Il sonno è un problema? Vai in campeggio

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di Federica Giuliani | @traveltotaste

Dormire bene è sempre più difficile, mentre l’insonnia è un problema ormai diffuso. Può dipendere da uno stile di vita sbagliato, cattiva alimentazione o, nei casi peggiori, da disturbi legati alla tiroide ma, in ogni caso, non dormire crea disagio e stanchezza, che si ripercuotono sul rendimento durante la giornata. Anche se nessuno di noi vuol sentirselo dire, uno dei fattori che influenza il benessere di corpo e mente è la costante presenza nelle nostre vite di luce artificiale e strumenti elettronici e pare che un modo per ovviare ai loro malefici sia di andare in campeggio.

Luce artificiale e elettronica influenzano il sonno: lo dice la scienza

Il ritmo circadiano caratterizza quasi tutte le specie viventi e indica il ciclo veglia/sonno, che viene regolato dalle funzioni biologiche. La popolazione dei Paesi industrializzati è molto esposta a luce artificiale durante le ore notturne e  quelle diurne, dovendo trascorrere il tempo in uffici con l’illuminazione sufficiente a soddisfare i compiti visivi, ma non sempre adeguata alla corretta regolazione del ritmo circadiano. Se è pur vero che l’influenza della luce sul ritmo biologico è individuale, è tuttavia possibile individuare delle soglie oltre le quali o al di sotto delle quali, nelle varie ore del giorno, lo stimolo circadiano risulta significativo o meno. A peggiorare la situazione ci si mettono anche gli apparati elettronici, che vengono tenuti accesi fino a pochi minuti (se non secondi) prima di mettersi a letto. Una ricerca ha evidenziato addirittura che un italiano su 4 si svegli durante la notte per controllare la presenza di notifiche sul cellulare.

Il campeggio come soluzione

Kenneth Wright, professore di fisiologia integrativa presso l’Università del Colorado, ha verificato che fare campeggio per una settimana riporta il ritmo circadiani alla normalità. In generale, la melatonina fa sentire stanchi e i livelli dell’ormone salgono un paio d’ore prima di dormire, e scendono al momento del risveglio. In un ambiente moderno, invece, i livelli di melatonina calano solo un paio di ore dopo essersi svegliati: il cervello pensa, insomma, che dovremmo dormire quando invece siamo già al lavoro. Da uno studio condotto dal professor Wright è emerso che i partecipanti alla settimana di campeggio, al ritorno a casa, avevano un ciclo corretto annullando i problemi di insonnia. Addormentarsi e svegliarsi per qualche giorno seguendo i ritmi della natura (e senza poter utilizzare apparecchi elettronici) ha regolarizzato il ritmo circadiano. Se però il campeggio non fa per voi, almeno nel weekend scegliete di staccare la spina in un eco-rifugio, cercando di vivere il più possibile all’aria aperta per fare in modo che luce naturale influenzi benevolmente l’organismo. Il pc lo riaccenderete poi lunedì.

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