Sapori del Brasile: un incontro tra popoli

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Sapori del Brasile: un incontro tra popoli

di Federica Giuliani 

Colore e allegria è ciò che viene in mente quando si pensa al Brasile. E la gastronomia tipica brasiliana è lo specchio perfetto di quell’insieme variopinto che tutti conosciamo. Ha origine a Salvador de Bahia, dove l’influenza dell’immigrazione dall’Africa è stata determinante. L’incontro e la mescolanza di portoghesi, indios e neri in un contesto geografico vastissimo ha però creato una varietà gastronomica nazionale, che si caratterizza in base alle zone.

Le aree del gusto

  • Il Sud: Qui le preparazioni godono di una forte influenza portoghese e internazionale. Pasta e pizza, preparate però con il grano tenero, fanno ormai parte delle abitudini locali. Da segnalare l’usanza del churrasco: carne arrostita sugli spiedi e tagliata direttamente nel piatto. La storia racconta che questo piatto derivi dall’abitudine che avevano i primi gauchos di tagliare grossi pezzi di carne di manzo e cuocerli su bracieri di fortuna, durante gli spostamenti con le mandrie.
  • Il Nord: La regione dell’Amazzonia ha una cucina che è stata influenzata poco dall’esterno. Nella tradizione degli Indios dominano la farina di manioca, i pesci e tanta frutta tropicale.
  • Bahia: La cucina di Bahia è, per diritto, la più rappresentativa. Saporita e piccante, presenta alcuni elementi tipici della tradizione africana come un olio di palma rossastro e denso, la pimenta malagueta – un peperoncino intenso –, il quiabo – un legume coltivato negli orti – e il coriandolo. Alcuni dei piatti più importanti della cucina bahiana vengono preparati, come cibi votivi del Candomblé, da cuoche di fiducia.

L’impronta portoghese ha invece lasciato la tradizione dei cibi conservati, da usare durante i lunghi viaggi attraverso i mari, come le carni salate e gli insaccati. Con loro arrivarono anche le spezie, il sale e lo zucchero.

Cosa si beve in Brasile

Il Brasile fa pensare subito a carne e cocktail. I brasiliani bevono birra in quantità a ogni ora del giorno e, se è alla spina, si chiama chopp.
La cachaça, però, è la regina delle bevande alcoliche locali e viene prodotta dalla distillazione della melassa della canna da zucchero. Difficilmente è bevuta pura, ma largamente utilizzata per la preparazione della caipirinha: cocktail fatto con cachaça, pezzi di lime, zucchero di canna e ghiaccio. Il distillato è stato riconosciuto in Brasile con un Decreto che recita: “La bevanda con gradazione alcolica compresa tra quindici e trentasei per cento in volume, elaborata con cachaça, lime e zucchero, potrà essere denominata caipirinha”.
La cachaça è anche la base delle batidas, preparate con ghiaccio e succo di frutta fresca.
Il guaranà è invece la bibita preferita dai bambini, anche se molto apprezzata dagli adulti per le proprietà tonificanti di questo frutto di origine amazzonica. Infine, dal [b]cocco[/b] deriva un ottimo e fresco succo che viene comunemente venduto sulle bancarelle e nei chioschi.

Una ricetta da sorseggiare

La Batida de Coco si serve come aperitivo o digestivo. Può essere preparata prima e conservata in frigo: un goloso presente da portare ad amici.
Ingredienti: 200 ml di latte di cocco: 300 ml di latte condensato, 300 ml di cachaça
Frullare gli ingredienti, imbottigliare e conservare in al freddo. Servire con ghiaccio tritato.

Dove gustare la cachaça

A Rio de Janeiro, nel quartiere di Leblon, non potete mancare una visita all’Academia da Cachaça per assaggiare tutti i tipi in produzione: da provare la versione al miele.
Alla Casa da Cachaça – Avenida Mem de Sá 110 Rio de Janeiro – si trova invece una speciale versione allo zenzero.
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