Vardzia, la scenografica città rupestre scavata nella roccia della Georgia

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Vardzia, la scenografica città rupestre scavata nella roccia della Georgia

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di Federica Giuliani | Instagram 

Vardzia, situata in una regione della Georgia meridionale confinante con Turchia e Armenia, è un vivace puzzle di cultura, paesaggio e cucina. Ma soprattutto, una delle città rupestri più straordinarie del Paese.

Originariamente nata come una fortezza, sotto il regno di re Giorgi III nel XII secolo, presenta un’elaborata serie di caverne, camere e tunnel segreti per fuggire in caso di necessità. Nel corso del tempo, si è trasformata in monastero che ospitò circa 2.000 monaci e altrettanti residenti. Grazie al fertile terreno terrazzato e a un complesso sistema di irrigazione, fu una città autosufficiente fin dagli inizi.

In questo periodo la letteratura e l’arte fiorirono come mai prima, ma per quanto prospero, il successo di Vardzia ebbe vita relativamente breve. Nell’anno 1283, infatti, la regione, con la città, venne devastata da un terremoto. Cadute le sue mura, Vardzia rimase senza una solida difesa e la maggior parte dei suoi abitanti fu costretta ad andarsene. Rimase solo la comunità monastica, che resistette ancora 300 anni. 

Oggi, la città è ancora gestita da un piccolo gruppo di religiosi, tornati dopo il crollo dell’Unione Sovietica. 

Vardzia: la città scavata nella roccia

Le città scavate nella roccia sono presenti anche in altri Paesi. Basti pensare alla Cappadocia in Turchia, ma non mancano nemmeno in Italia

Della georgiana Vardzia restano circa 500 grotte, tra cui una farmacia con le sue scaffalature scolpite intatte e cantine con i qvevris (antichi vasi di terracotta per la vinificazione).
Ancora più in profondità nella montagna si trova il labirinto di tunnel inesplorati – alcuni lunghi più di 600 piedi – che formano un’antica rete.

La struttura più caratteristica è il massiccio campanile che sporge dalla sommità di una piattaforma rocciosa. Conserva la maggior parte della sua gloria originale, anche se l’originaria campana è mancante: fu infatti rubata dai Mongoli. 

All’interni della Chiesa della Dormizione, invece, si possono vedere pregevoli affreschi tra cui uno rappresentante la regina Tamara. La sorgente naturale nascosta nelle profondità dei tunnel, infine, si dice che sia formata dalle sue lacrime. 

I sapori della regione 

Nella regione di Samtskhe-Javakheti non mancano nemmeno tradizioni gastronomiche antiche, anche grazie alle tante influenze culturali. 

Nel piccolo villaggio di Andriatsminda, ad esempio, alcune famiglie conservano la tradizione del tenili, un formaggio tipico noto per la sua consistenza a capelli d’angelo.

Per assaggiare le migliori delizie georgiane conviene però esplorare Tblisi dove si possono trovare le lokokina (lumache) da gustare come ripieno succoso per khinkali (sorta di ravioli). E poi c’è il Meskhuri shoti (pane meskhetiano) e il tatarberaki: delicati quadrati di pasta bollita affogati in una ricca salsa di aglio, cipolla, burro e yogurt.

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