Ruggero Savinio a Milano. Una grande antologica

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Ruggero Savinio a Milano. Una grande antologica

di Daniela Bozzani

Nella magnificenza delle stanze dell’appartamento dei Principi di Palazzo Reale torna a Milano Ruggero Savinio (Torino 1934) con una antologica di opere che ripercorrono per intero la sua vicenda artistica e biografica.

La mostra Ruggero Savinio. Opere 1959-2022, presenta alcune opere in parte inedite, o che non si vedevano da molto tempo, provenienti da collezioni pubbliche e private, ma anche dai depositi del Museo del Novecento. Opere che partono dagli anni di formazione del giovane figlio di Alberto Savinio e nipote di Giorgio de Chirico, numi tutelari ma piuttosto lontani dalla pittura di Savinio che lui stesso definisce la “melodia interna” della sua vita. Dei tre de Chirico Savinio, è infatti quello più “pittore” che, come scrive ne Il senso della pittura (2019), punta a un assoluto pittorico, scevro da possibili altre implicazioni, capace di guardare ai maestri del passato con la freschezza di una scoperta declinata al presente. Non un’arte che descrive, la sua, ma “una sorta di abbandono alla vitalità della pittura”.

La ricchezza delle sale dell’appartamento neoclassico è la cornice ideale dei quadri di Savinio, come se fossero nati per queste pareti, e il suggestivo allestimento invoglia a percorrerle più volte per avvicinarsi ai quadri e studiarne le sovrapposizioni di colori, la pittura che si disfa sulla tela, colore e materia composte in pennellate di luce e oscurità. D’altra parte, il rapporto tra luce e ombra è un tema ricorrente nei testi di Ruggero: cieli di un blu esageratamente profondo, accensioni di rosa e ocra delle rocce, turchesi e smeraldi di un mare che per colmo di intensità si ammantava di nero…

E’ un Novecento altro, quello cui appartiene Savinio, in cui soffia un vento nordico placato dalle luci del Mediterraneo, fedele alle proprie ragioni interne e indifferente alle mode più chiassose e mondane dell’arte del secondo Novecento. Ai ritmi del consumo dell’arte contemporanea, infatti, Savinio ha opposto una composta e imperturbabile visione del mondo, che abbraccia il crepuscolo dei poeti. Sotto l’epidermide sensibile di una pittura fatta di piccoli tocchi, che l’artista stesso nel 1996 ha definito una “peripezia luminosa”, e che conduce in luoghi ameni e idilliaci, c’è infatti un velo di malinconia e di inquietudine: nostalgia, forse, di una perduta età dell’oro.

Una mostra imperdibile come Milano ci ha abituati negli ultimi anni.

INFO

Titolo: Ruggero Savinio. Opere 1959-2022

Dove: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12

Quando: dal 26 maggio al 4 settembre

Ingresso: gratuito

Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19.30 – giovedì fino alle 22.30. Chiuso lunedì. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Catalogo: Silvana editoriale, pagine 144, €28

 

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