Cinque segreti della potatura perfetta delle ortensie: ecco quali sono

Tra le piante da giardino, utili per abbellire vari luoghi della nostra abitazione anche se molto piccola, le ortensie sicuramente sono considerate come “immancabili” anche perchè effettivamente molto duttili, resistenti e facili da coltivare ma anche dal notevole impatto estetico, in quanto la loro struttura floreale le rende un vero evergreen in quasi ogni balcone, terrazza o giardino. Le ortensie richiedono poche cure ma è importante valutare una giusta potatura di queste piante.

Il motivo è molteplice essendo una pianta che è praticamente sempre attiva, se non potata in modo corretto rischia di non crescere in modo giusto, ma anche sviluppare maggiormente problematiche che possono renderla più debole nei confronti di malattie.

Non è qualcosa di così complicato da non poter essere appreso in comunque pochi passi: quali sono i modi giusti per potare le ortensie?

Cinque segreti della potatura perfetta delle ortensie: ecco quali sono

Cinque segreti della potatura perfetta delle ortensie

Le ortensie provengono tutte dal medesimo “ceppo”, che ha trovato nel corso dei millenni una diffusione sufficientemente capillare nel vecchio continente, in Europa ed Asia, dove la pianta è riuscita ad adattarsi, oltre ad essere stata introdotta anche nella Americhe. E’ una pianta estremamente adattiva, dal comportamento addirittura aggressivo per le altre in alcuni casi ma è anche molto resistente e può svilupparsi in quasi ogni contesto mediamente temperato.

La potatura è quindi essenziale anche per regolarizzare la crescita di questa pianta dai fiori potenzialmente molto colorati. E’ importante ricordare che esiste un lasso di tempo ideale nel quale effettuare la potatura tra fine inverno e l’inizio della primavera, ma è anche importante osservare se le “gemme” sono sufficientemente piene e sviluppate.

Come ogni potatura, questa forma di azione deve essere impiegata con lo scopo di eliminare i rami inutili.

E’ importante:

Prima di tutto eliminare i fiori non più “vivi” tagliando gli steli poco sopra le gemme sufficientemente mature, però anche saper distinguere tra quelli non troppo giovani (che non vanno generalmente toccati) da quelli più maturi che hanno un aspetto legato al colore grigio della corteccia.

In questo caso è bene potare fino ad arrivare ad una o due gemme ben sviluppate, oltre a rimuovere anche dai rami giovani, generalmente quelli tendenti al verde e dall’aspetto più robusto le ramificazioni oramai inutili, senza gemme, storte o con un aspetto troppo ingombrante.

Importante utilizzare strumenti ben affilati e disinfettati scegliendo dei tagli obliqui, con la parte più larga verso il basso in modo che l’acqua scorra verso il basso evitando i ristagni.

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