Lumache da mangiare: attenzione, ecco le migliori al supermercato

Il cibo è anche e soprattutto una questione culturale, in quanto ciò che a noi può apparirci assolutamente “normale” nella dieta, in culture anche non troppo lontane può addirittura provocare disgusto, basta pensare al concetto del latte animale che in molte culture, soprattutto in passato era assolutamente normale, mentre al contrario dalle nostre parti, generalmente in occidente impiegare insetti per l’alimentazione è percepito come qualcosa di disgustoso per molti. Le lumache però rappresentano una forma di via di mezzo, essendo formalmente dei molluschi che esistono da secoli nella dieta, anche di diverse nazioni europee, come la Francia ma anche in varie regioni d’Italia. Da oramai più di un decennio le lumache da mangiare sono arrivate anche nei supermercati.

Non si tratta quindi di una rarità ma essendo degli animali non definiti da una singola specie, è importante saper riconoscere ed acquistare quelle giuste.

Quali sono le migliori in senso generale? E quando è il miglior periodo?

Ecco le migliori lumache da mangiare: quali sono?

Lumache da mangiare

Gli allevamenti di lumache commestibili sono presenti in varie forme anche nel nostro paese, soprattutto nel settentrione: tra le più note spiccano le lumache di terra, ossia le chiocciole ossia i gasteropodi  che poi sono anche il piatto principale delle famose escargot francesi.

Le lumache sono anche impiegate in altri ambiti oltre a quelli culinari, ad esempio la caratteristica bava viene impiegata anche nella cosmesi una volta trasformata in elemento adatto.

L’elicicoltura , ossia l’allevamento di lumache commestibili non è assolutamente qualcosa di nuovo, in quanto le prime tracce risultano essere corrispondenti a diverse migliaia di anni fa.

Tra le più consumate, spicca la Helix Aperta Opercolata detta anche Monachella, estremamente diffusa in buona parte d’Italia e della zona centrale d’Europa che definisce anche una specie prolifica e duttile, molto amata e consumata al punto che in diverse zone del nostro paese la raccolta per scopi culinari viene regolarizzata così da non influire troppo sulla quantità.

Molto più a sud è conosciuta la Theba pisana, di dimensioni medio piccole, riconoscibile dalla chiocciola (guscio esterno) bicolore, viene consumata nelle isole, in particolare in Sicilia come condimento o piatto principale, quasi sempre in cibi molto conditi e speziati, e piccanti.

In generale si tratta di due varianti molto apprezzate, che sono riscontrabili anche presso il supermercato, soprattutto durante il periodo autunnale ed invernale.

Si tratta di un alimento antico e piuttosto ricco ma anche diversificato dal punto di vista delle proteine e delle vitamine.

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