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Dalla Guerra alla Luna 1945-1969. Sguardi dall’archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

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Dalla Guerra alla Luna 1945-1969. Sguardi dall’archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

di Redazione

Le Gallerie d’ltalia – Torino, nuovo museo di lntesa Sanpaolo in Piazza San Carlo, inaugurano con la mostra «Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto lntesa Sanpaolo» curata da Giovanna Calvenzi e Aldo Grasso, che ha l’obiettivo di valorizzare e rendere fruibile il patrimonio dell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo. La mostra, aperta dal 17 maggio al 4 settembre, propone un ritratto per immagini dal dopoguerra agli anni dell’espansìone economica.

Una Fiat 500 B in via Montenapoleone a Milano, 11 luglio 1948 - Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Una Fiat 500 B in via Montenapoleone a Milano, 11 luglio 1948 - Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Attraverso una selezione di circa 80 scatti, la mostra temporanea racconta l’ltalia che rinasce dalle macerie del secondo conflitto mondiale, il piano Marshall con cui l’America l’aiuta a ripartire, il boom degli anni ’60 e l’avvento della televisione, la motorizzazione di massa e i sogni legati alla conquista della luna. Per capire l’ltalia di oggi è quanto mai opportuno un tuffo nel passato, che illustri passo a passo quel che il Paese è stato ed è diventato nella seconda metà del secolo scorso. Nel 1945 l’ltalia è un Paese in ginocchio: esce da 20 anni di fascismo e da cinque di guerra. È un Paese letteralmente «a terra»: bisogna ricostruire il tessuto sociale, l’economia, ma anche le istituzioni politiche dopo la dittatura e il vuoto di potere, creatosi con l’armistizio, durato due anni. Nelle immagini della mostra vediamo le baracche (per abbatterle passeranno molti anni) che costellano le periferie delle grandi città, e le prime case popolari, costruite grazie al progetto lna Casa. C’è palpabile l’euforia di quegli anni, con la nascita di nuovi giornali e il desiderio che accomuna tutti di ripartire.

Operai della Piaggio in sella alla Vespa davanti all'ingresso dello stabilimento a Pontedera, 18 gennaio 1949 - Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Nell’aprile del 1948 le elezioni polltiche avevano sancito la vittoria della Democrazia Cristiana di De Gasperi e nel quadro politico nato dalle urne si opera negli anni successivi per Ia ricostruzione economica che avviene grazie a diversi fattori, tra cui gli aiuti internazionali dell’Onu e il piano Marshall, un grande progetto economico efinanziario messo in atto dagli Stati Uniti per sostenere la ripresa europea. Tra gli anni ’50 e’60 avviene la grande trasformazione del nostro Paese: prima del boom economico l’ltalia era un Paese prevalentemente agricolo e in condizioni decisamente arretrate, come testimoniano le immagini di mondine al lavoro, di greggi di pecore che attraversano le strade, di birocci tirati da cavalli. Proprio queste condizioni arretrate renderanno più evidenti i segni dell’industrializzazione.È il periodo della costruzione dell’Autostrada del Sole e della motorizzazione di massa, che si realizza prima con la Vespa e poi con la Topolino (forse amaranto come nella canzone di Paolo Conte) e con la Cinquecento. Sono gli anni delle olimpiadi di Roma, del Concilio Vaticano ll, dei primi consumi di massa: le case si affollano di elettrodomestici, dal frigorifero alla lavatrice, dalla cucina economica al tostapane. ll miracolo economico fu reso possibile da diverse ragioni: la generale ripresa dell’economia mondiale, la creazione del Mercato Comune Europeo, la costruzione di infrastrutture. La crescita riguardò soprattutto l’industria e permise un benessere inimmaginabile solo pochi anni prima. Ma non fu una crescita indolore, poiché non interessò tutto il Paese nello stesso modo. ll boom economico a cui lo storico divario tra il Nord e il Sud e l’industrializzazione, appannaggio soprattutto del settentrione, costrinse a una gigantesca migrazione interna dalle campagne meridionali alle città del Nord che cambiò profondamente il volto dell’ltalia. Nella mostra, alle immagini del lavoro in fabbrica si alternano quelle dei concorsi di bellezza.

Nilla Pizzi canta in uno studio della RAI di Torino, maggio 1951 - Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Ci sono le gare sportive e quelle canore, la costruzione dei ponti e dei grattacieli, la realizzazione della metropolitana di Milano. Senza però dimenticare le tragedie, quelle naturali, come l’alluvione del Polesine e di Firenze, e quelle causate dall’uomo, come il Vajont. Catastrofi che misero il Paese difronte alle contraddizioni di una grande trasformazione che non aveva fatto i conti con il suo fragilissimo territorio. La televisione, nata nel 1954, è l’elettrodomestico più desiderato di quegli anni, quello che più ditutti favorisce la diffusione di consumi di massa e l’unificazione culturale del Paese, a cominciare da quando il giovedì sera l’ltalia si fermava per seguire «Lascia o raddoppia?». ldealmente, oltre a segnare l’arco cronologico rappresentato dal quarto di secolo che copre il periodo dalla fine della guerra allo sbarco sulla luna , la mostra indica anche l’evoluzione dei media nella società italiana: un arco che inizia con la signora che ascolta la radio mentre sferruzza e si chiude con la magica serata del luglio 1969, quando tutto il Paese assiste in televisione a un’avventura capace di illudere che il mondo sarebbe cambiato: «Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’Umanità», come lo definì Neil Armstrong camminando per la prima volta sul nostro satellite in quell’estate del 1969.

ll Catalogo è realizzato da Edizioni Gallerie d’ltalia | Skira.

Anno di pubblicazione2022, ISBN885724827. Formato24 x 24cm, Pagine80. RilegaturaBrossura, Illustrazioni a colori72
 

Info

Dalla Guerra allo Luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto lntesa Sanpaolo
17 maggio – 4 settembre 2022
Gallerie d’ltalia – Torino
Piazza San Carlo 156, Torino.

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