Un tour culturale a Taormina: dal Teatro Greco, al Castello, ai vicoli tardo-medievali

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Mare color cobalto dalle acque calme punteggiate da barche di lusso e due magnifiche baie che abbracciano la località di villeggiatura più raffinata dell’intera Sicilia. Taormina è il sogno di molti in un tripudio di colori, odori e sapori. I contrasti sono evidenti e declinati a seconda dei gusti e delle esigenze del visitatore: dai negozi di lusso dove non mancano le migliori griffe, ai punti di ristoro dove abbuffarsi di “arancini” (come viene chiamato questo piatto a base di riso, nella parte orientale dell’isola) fino alle deliziose granite alla frutta. Ma per gli amanti della cultura che si fermano a respirarne il passato, è la bellezza architettonica (così come quella naturalistica) a colpire all’improvviso, come in un colpo di scena che rallegra il cuore e che ha fatto innamorare nomi importanti come quello di Goethe.

Il Teatro Greco e le altre meraviglie

Ricordato spesso con il termine di Teatro Antico è uno dei simboli locali che ha ispirato scrittori, artisti e celebrità che da sempre ne hanno affollato le piazze. Dall’evidente stile corinzio, è famoso per le sue notevoli dimensioni e le origini ellenistiche e risale più o meno al III secolo a.C. Le successive ristrutturazioni ai tempi dei romani e i secoli, hanno lavorato alacremente alla sua fine, ma i resti mantengono ancora una certa fierezza apprezzata dai viaggiatori di tutto il mondo. Nella struttura sono presenti tre elementi architettonici di base come la scena, l’orchestra e la cavea, ma pian piano è stato trasformato in un vero anfiteatro per gli spettacoli dei gladiatori. Oggi il teatro viene utilizzato per diverse manifestazioni culturali e artistiche e i concerti dei più grandi nomi della musica mondiale. Non mancano appuntamenti di respiro internazionale, noti con il nome di Taormina Arte, in scena durante i mesi estivi. L’acustica è perfetta, senza contare lo scenario con vista sull’Etna, la città di Giardini Naxos e i Monti Calabri. L’Antiquarium, invece, è un piccolo museo archeologico con due stanze cariche di reperti archeologici, alcuni dei quali di notevole interesse storico. Senza dimenticare le famose “Numachie” che ricordano le simulazioni dei combattimenti navali che tanto amavano i romani. Qui, invece, riguardano una precisa struttura architettonica con un prospetto di età imperiale di un centinaio di metri in mattoni rosse con nicchie di varia grandezza e sollevate da terra. L’utilizzo principale era di supporto alla cisterna che doveva irrigare i terreni vicini. L’Odeon, infine, somiglia al Teatro Greco ma è più piccolo e sorge nel versante cittadino nord-est. Di epoca romana e rinvenuto nel 1800, comprende una base e un colonnato. Guardiani immancabili e bellissimi con il loro stile artigianale, sono le “Teste di Moro“, onnipresenti nei negozi di maioliche locali e di tradizione millenaria. Spiccano tra i decori di piatti, arredi e vasi che si rifanno a due vicine “scuole” della ceramica della Trinacria: Caltagirone e Santo Stefano di Camastra.

Un paradiso tardo-medievale

Tra i beni culturale di inestimabile valore c’è sicuramente la cattedrale dedicata a San Nicolò, edificata nel XIII secolo, ma allontanandosi dalla via principale e perdendosi nei suoi vicoli, è interessante osservare gli intricati decori dei palazzi, ottimamente conservati. Tuttavia anche il centro storico è una fila ininterrotta di edifici antichi, scorci nascosti e balconi fioriti, con l’unica nota negativa del grande affollamento durante la bella stagione. Molto noto è il Palazzo Corvaia, un vero e proprio Castello costruito dall’omonima famiglia proprietaria dal XVII al XIX secolo. Oggi ospita la Biblioteca Civica e il Centro Mediterraneo di Drammatica. Superba è la facciata con una merlatura e le finestre a trifora. Ha una torre cubica che ricorda gli Arabi e lo scopo originario era quello di accogliere gli incontri del Parlamento Siciliano. Il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano fu realizzato per la famiglia di origine spagnola De Spuches ed è incorporato nelle antiche mura difensive cittadine, con elementi arabi e normanni. Vicino c’è la Porta Catania e il limitrofo giardino. Da ricordare ci sono ancora la Badia Vecchia (o Badiazza) torrione merlato di origine normanna e il Palazzo Ciampoli, tra le più antiche costruzioni di Taormina.

Una località esclusiva

Ha il fascino di una località collinare e anche le strutture ricettive sono quasi tutte particolari. Una tra le più prestigiose è certamente La Plage Resort (del gruppo alberghiero Ragosta Hotels Collection), unico angolo di paradiso limitrofo all’Isola Bella. Immerso nella natura, con i suoi bungalow con vista, garantisce uno spettacolo impareggiabile di fronte al mare cristallino. Da provare certamente l’annesso ristorante “Fusion” che unisce ai sapori di Sicilia, la tradizione mediterranea e italiana.

Da qui, è praticamente d’obbligo la visita all’Isola Bella, chiamata anche “Perla del Mediterraneo“, che deve il suo nome al barone tedesco, Wilhelm von Gloeden, il quale ne decantò lo straordinario fascino rendendola famosa in tutto il mondo. Dal 1990 è gestita dal WWF ed è la casa di una lucertola endemica unica per il suo curioso ventre rossastro. E per una granita “perfetta” dopo una lunga passeggiata in questo splendido angolo di Sicilia e un bagno tra le sue acque color turchese, l’indirizzo giusto è quello di Bam bar, amatissimo da turisti e vip (da Fiorello, a Giorgia, fino ai Negramaro), dove provare granite di frutta assolutamente indimenticabili.

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