Tunisia on the road: da Kairouan all’anfiteatro di El Jem

di Francesca Spanò | @francynefertiti

I paesaggi desertici, i monumenti storici, le antiche civiltà e poi il mare, i cieli azzurri e i cammelli in silenzioso pellegrinaggio tra le strade polverose verso il Lago Salato di Chott el Jerid. La Tunisia è un crogiolo di ambienti diversi e, a breve distanza ci si può trovare di fronte a scenari totalmente differenti, tanto che addormentarsi spossati dopo un tour impegnativo potrebbe precludere la vista di meraviglie inaspettate. Perché questo Paese è così: va vissuto ogni momento, con gli occhi curiosi del viaggiatore sognante e, soprattutto, on the road. Uno degli itinerari più interessanti è quello che va da Kairouan a El Jem, con un vero salto nelle epoche che si ritrovano nei capolavori artistici onnipresenti.

Tra fortezze, città e anfiteatri

Kairouan è una location di grande fascino e dall’atmosfera persa nel suo millenario passato. Fu fondata nel 670 e ha raggiunto grande prestigio sotto il regno degli emiri Aghlabidi. Qui nacque anche la dinastia fatimida che trasferì la sua capitale a Madhia, sulla costa, prima di spostarsi e fondare il Cairo. Nel tempo, dopo saccheggi e vicissitudini varie, ha mantenuto la sua caratteristica di centro di civilizzazione e religioso, come testimonia la zaouia detta “moschea del barbiere” che risale al diciassettesimo secolo. E poi c’è Sousse, ex porto militare di Kairouan, che era inserito in un circuito di fortini e luoghi di ritiro spirituale. Vale assolutamente la pena di fermarsi, visto che vanta la presenza di notevoli monumenti. A cominciare dal Museo Nazionale, protetto da Bastioni e considerato il secondo in ordine di importanza dopo il Bardo. La sua grande moschea, invece, è un simbolo della potenza che avevano gli Aghlabidi. Per un giro più completo, invece, vale la pena di raggiungere anche l’unica chiesa cristiana della città che è dedicata a san Felice e risale al 1913. Sostituisce una precedente cappella con lo stesso nome che sorgeva all’interno dell’antica medina e che fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha uno stile romanico con elementi interni che riprendono i decori tipici delle chiese paleocristiana. Non mancano, poi, il porto e la medina che rappresentano le sue più grandi attrazioni turistiche. Monastir, si trova a circa 160 km da Tunisi e meriterebbe almeno un paio di giorni per essere scoperta in tutti i suoi scorci e attrazioni. Il motivo che più attrae turisti in città è la presenza del ribāṭ di Harthema, che risale al 796 anche se diversi restauri l’hanno via via cambiato. Qui è stata girata anche qualche scena di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli. Della medina originale resta molto poco, mentre oggi è più facile scorgere moderni e ampi viali pieni di bancarelle e poi c’è il Museo Islamico con una interessante collezione di monete del X e XI secolo, iscrizioni coraniche del VIII e XII secolo, tessuti, vetri, articoli di bronzo, antiche ceramiche tunisine, gioielli e un astrolabio proveniente da Cordoba. Ancora, ci sono le Moschee e il mausoleo di Bourguiba costruito a partire dal 1963.

El Jem

Questa location è identificata con l’anfiteatro romano ancora in perfette condizioni. Un tempo veniva chiamato erroneamente colosseo visto che poteva ospitare 35 000 spettatori seduti. Fu usato probabilmente per gli spettacoli di gladiatori e corse dei carri, ma non si sa se sia mai stato del tutto completato visto che, dal diciassettesimo secolo, le sue pietre furono in parte prelevate per la costruzione del villaggio limitrofo di El Jem. Dal 1979, è Patrimonio dell’Umanità.

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