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“Sullo Stromboli la sicurezza la garantiamo noi”: le Guide Alpine e Vulcanologiche chiedono interventi immediati

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“Sullo Stromboli la sicurezza la garantiamo noi”: le Guide Alpine e Vulcanologiche chiedono interventi immediati

a cura di Redazione | @travelglobemag

Attenta pianificazione dell’attività escursionistica e auto-regolamentazione per l’accompagnamento del visitatore almeno fino ai 400 metri s.l.m: le Guide Alpine e Vulcanologiche siciliane sono sul piede di guerra, per difendere il futuro di uno dei vulcani più particolari del mondo. Non è un caso, infatti, che lo Stromboli sia oggetto di studio da sempre da parte degli scienziati di ogni dove e che chiunque ne osservi lo spettacolo della lava che scivola via dalle sue bocche eruttive, ne conservi il ricordo per il resto della vita. Le eruzioni del 2019 e la pandemia da coronavirus del 2020, però, hanno creato delle problematiche complesse che è fondamentale risolvere al più presto, a peggiorare una situazione già al limite. Ora è fondamentale favorire un maggiore controllo degli escursionisti che rischiano di avventurarsi da soli verso la quota non conoscendone i percorsi consentiti, nella totale sicurezza di tutti.

Chi sono le Guide Alpine e Vulcanologiche

Si tratta di professionisti di settore inquadrati in un Ordine professionale di cui il Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Trinacria è l’organo di autogoverno e disciplina. Stromboli, è una meta d‘eccellenza dagli anni Cinquanta ma la sua fama non basta: è importante preservare la salute di coloro i quali sbarcano nell’isola e puntare su quella che resta, allo stesso tempo, una risorsa economica per tutto l’arcipelago eoliano.

Gli interventi urgenti

Se in passato al blocco degli itinerari in loco seguiva una cauta ripresa, attualmente poco è cambiato. Le escursioni sono consentite in via autonoma, senza l’accompagnamento delle guide alpine o vulcanologiche, sino alla quota di 290 metri sul versante settentrionale che costeggia la Sciara del Fuoco lungo una vecchia mulattiera. A percorrere l’area ci sono diversi turisti non sempre consapevoli dei rischi, in un’area non adatta all’accoglienza di più di 40 persone e con via di fuga non immediata in caso di pericolo. A fine luglio, l’azienda foreste demaniali ha ripristinato il sentiero per accedere alla quota di 400 metri, dove godere di una migliore osservazione, per la fruizione turistica affiancata dall’accompagnamento da parte di guide alpine o vulcanologiche. Bisognerebbe risistemare con urgenza, però, la cartellonistica con le indicazioni, realizzare le opportune piazzole di sosta e monitorare la situazione, poiché in troppi si recano indisturbati nella zona proibita, superando persino la quota di 400 metri e ignorando di mettere a repentaglio la propria vita.

Cosa chiedono le Guide

L’auto-regolamentazione per l’accompagnamento dell’escursionista nel territorio è, più che mai importante e, a tal proposito, il Collegio Regionale Guide Alpine e Vulcanologiche della Sicilia, ha sottoposto una proposta ad hoc all’Assessorato del turismo e al Dipartimento Regionale della Protezione Civile. A oggi, però, non solo la sicurezza dell’escursionista non risulta garantita, ma le condizioni economiche delle guide, che pur continuano a dare il proprio necessario contributo professionale, sono disastrose. Sulla base delle loro formazione ed esperienza, inoltre, ritengono opportuno, allo stato attuale, mantenere ancora cautela nella visita delle zone sommitali del vulcano, ma spingono per un primo passo per la ripresa immediata dell’attività escursionistica controllata sino alla quota di 400 metri s.l.m, con variazioni valutabili nel tempo. E, per concludere, chiedono un incontro con il Dipartimento Regionale della Protezione Civile per pianificare la futura offerta turistica ed escursionistica locale e scongiurare che cali un pesante sipario su una zona ricca di bellezza e peculiarità uniche. Le guide, incaricate dallo Stato e della Regione nella valutazione e mitigazione del rischio vulcanico intrinseco esigono, dunque, il ripristino del loro ruolo, ovvero l’autonomia di scelta delle modalità di fruizione del territorio, affiancando alle indicazioni offerte dei centri di competenza a cui è affidato il monitoraggio vulcanico, la loro esperienza sul campo.

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