“Non mangiare i pomodori in scatola!”: ecco cosa possono contenere

Il pomodoro è parte integrante da diversi secoli della dieta mediterranea ma è anche una forma di ortaggio estremamente duttile che anche culture culinarie molto diversificate e profonde come quella italiana non possono assolutamente rinunciare ai pomodori, anche quelli in scatola anche se questi, secondo alcuni studi sono considerabili decisamente meno salubri.

Non mangiare i pomodori in scatola può apparire come una generalizzazione esagerata ma anche nel recente passato alcune marche in particolare sono state considerate perlomeno capace di instillare dubbi nella qualità dei propri prodotti.

In linea generale, cosa possono contenere di nocivo i pomodori in scatola al punto da sconsigliarne il consumo?

“Non mangiare i pomodori in scatola!”: ecco cosa possono contenere

Non mangiare i pomodori in scatola

Quando si fa riferimento ai pomodori in scatola si tende ad indicare i tradizionali quanto apprezzati pelati, che corrispondono nella maggior parte dei casi alla variante più diffusa.

Nella maggior parte delle condizioni il pomodoro in scatola è sufficientemente simile a quello fresco ma alcuni elementi legati alla necessità di renderlo consumabile sul lungo periodo hanno portato alcuni brand ad utilizzare sostanze conservanti considerate non propriamente salubri.

Le conserve odierne sono tendenzialmente consumabili fino a 3 anni dallo sviluppo. In particolare tra le cose da attenzionare vi è il bisfenolo A, un componente estremamente comune negli ambiti di conservazione alimentare, che però risulta essere, soprattutto se assimilato a lungo, dannoso per il sistema nervoso. Questo generalmente è obbligatoriamente recato sull’etichetta ma può avere anche presente sotto altre nomenclature simili.

I pomodori sono elementi molto importanti soprattutto per elementi come il licopene, una forma di elemento dalla grande capacità antiossidante che ha anche la possibilità di sviluppare un effetto benefico per il sistema immunitario oltre che per quello cardiaco.

Il consumo consigliato di pomodori pelati resta comunque positivo, anche se meno consigliato per tipologie di consumatore più sensibile come ad esempio le donne in stato interessante.

Importante anche verificare la provenienza, ma anche le condizioni della scatola che non deve essere gonfia verso l’esterno o piegata verso l’interno così da ridurre al minimo la forma di conservazione del prodotto. Il pomodoro “estratto” dalla scatola deve presentare un odore non troppo forte e non “strano” oltre ad un colore sufficientementer rosso ed acceso.

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