palazzo dei Consoli che include il Teatro Torti, sulla bella piazza Filippo Silvestri, in stile medievale. Montefalco, patria del Sagrantino Docg, vanta la presenza del Complesso museale di S. Francesco, con affreschi di metà Quattrocento che raccontano la vita del Santo. La controfacciata conserva l’Annunciazione con Eterno in gloria tra angeli e Natività, realizzata dal Perugino. Da qui ci si può perdere tra cantine e degustazioni, in nome di un orgoglio tutto italiano.

Eventi

I comuni legati alla Strada del Sagrantino, sono perennemente in festa e gli appuntamenti da segnare in calendario sono davvero tanti. Del resto, da queste parti, il turismo enogastronomico rappresenta una fetta importante dell’economia: circa il 30 per cento del settore, con una crescita del 9 per cento. Il motivo è legato in buona parte alle iniziative di promozione del territorio, primo fra tutti “Sagrantino nel Piatto”, nato da un’idea del Consorzio Tutela Vini Montefalco, che mira a favorire l’innovazione creativa in ambito food. Si tratta di un concorso culinario lanciato nel 2015 che invita gli chef di tutta Italia a presentare ricette inedite e creative, che abbiano il Sagrantino come ingrediente principale. Le stesse che poi entrano di diritto nei menu dei principali ristoranti. Altro appuntamento speciale è quello tra dicembre e gennaio, che risponde al nome di Festivi Calici e interessa Montefalco. Quest’ultima è una rassegna gastronomica legata ai grandi vini passiti, provenienti da tutta Italia.

A confermare il positivo trend è il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2018, dal quale arriva la certezza che quasi un italiano su 3 (30%) quando viaggia nello Stivale cerca location dove sapori e bellezza coincidano. In questo senso, mete al top restano la Toscana, il Trentino Alto Adige e, appunto, l’Umbria. Tra le proposte da tenere d’occhio, quelle dei due vincitori dell’ultima edizione. Lo chef Carla Amagliani, ha presentato i suoi spaghetti di grano antico saltati in padella con Montefalco Sagrantino e consommé ristretto d’oca, serviti con una soffice spuma di Parmigiano Reggiano BIO 22 mesi. Lo chef sommelier Daniel Marzotto, ha scelto un piatto a base di riso stracotto in un Montefalco Sagrantino DOCG e accompagnato da una mousse dolce di ricotta di capra e soffio di bufala, decorato con gel di Sagrantino, meringhe al Sagrantino e rapa rossa, sfere di mela Golden e cerfoglio.

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