Slovenia: la magia del Natale e le delizie del Capodanno

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Questo è un anno particolare, nessuno lo può negare, ma alla magia del Natale nessuno vuole rinunciare ai quattro angoli del mondo. Un albero addobbato, il presepe, le luci natalizie bastano davvero a creare l’atmosfera, o la festa, con la sua gioia, vive dentro di noi? Molto probabile che quest’anno ci accompagnerà anche la nostalgia degli anni passati, quando potevamo andare liberamente a casa di amici e parenti e sorridere tra cene abbondanti, giochi delle feste e sapori tipici. Adesso, però, può essere il tempo di scoprire le tradizioni di altri Paesi, come la Slovenia dove il covid-19 non fermerà comunque il desiderio di non perdere le abitudini locali nel periodo del Natale e del 1 gennaio.

Idee saporite per attendere il Capodanno

Nel periodo dell’Avvento la Slovenia presenta una rosa di delizie culinarie molto vasta: si va dai biscotti al pane, fino alla putizza, il suo dolce più noto. Si tratta di una pasta avvolta e farcita con vari ripieni. Alla Vigilia di Natale, alcuni rispettano ancora il “digiuno allegro” che una volta caratterizzava tutto il periodo dell’Avvento. Abitudine vuole, infatti, che sino a Natale, si consumino cibi sani come legumi, cereali e farinate, baccalà con polenta e zuppa di patate. Allo scoccare della mezzanotte, invece, si porta in tavola a carne, il più delle volte un arrosto di maiale o di cappone farcito con vari ripieni o utilizzato per la preparazione di vari stufati. Sin da tempi remoti si prepara il “poprtnik” o “božični kruh”, un pane tradizionale che si sarebbe conservato fin dai tempi pagani, quando veniva celebrato l’arrivo della luce al solstizio d’inverno. Questo pane di latte, dolce e decorato, fatto di farina bianca, simboleggiava il desiderio di salute e prosperità per il nuovo anno. In più, aveva il potere speciale per un buon raccolto e si lasciava gustare anche al bestiame o si interrava ai margini dei campi coltivati. E poi non mancano le patate brasate, lesse e fatte saltare nel grasso e nella cipolla che vengono anche preparate in una padella di ghisa che crea sul fondo una crosticina croccante. La sua ricetta più antica si trova nel libro “Slovenska kuharica”, pubblicato a Ljubljana nel 1868. A queste si aggiungono i ciccioli che si abbinano perfettamente anche ai crauti o alla rapa che sono deliziosi contorni per la cena delle feste. Il dolce è infine rappresentato dagli struccoli, preparati con diversi tipi di pasta, con una vasta gamma di ripieni – noci, dragoncello, ricotta, mele, semi di papavero o prugne secche – che vengono avvolti in una tovaglia e cotti in acqua bollente. Gli amanti della frutta potranno godere del sapore del pane alla frutta.

La putizza (o potica) è il dolce per eccellenza delle feste

La leggenda racconta che attendeva in dispensa fino alla mezzanotte di Natale. Si prepara con un impasto lievitato, steso e arrotolato, che viene farcito con diversi ripieni. I più tipici sono quelli con le noci, le nocciole, le mandorle, al miele, con l’uva passa e con i semi di papavero. Ecco la ricetta:

Ingredienti:

Impasto lievitato:

  • 1 kg di farina,
  • 30 g di lievito,
  • 3–4 tuorli d’uovo,
  • 300 ml di latte tiepido,
  • 120 g di burro,
  • 1 cucchiaino di sale,
  • 2 cucchiai di zucchero,
  • grasso per ungere lo stampo.

Ripieno:

  • 600-700 g di noci,
  • 200 g di miele,
  • 50 g di zucchero,
  • 100–200 ml di latte,
  • 1 uovo,
  • cannella,
  • rum o grappa fatta in casa.

Preparazione

Preparare l’impasto in un luogo caldo. Impastare la farina con un cucchiaino di sale, mescolare il lievito con un cucchiaino di zucchero, 2 cucchiai di farina e 50 ml di acqua tiepida o latte. Lasciare lievitare in un luogo caldo. Fare un buco al centro della farina, versarci dentro l’uovo sbattuto, il lievito, il burro fuso e lo zucchero. Versarci il latte tiepido mescolando l’impasto. Sbattere per 15 min ovvero fino a quando non si formano delle bollicine e l’impasto si stacca dalla ciotola. Poi cospargere l’impasto con farina, coprire con un tovagliolo e lasciare lievitare in un luogo caldo. Per preparare il ripieno scottare le noci macinate o schiacciate nel latte zuccherato. Riscaldare il miele fino a farlo sciogliere. Aggiungerci le noci e mescolare con la cannella. Lasciare raffreddare il ripieno, quindi aggiungere uno o due uova e mescolare lievemente. Stendere l’impasto con ½ cm di spessore e ricoprirlo con il ripieno ancora caldo. Avvolgere il tutto strettamente e mettere nella teglia. Lasciare lievitare la putizza lentamente, che si alzerà ancora un po’ nel forno. Prima di infornare, ungere con l’uovo sbattuto. Cuocere in forno per un’ora. Una volta cotta, lasciare raffreddare nella teglia per altri 15 min. Alla fine cospargere a piacere con zucchero.

Feste a tutta natura

La Slovenia è molto verde, basti sapere che è coperta da quasi il 60% delle foreste. La più vasta area boschiva si trova nella regione di Kočevje dove cresce la “Regina del Rog”, l’abete più possente della Slovenia. Misura 55 metri di altezza e più di 500 cm di circonferenza, anche se spesso vengono addobbati quelli artificiali e non naturali.

Addobbi realizzati con materiali naturali

Non c’è albero che si rispetti senza addobbi e per gli sloveni che hanno sempre vissuto a contatto con la natura, molti sono gli elementi di questo tipo da inserire. Gli antenati usavano mele, pere e noci come decorazione esprimendo così l’augurio di una buona annata. A loro piaceva decorare l’angolo della tradizione religiosa con ghirlande colorate, noci dorate e frutta secca. Sono particolarmente belli gli addobbi realizzati con i trucioli di legno o la paglia, come quelli in terracotta o le decorazioni realizzate con i merletti.

Un abete sloveno al centro del Vaticano

Una vera e propria curiosità: il Vaticano a dicembre ospiterà qualcosa di sloveno.Ogni anno un meraviglioso albero di Natale alto circa 25 metri decora la Santa Sede, solitamente allestito accanto al presepe. Stavolta a Piazza San Pietro ci sarà un arbusto alto 30 metri di questo angolo di mondo, numero che vuole celebrare il 30° anniversario del plebiscito sull’indipendenza della Slovenia. Il Paese fornirà anche 36 piccoli abeti rossi ornamentali di dimensioni comprese tra 1,5 metri e sei metri che verranno collocati nei locali ufficiali della Santa Sede e in altri locali nell’area del Vaticano. Avrà addobbi tradizionali fatti a mano e realizzati con materiali naturali come trucioli di legno e paglia, racconterà una storia unica sulla ricchezza verde e sulla ricca tradizione artigianale del cuore verde d’Europa e l’iniziativa, risultato della collaborazione di diverse istituzioni e società slovene, ha come filo conduttore la cooperazione intergenerazionale sostenuta da Papa Francesco.

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