Cambio euro lira italiana: ecco quale sarebbe al giorno d’oggi

In questo articolo di oggi ci occupiamo del cambio euro lira italiana e di tutto quello che ne consegue. Partiamo con il dire che è sentire comune che per colpa dell’Euro i prezzi siano praticamente raddoppiati. Caffetteria, tabacchi, ristorazione e servizi di trasporto: i prezzi effettivamente sono aumentati in modo considerevole su certe tipologie di prodotti e servizi di consumo frequente.

Tutto quello tuttavia non giustifica sicuramente un luogo comune così tanto diffuso: nell’anno 2002, anno specifico della conversione dalla Lira all’Euro, i prezzi sono aumentati solo di pochi punti percentuali e solo un leggero effetto è stato stimato per l’introduzione di questa nuova moneta comune.

Il 31 dicembre del 1998 vennero fissati in maniera irrevocabile i tassi di cambio tra l’Euro e le monete nazionali di undici stati, tra cui c’è la Lira, scambiata ad un tasso fisso di 1936,27. Ecco che poi con l’introduzione fisica della moneta unica il primo gennaio 2002 avvenne il changeover, ovvero la conversione, che portò al vero compimento l’unificazione monetaria dell’Eurozona.

Nonostante il lavoro tecnico guidato da colui che era ministro del Tesoro Ciampi, fin da subito il tasso di cambio fissato è stato messo in dubbio direttamente all’opinione pubblica. Infatti, ecco che bastarono soltanto pochi mesi affinché si diffondesse ancora di più l’opinione che l’Euro avesse causato un aumento dei prezzi con il changeover, un’opinione che comunque risultò nei famosissimi scioperi della spesa promossi dalle associazioni dei consumatori. 

Ecco tutto ciò che riguarda il cambio euro lira italiana

Fino all’introduzione dell’Euro la percezione dell’inflazione in Italia ha seguito lo sviluppo dell’inflazione e il primo grande balzo percepito è avvenuto nell’anno 1999 dopo il congelamento dei tassi di cambio, ma il salto maggiore si è avuto soltanto nel 2002 quando sono state introdotte le banconote e le monete della nuovissima valuta Euro.

Appare infatti molto chiaro che si è creato un divario tra l’inflazione misurata e quella percepita dai consumatori dopo l’introduzione della moneta unica, un divario che non esisteva più già ai tempi della Lira. Da questi dati ecco che allora si può benissimo dedurre che dopo il changeover tra i consumatori italiani è andata crescendo la percezione secondo cui tutti i prezzi sono stati sempre in costante aumento.

Ad ogni modo i dati smentiscono il raddoppio dei prezzi tra il 2001 e il 2003 o quantomeno lo fanno anche a livello aggregato. Infatti, durante tale periodo l’inflazione in Italia si è attestata su vari livelli stabili tra il 2,5% e il 2,7% specie dal punto di vista pluriennale, sempre secondo quelli che sono i dati Istat, insieme alla variazione dei prezzi così come al consumo tra il 31 dicembre 1998.

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