CUBA. FASCINO SENZA ETÀ

60 anni e non dimostrarli. Sono le vecchie auto made in USA che, causa l’embargo, ancora  sfrecciano per le strade di Cuba. Splendide e scintillanti.
 

Foto e testo di Graziano Perotti

 

Alzi la mano chi non ha mai pensato di portarsene a casa una e tenersela per sempre. Non siate maliziosi, non parlo di donne, sappiamo bene che tanti italiani ci vanno per quello e non va bene. Alcuni incontrano anche il vero amore e questi ci piacciono. Parlavo di macchine anni ‘50 e ‘60, non di donne, sono loro con tutto il loro fascino che ti colpiranno e ti porteranno a conoscere Cuba, hanno un’aria nobile, un po’ decaduta, alcune un po’ troppo rifatte, ma chi se ne frega. Ti abbaglieranno con i loro cromatismi, le vedrai sfrecciare e a volte sbuffare, ogni tanto si rifaranno il trucco a cofano aperto Tu attenderai seduto sul marciapiede e poi ripartirai più felice di prima. Tutta colpa del loro grande fascino. Ti possono raccontare storie diverse, persino una rivoluzione, non ci crederai, ma questa è stata voluta dal popolo e ancora in tanti ne vanno fieri. Un popolo lo devi portare all’esasperazione per far si che si rivolti, ora l’esasperazione è prodotta da un embargo oltre a problemi interni, ma nessun popolo ha il diritto di affossarne un altro e tentarci per decenni. Si va a Cuba anche contro un embargo, il turismo aiuta tantissimo il popolo cubano, si va a Cuba per i loro sorrisi e la loro ospitalità, “Mi casa es  tu casa” ti diranno in tanti, basta lasciare il triangolo del turismo dove puoi anche diventare un pollo da spennare ed andare a conoscere il popolo cubano in periferia, nei quartieri popolari, in giro per Cuba e come tanti te ne innamorerai. Conoscerai la loro cultura afrocubana, i loro riti Orisha, un mix tra cristianesimo e paganesimo con influenze africane, ballerai la loro musica, c’è sempre musica a Cuba, magari per strada, sotto un lampione alle quattro di mattina oppure, sentirai chiamarti per nome da una  finestra “E’ qui la fiesta, Graziano”, ma sarà il tuo nome ora che urleranno, canterai con loro in un caffè della periferia dell’Avana  “Hasta siempre comandante”, con la barista che ti abbraccia stritolandoti e ti urla nelle orecchie  che il comandante è uno solo si chiama  “Che Guevara” é questa gente che amerai è la sua Cuba, il suo popolo, quello della “Isla Grande”. L’amerai nelle atmosfere dell’Avana di Hemingway che non è tanto diversa da quella che scoprirai. Sarà l’Avana Vieja, tante stradine lastricate percorse da migliaia di auto storiche che trasportano turisti e locali, un vero e proprio salto nel passato. 

In apertura: Trinidad. Una splendida auto d’epoca anni ’50 in  Plaza Mayor. La cittadina coloniale, è un labirinto di stradine lastricate, con stupendi palazzi, dichiarata dall’ Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1988. Trinidad è stata la terza città fondata dalla corona spagnola. Precisamente da Diego Velasquez nel 1514.

 

Nel 1960 il governo cubano abolì la proprietà privata e l’importazione di auto e per qualche decennio furono costretti a riparare le vecchie auto, recuperando pezzi da auto dismesse oppure rifacendo il pezzo da sostituire in modo artigianale, sono dei veri artisti in questo. L’atmosfera unica di Cuba è dovuta anche a loro, a queste nobilcar di altri tempi. Basta sederti in un caffè dell’Avana o di Santiago de Cuba, e mentre ascolti musica cubana, puoi anche vedere sfrecciare un’Oldsmobile Rochet 98, del 1959, quella che scelse il lider Maximo, l’auto della vittoria; fu scelta a caso tra tante sequestrate agli americani nei giorni della rivoluzione. Tante Cadillac Eldorado, Chevrolet Bel Air, Lincoln Continental, hanno reso Cuba un museo a cielo aperto di auto storiche. Ne ho dimenticata una che andava per la maggiore. La Chevrolet Bel Air, ne aveva una con il tetto bianco anche Che Guevara ed è con quest’auto, una Bel air del ‘58 che ho viaggiato per Cuba e dai suoi finestrini ho ricevuto sorrisi ed emozioni. Cuba non la puoi spiegare, devi viverla.

Foto sopra: Avana. Avana Center. Macchine d’epoca sfrecciano nella notte.

Sposi su una macchina d’epoca partono dal palazzo dei matrimoni all’ Avana dopo le nozze.

 

A sinistra: parcheggio dei taxi d’epoca in pieno centro all’Avana Vecchia.

A destra: Alfonso ed Isabel salutano degli amici mentre si recano al palazzo dei matrimoni invitati per uno sposalizio ,siamo nel quartiere di Avana Center, quartiere con una forte identità cubana.

Sopra: Avana periferia. Una vecchia auto all ‘ estrema periferia dell’Avana, nella zona del Marianao. Qui il tempo sembra essersi fermato agli anni ’60.

Galleria di macchine d’epoca con i loro proprietari,  in posa, in viaggio e in sosta con tutta la famiglia all’interno a chiacchierare e nelle notti di Cuba , in varie città ,dall’ Avana a Trinidad, da Santiago de Cuba a Camaguey.

Sopra: Avana.  Un sorpasso anni 60  nel celebre Malecon in piena notte.  A destra .  Avana Center è uno dei quartieri più problematici ma anche più autentici all’ Avana , gli abitanti ti considerano un amico e non un turista da spennare come spesso succede nei luoghi frequentati dai turisti di tutto il mondo, spesso i quartieri in periferia hanno più fascino di quelli celebrati in pieno centro.

Avana. Al tramonto su auto d’epoca sul Malecon , un rito cui nessun viaggiatore riesce a rinunciare.

 

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