Come si puliscono i gamberi: ecco il trucco che ti semplifica la vita

I gamberi identificano in realtà varie categorie di crostacei diffusi in buona parte delle acque mediaemnte temperate e che sono anche tra le varianti maggiomente apprezzate delle culture culinarie che possono farvi ricorso: i gamberi sono spesso legati a feste e tradizioni molto specifiche anche se per forza di cose vanno sottoposti ad un’operazione di pulizia: indifferentemente dalla ricetta che vogliamo preparare , bisogna capire come si puliscono i gamberi.

Può essere un’operazione abbastanza ostica se non si è esperti ma che con pochi trucchi può diventare non solo semplice ma anche interessante.

Infatti anche se del gambero si consuma soprattutto la parte interna (o meglio, la “polpa”) è una buona idea conoscere il procedimento giusto.

Ecco come si puliscono i gamberi: utilizza questo semplice trucco e risparmi tempo e fatica

come si puliscono i gamberi

I gamberi esistono in varie sottospecie e categorie specifiche, nonchè dimensioni, ma sono tutti abbastanza simili nella loro forma di anatomia, essendo una diffusa quanto diversificata dal punto di vista dell’habitat, struttura di crostacei che sono soliti vivere sia in acqua dolce che salata.

E’ importante valutare bene i gamberi fin dal momento dell’acquisto: devono essere di un colore interessante, non troppo “smorto” e non avere un cattivo odore (che è solitamente sintomo di scarsa freschezza e di conservazione non ottimale).

La struttura che prevede il carapace a protezione dell’organismo interno può essere resa più agibile nella rimozione semplicemente tenendo i gamberi per pochi minuti nell’acqua calda, anche non bollente. E’ poi necessario munirsi di pochi strumenti, come stuzzicadenti, un coltello ben affilato ed una superficie che può essere un tagliere. Non c’è fondamentalmente bisogno di altro, ed una volta “acquisita dimestichezza”, pulire anche molti gamberi sarà un gioco da ragazzi.

I gamberi vanno poi lasciati bagnare sotto l’acqua corrente, ed eliminare la testa semplicemente piegandola verso l’attaccatura del corpo. Poi bisogna passare all’eliminazione del carapace (condizione che può essere facilitata dall’operazione in acqua calda che però li rende anche più fragili) utilizzando una pressione dell’indice dalla parte superiore tra la polpa e il guscio e direzionandolo verso l’esterno.

Bisogna poi incidere il dorso con il coltello, all’interno ci sarà il “filo nero”, incidendo con la punta del nostro coltello dove era presente la testa, agganciare il filo con uno stuzzicadenti prima di tirare con un po’ di delicatezza.

Le parti eliminate, come le zampe, la testa e tutti gli scarti possono essere utilizzati per concepire un fondo di cottura per qualsiasi piatto che ne prevede l’utilizzo.

POTREBBE INTERESSARTI