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Museo Etnografico Giuseppe Pitrè di Palermo: la Sicilia di ieri rivive tra preziosi reperti

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Museo Etnografico Giuseppe Pitrè di Palermo: la Sicilia di ieri rivive tra preziosi reperti

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Conoscere le tradizioni e i costumi di un popolo, è il modo migliore per conservare la memoria del suo passaggio. Lo sapeva bene lo studioso siciliano Giuseppe Pitrè, che agli inizi del Novecento fondò il Museo Etnografico che ancora oggi porta il suo nome. Questo ente di proprietà del Comune di Palermo, mantiene il suo spirito originale anche nelle più moderne donazioni: tutte devono raccontare il passato del popolo siciliano, per meglio spiegare il significato di certe abitudini odierne.

cucina siciliana d'epoca
Cucina siciliana d'epoca

Un po’ di storia

La prima sede dell’installazione permanente era composta da quattro sale all’interno di una vecchia costruzione scolastica in via Maqueda, il collegio dell’Assunta, ma le dimensioni non consentivano di sistemare i reperti come avrebbe voluto Pitrè e così dopo la sua morte, finirono per diventare inaccessibili fin quando nel 1935 furono trasferiti in una delle dipendenze della Casina Cinese nel parco della Favorita. Qui sono sistemate tutt’ora.

Merletti e copricapi originali
Merletti e copricapi originali

Raccontare il modus vivendi di un tempo

L’esposizione non è troppo conosciuta, soprattutto dai turisti, ma vale la pena di visitarla per l’originalità dei suoi pezzi. Si tratta di uno dei più importanti musei nazionali di etnografia, con una serie imponente di oggetti artigianali di uso comune, ritrovati dopo una vita di ricerche dal pioniere della moderna etnoantropologia. I nostri nonni e bisnonni riscoprirebbero di certo molte abitudini a loro note: dalla presenza di oggetti per i culti di magia fino agli abiti degli antichi pastori.

Piatti riparati
Piatti riparati

La prima esposizione

Le collezioni del Pitrè furono esposte per la prima volta durante la Mostra Etnografica Siciliana allestita all’interno della Grande Esposizione Nazionale di Palermo nel 1891-92. Nel tempo sono stati mostrati al pubblico circa 4mila reperti di cultura materiale e immateriale. I pezzi sono databili tra il XVII e il XX secolo e provengono da una prima collezione dello studioso di circa 1500 oggetti e da altri giunti dalle collezioni etnografiche fornite dall’ex Museo Nazionale di Palermo e da donazioni private.

Abbigliamento
Abbigliamento

Antichi manufatti e curiosità

Tra le teche si trovano le ceramiche, dalle anfore alle grandi giare, fino alla caratteristiche lucerne che riprendevano eleganti figure umane. Ci sono poi gli abiti sia maschili che femminili, tra cui quelli tradizionali di Piana degli Albanesi e quelli nuziali o di origine contadina. E, ancora, gli arnesi da lavoro, utensili domestici, mobili, strumenti musicali, telai, fucili e giocattoli. Molto importante è il Presepe del Settecento attribuito all’artista trapanese Giovanni Matera, così come le carrozze e i carretti siciliani.

antichi guanti
Antichi guanti

Tra magia e religione

Una certa impressione la fanno sempre gli ex voto con parti del corpo in argento a ringraziare la Madonna e i Santi per grazia ricevuta, o i quadri che riprendono le scene di malattie e incidenti devastanti. Gli oggetti più curiosi sono però quelli legati alla stregoneria con la presenza di amuleti o oggetti legati a sortilegi, favoriti da una società dove l’ignoranza e la povertà la facevano da padrone.

magia museo pitrè

Tra libri e pupi

Nel complesso museale si trova un piccolo teatrino dei pupi di scuola palermitana, con personaggi legati all’epopea carolingia e una biblioteca, con tremila volumi e manoscritti originali del Pitrè, insieme a due antiche cucine dove si trovano gli utensili, a ricordo di come si viveva un tempo nell’isola.

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Pupi siciliani
Pupi Siciliani

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