Sri Lanka: i monaci fanno deviare l’autostrada per salvare un legume

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di Redazione | Foto di Graziano Perotti

Un legume considerato estinto è stato salvato grazie ai monaci buddisti dello Sri Lanka

L’unico esemplare di Crudia zeylanica, fabacea endemica dell’Isola del Leone, potrà vivere e riprodursi per l’intervento provvidenziale dei religiosi che sono riusciti a far deviare il percorso di una nuova autostrada a quattro corsie, che ne avrebbe decretato la fine costringendo all’abbattimento della pianta. 

Scoperta e registrata nel 1868, la leguminosa venne data per estinta già nel 1911 ma, anche se la scomparsa fu confermata nel 2012, nel 2019 fu scoperto un singolo esemplare nei pressi di Colombo: un albero di otto metri che avrebbe interferito con la costruzione della nuova autovia per collegare Kadawatha, estremo sobborgo nord-orientale della capitale dello Sri Lanka, con Meerigama, situata a una quarantina di chilometri a nord-est.

Non si sono però risparmiati i militanti ecologisti appartenenti al mondo politico e all’influente clero buddista, che sono riusciti a ottenere un cambio di rotta. “L’albero non sarà abbattuto e i lavori proseguiranno in modo che il tracciato della strada gli giri attorno. Il tutto è accaduto in extremis, grazie alla mobilitazione dei monaci, che si sono raggruppati sotto l’albero per una cerimonia di “ordinazione” della Crudia zeylanica, che è stata rivestita di un abito monacale color arancio: i religiosi hanno dichiarato che chi dovesse abbattere la leguminosa commetterebbe peccato” ha ufficialmente annunciato il ministro della protezione dell’ambiente e delle foreste C. B. Rathnayake.

“Ora abbiamo la possibilità di studiare questo albero, di comprenderne l’habitat e di provare a salvarlo”

ha spiegato Hiran Amarasekera, professore di scienze forestali e ambientali all’università di Sri Jayewardenepura.

Un ulteriore insegnamento sull’importanza – troppo spesso sottovalutata – dell’impatto ambientale a monte delle grandi opere. 

Ingresso in Sri Lanka: aggiornamento luglio 2021

I viaggiatori stranieri in ingresso in Sri Lanka dovranno effettuare un test COVID-19 PCR entro le 96 ore precedenti l’imbarco.
I viaggiatori che hanno completato il ciclo vaccinale dovranno inoltre mostrare l’originale certificato di avvenuta vaccinazione in lingua inglese (nel caso in cui sia emesso in una lingua differente, il certificato dovrà essere accompagnato da traduzione certificata in lingua inglese).  All’arrivo nel Paese, tutti i viaggiatori di età superiore ai 12 anni dovranno effettuare un tampone COVID-19 PCR ed osservare un periodo di autoisolamento di 14 giorni presso le strutture stabilite dalle locali Autorità (COVID Hotel o Centri COVID). Saranno altresì richiesti altri due tamponi PCR, da effettuarsi all’undicesimo ed al quattordicesimo giorno di quarantena, dopo il quale, in caso di esito negativo, potrà essere interrotta la quarantena. (Fonte: Viaggiare Sicuri)

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