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Cosa non si può mangiare in gravidanza: attenzione, ecco gli errori più comuni

La gravidanza è uno dei momenti più belli e delicati della vita di una donna. Ovviamente questo è un momento in cui bisogna avere delle attenzioni particolari per salvaguardare la salute del futuro nascituro. Vediamo cosa non si può mangiare in gravidanza e cosa è meglio evitare dal punto di vista alimentare. 

Cosa non si può mangiare in gravidanza? Sembra una domanda banale, ma in realtà è qualcosa di fondamentale perché avere una alimentazione corretta ed adeguata è importante. Mangiare bene in gravidanza è importante sia per salute della mamma che del bambino. 

Cosa non si può mangiare in gravidanza

Cosa non si può mangiare in gravidanza: ecco una lista degli alimenti

L’alimentazione di una futura mamma deve seguire delle regole, perché se la mamma si alimenta in maniera corretta i benefici per il bambino sono molteplici. Ci sono alcuni studi che hanno addirittura evidenziato come una corretta alimentazione in gravidanza possa portare dei grandi benefici per la vita del bambino. 

Una dieta equilibrata e salutare include una varietà di nutrienti essenziali, come le proteine provenienti da carni, pollame, pesce e legumi, carboidrati da fonti come cereali, pane, pasta e riso, grassi preferibilmente di origine vegetale, latticini magri, frutta e verdura. Mentre la maggior parte di questi alimenti è sicura durante la gravidanza, è importante che le donne in gravidanza prestino particolare attenzione a certi cibi, come alcuni tipi di pesce, formaggi molli, carne pronta e germogli crudi, poiché potrebbero comportare rischi per loro e per il bambino. È consigliabile che le gestanti siano consapevoli di questi alimenti a rischio per fare scelte alimentari sicure.

Vediamo cosa non si può mangiare in gravidanza: 

1. Frutti di mare crudi, specialmente crostacei.

2. Preparazioni culinarie contenenti uova poco cotte o crude.

3. Succhi di frutta non sottoposti a pastorizzazione.

4. Germogli freschi, in particolare quelli di erba medica.

5. Formaggi a pasta molle non trattati termicamente, come brie, feta, Camembert, Roquefort, gorgonzola, tome e tomini freschi.

6. Latte non pastorizzato e prodotti lattiero-caseari correlati.

7. Consumo eccessivo di fegato per l’alto contenuto di vitamina A.

8. Prodotti integratori, tisane e infusi a base di erbe; il consumo di tè tradizionale, preferibilmente decaffeinato, è consigliato.

9. Pesci di grandi dimensioni ad alto contenuto di mercurio, come squalo, pesce spada e sgombro.

10. Carne, pesce e hot dog crudi o insufficientemente cotti.

11. Paté e salse contenenti carne o pesce affumicato venduti presso gastronomie o nei reparti refrigerati dei supermercati; le versioni confezionate di tali prodotti sono invece considerate sicure.

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