Come piantare i pomodori ad Aprile: ecco la guida defintiva

La pianta del pomodoro, o meglio l’intera famiglia che identifica questa specifica forma di vegetale risulta essere una delle più riconoscibili e meglio integrate nella cultura e nella cucina di tutto il mondo, anche se si tratta di un prodotto alimentare relativamente recente rispetto a tanti altri, in Europa, in quanto ha una provenienza spiccatamente centro Americana. Fin dall’antichità anche le popolazioni precolombiane avevano gettato le basi su come piantare i pomodori e farlo oggi risulta essere diverso ma in qualche modo relativamente “semplice” seguendo tecniche conosciute.

Aprile è un periodo molto importante perchè permette la migliore affermazione possibile nel dover sviluppare una adeguata coltura in senso effettivo del termine.

Quando e come piantare i pomodori in questo periodo? Scopriamolo insieme.

Piantare i pomodori ad Aprile: ecco come fare

come piantare i pomodori

Anche se è una pianta da frutto, quella del pomodoro viene soprattutto coltivata e consumata a mo di ortaggio, ed identifica tutta la famiglia di una pianta conosciuta come Solanum lycopersicum, diversificata in sotto specie e categorie.

Aprile è un periodo di grande trasformazione ed attuazione di contesti molto importanti dal punto di vista ambientale, la pianta del pomodoro va generalmente seminata a partire da marzo e piantata a partire proprio da aprile.

Ma per una crescita rigogliosa di questa specifica variante bisogna assolutamente prodigarsi a partire da una giusta condizione ambientale, partendo dal terreno ma anche dalla zona dove la pianta del pomodoro andrà a crescere: la Solanum lycopersicum è una specie che cresce in condizioni tendenzialmente calde e soprattutto stabili, con temperature che non devono mai scendere sotto i 15 graid centigradi altrimenti la crescita si arresta e sotto i 10 gradi rischia di deperire. Ha bisogno di molta luce, anche abbastanza diretta (nei periodi torridi può essere però necessario offrire una forma di copertura parziale della pianta).

Prima della messa a dimora è importante sgomberare il terreno da eventuali tracce di radici, residui di altre coltivazioni e insetti, apportando una buona operazione di vangatura, così come è essenziale concepire una buona concimazione: tra i migliori ci sono le tipologie di fertilizzante organico a lenta cessione, come il letame o il compost, ossia residui orgnanici di altre piante.

E’ bene fornire la terreno tutto ciò alcune settimane prima dell’immissione della pianta, che andrà inserita in una buca precedentemente scavata, per almeno una 15 centimetri, ed è importante lasciare il giusto spazio tra una pianta e l’altra. Così come è fondamentale offrire alla pianta già nelle prime fasi di crescita un supporto fisico così da potersi effettivamente sviluppare in altezza, ad esempio una canna o un bastone da legare o unire al fusto principale.

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