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ANIENE, UN WEEKEND DELL'ANIMA

Testo e foto di Vittorio Giannella

Dista solo cinquanta chilometri da Roma, l’alta valle del fiume Aniene, secondo per lunghezza del Lazio, chiusa da una cerchia di vette che sfiorano, e in pochi casi superano, i 2000 metri. Borghi arroccati come nidi d’aquila dove si respira un’atmosfera cristallizzata nel tempo, ambiente e natura in gran parte primigenia, una magia che rispecchia l’anima di un luogo di luce e di pace. Un piccolo mondo antico votato al piacere da scoprire lentamente, che non si fa mancare nulla. Neppure a tavola. Sorprendente: questa la parola giusta per descrivere la prima sensazione che si ha visitando questa valle, dove si possono incontrare straordinarie testimonianze di arte, storia e natura, ricchezze che aspettano solo di essere scoperte, sia in auto che con lo zaino in spalla e gli scarponi ai piedi. Per secoli l’isolamento dell’Alta Valle dell’Aniene, dei monti Simbruini e Lucretili, rilievi preziosi per le numerose e generose sorgenti d’acqua, è stata la cornice ideale di esperienze religiose di enorme valore.Prima fra tutte quella benedettina, che ha lasciato testimonianze ancora oggi ben visibili, sia per gli occhi curiosi del turista, che per quelli profondi degli studiosi. Un territorio tanto vasto quanto ricco di scorci, di sorprese, di intrecci storici dei singoli paesi con Roma, e, con il parco regionale dei monti Simbruini, la più grande area protetta del Lazio, autentico polmone verde a pochi chilometri dalla capitale strangolata dal cemento, con le sue immense faggete e i mille colori. Roma, la città Eterna, deve essere enormemente grata a questi 31 comuni della valle perché fin dal III secolo a.C, la sua principale fonte di ricchezza, l’acqua, viene ancora oggi convogliata da splendidi acquedotti, e oggetto di grande attenzione per preservarla e tutelarla al meglio, per tutti. Gli amministratori di questi piccoli borghi stanno dando un forte contributo, perché si ricucia il più possibile il tessuto culturale e sociale, il recupero delle tradizioni popolari e di un patrimonio di saperi e memorie che rischiano di disperdersi. Un’arteria di fede il corso del fiume Aniene, che ha irrorato luoghi di spiritualità e meditazione, luoghi dove la storia di questo territorio è incisa indelebilmente sulle pietre, sui muri degli eremi, delle pievi con i loro pregevoli affreschi. Molte volte un luogo ci rimane impresso per un ricordo particolare: per molti il dettaglio che li lega a questi territori è stata la visita al Sacro Speco a Subiaco, dove si conservano preziose testimonianze di una cultura millenaria e, col naso all’insù, si resta estasiati davanti agli affreschi di artisti senesi del XIV secolo. La valle intorno al 400 d.C, fu sede di un fiorente  monachesimo d’ispirazione orientale, che costituì un forte interesse per il giovane Bernedetto, che, nel 497, diciassettenne, decise di fuggire dalla “caotica” Roma per dedicarsi anima e corpo a una esistenza di raccoglimento e di preghiera nelle grotte di Vicovaro e in seguito a Subiaco al Sacro Speco. Per trent’anni visse immerso in questo paesaggio montano in una grotta sui fianchi del monte Taleo, trasudante ancora oggi acqua che scivola giù nell’Aniene per finire chissà dove. Ma l’uomo nel Medioevo ha straordinarie risorse nel fisico e nello spirito. La fede sorregge Benedetto sotto il sole e sotto la pioggia, fra gli assalti dei briganti e le insidie del diavolo, sempre pronto a impossessarsi delle anime. Nasce così nel 529 d.C. l’Ordine Benedettino, per perpetuare il suo ideale di monachesimo, con 13 monasteri, dei quali uno solo superstite:l’attuale abbazia di S.Scolastica dedicata a sua sorella, per poi sintetizzare tutto questo programma nell’Ora et Labora prima della sua morte. All’altezza di Anticoli Corrado, il borgo che divenne meta privilegiata dal Settecento alla prima metà del Novecento, di molti pittori attirati dalla bellezza delle donne locali, l’Aniene curva bruscamente a sinistra puntando verso Vicovaro, serpeggiando in un paesaggio non più dall’aspetto montano, ma di dolci colline verdeggianti e uliveti. Oggi Vicovaro riserva al visitatore curioso piacevoli scoperte. Come il tempietto a pianta ottagonale di S.Giacomo, del 1448, ornato con statue e figure a rilievo in stile gotico rinascimentale, raro esempio se non unico in Italia, di arte dalmato-istriana. Una cosa è chiara vagabondando nella valle dell’Aniene: bisogna venirci per andarsene con gli occhi colmi di bellezza, bisogna venirci per andarsene più sereni.

Foto di apertura: arroccato su uno scosceso costone dei monti Simbruini, a 1053 meetri di altezza, a picco sulla valle dell’Aniene, Cervara di Roma è tra i comuni più alti del Lazio. Un paese dal tipico impianto medievale ancora intatto, con i resti della rocca, eretta nell’XI secolo, a dominare tutto l’abitato 

 

Sentiero degli artisti a Cervara di Roma

I tetti di Cervara di Roma un borgo che si presenta come un vero e proprio museo a cielo aperto: i vicoli, le scalinate i muri sono abbelliti da dipinti e poesie di artisti contemporanei proveniente da diversi paesi.

Anche le rocce che salgono alla rocca di Cervara sono abbellite da sculture eseguite da artisti fiorentini negli Anni 80. Intitolata la Scalinata della Pace è un trionfo di figure artistiche raffiguranti volti, animali, figure femminili. Questa opera è un chiaro riferimento al pensiero diffuso che l’arte debba lavorare per la pace, favorendo la fratellanza e la solidarietà tra i popoli.  

Sui fianchi calcarei del monte Taleo, San Benedetto da Norcia visse da eremita in una  grotta per trent’anni, il Sacro Speco, dal XIs ecolo inglobata dall’abbazia.

Sulla cresta montana dei Simbruini sorge Cervara di Roma, luogo prediletto del compositore Ennio Morricone, da poco scomparso. Un grumo di case addossate le une alle altre con le finestre che si affacciano sul vuoto e i suoi porticati, con il suono delle campane della collegiata  che scandiscono le ore. 

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Il campanile romanico del monastero benedettino di Santa Scolastica a Subiaco. L’abbazia al suo interno conserva una biblioteca  tra le più antiche ed importanti d’Italia..

Sacro Speco affreschi

Foto sopra e a fianco: pochi tornanti dividono il Sacro Speco da Santa Scolastica con i suoi pregevoli affreschi di scuola senese del XIV secolo. A destra il grande affresco della Crocifissione nella chiesa superiore del Sacro Speco.

A fianco: a due chilometri dal paese di Vicovaro sorge il convento di San Cosimato, dove è possibile anche pernottare. All’interno affreschi sei-cinquecenteschi e nella parete rocciosa sottostante si possono visitare le cosiddette grotte di San Benedetto, luogo estremamente affascinante dove il Santo dimorò in solitudine e in preghiera per tre anni. Una scalinata ardita, tagliata nella roccia, porta all’imbocco di un antico acquedotto, percorribile con una guida

abbazia di s scolastica a subiaco ph vgiannella

A fianco: le colonne del chiostro dell’Abbazia di Santa Scolastica a Subiaco, ricostruito dopo i furiosi bombardamenti subiti nella seconda guerra mondiale, dall’architetto Giacomo Quarenghi. Si può visitare il secondo chiostro trecentesco in stile gotico, e nel settore più interno, il più riparato, troviamo quello più antico risalente al XIII secolo.

La valle dell’Aniene comprende ben due parchi naturali regionali ricchi di fauna: i monti Simbruini e i Lucretili. Nella foto un Gufo reale.

gufo reale
l'aniene vicino subiaco ph vgiannella

Le limpide e fresche acque del fiume Aniene, ancora infante, scorrono nel fitto bosco di faggi ai piedi della bastionata calcarea del monte Taleo, a pochi chilometri da Subiaco.

A fianco: dettaglio di una edicola votiva nel centro storico di Vicovaro, poco lontano da qui le sculture marmoree della chiesa di San Giacomo, a pianta ottagonale, opera quattrocentesca realizzata in stile gotico rinascimentale da Domenico di Capodistria e Giovanni Dalmata, rarissimo esempio di arte dalmata-istriana.

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Sopra: la nebbia mattutina copre il corso il corso del fiume Aniene, visto dalle colline adiacenti il borgo di Cantarano. Da qui la valle si allunga e l’Aniene assume tutte le caratteristiche di un vero fiume, con anse e rive ricoperte di salici e pioppi di grandi dimensioni che vibrano al vento. I loro rami diventano posatoi per aironi, martin pescatori e usignoli, un paesaggio che non ha subìto pesanti trasformazioni, conservando tuttora un fascino particolare

Dall’alto in basso e da sinistra a destra: all’ingresso di Subiaco è visibile da subito l’impronta medievale del ponte di San Francesco, a schiena d’asino con torretta d’avvistamento, costruito nel 1358. La cascata di Trevi precipita tra una fitta boscaglia formando numerosi laghetti scenografici. Verdure alla piastra a km zero del ristorante la Panarda, in centro a Subiaco. Rugiada sull’altipiano di Pratiglio a 1450 metri d’altitudine, caratterizzato da numerose buche carsiche. Molti piccoli affluenti alimentano l’Aniene e alcuni formano cascatelle geometriche dovute al deposito di travertino. Fichi appena raccolti nella campagna di Vicovaro. La vegetazione ripariale dell’Aniene, con salici e pioppi, a valle di Vicovaro. Nebbia fitta in faggeta ai piani di Campaegli a 1400 metri di quota. Piatto di fettuccine pomodorini e melanzane del ristorante la Panarda a Subiaco. Pagina seguente: Affresco settecentesco nella Sala dei Continenti della Rocca abbaziale di Subiaco, meglio conosciuta come Rocca dei Borgia, del XI secolo opere di Liborio Coccetti. Tra queste mura nacquero Cesare e Lucrezia Borgia. La rocca ospita un interessante Museo della Stampa e delle attività cartarie.

INFO UTILI

Come arrivare Da Roma: Autostrada A24 fino a Vicovaro-Mandela. Da nord A1 innesto A24 poi come da Roma. Da sud: da Napoli A1 e A24 poi come da Roma. In treno linea Roma-Pescara e scendere a Mandela o Arsoli.
Dove dormire Rifugio montano Nido del Nibbio a Monte Livata, in posizione invidiabile con vista su tutta la valle. Cell. 348 8106040 393 9240823. Palazzo Moraschi in un bel palazzo al centro di Subiaco. Oasi Francescana a S.Cosimato Vicovaro, prezzi modici e oasi di silenzio.

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Dove mangiare
La Panarda a Subiaco, Piazza E.Blenio 4, tel. 0774 84532. Ristorante Il Tartufo, a Campaegli, via di Castelamato 4, tel. 393 9240823. La cucina di Rio. Piazza SS. Annunziata 8, Riofreddo tel. 0774 920692.

Info tel. 0774 827219-21

 

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