Scopri i siti archeologici di Alghero e dintorni dove storia, spiritualità e natura s’incontrano

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Scopri i siti archeologici di Alghero e dintorni dove storia, spiritualità e natura s’incontrano

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di Melania Bresciani

La città di Alghero, in provincia di Sassari, si trova nel nord-ovest della Sardegna ed è famosa per il centro storico circondato da mura e bastioni, per i tramonti, il mare e le spiagge. Ma ancora pochi sanno che i dintorni della città offrono incredibili testimonianze della civiltà nuragica e pre-nuragica, risalenti al periodo neolitico e pre-neolitico. Visitando i siti archeologici di Alghero ci si immerge in un viaggio nel tempo, tra leggende di fate e grotte misteriose, necropoli, colonie romane e nuraghi (simbolo della Sardegna) unici al mondo.

Purtroppo molti dei siti archeologici di Alghero sono ancora poco conosciuti, alcuni poco segnalati e spesso mancano i fondi per proseguire gli scavi. Ma sono proprio questi luoghi dell’entroterra dove si trova il cuore pulsante della Sardegna, dove si percepisce la sacralità, l’energia e il rapporto che legava le antiche civiltà con la Madre Terra. L’aeroporto di Alghero si sta impegnando, in questo senso, proprio per aumentare la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico, architettonico e storico-artistico di Alghero.

Le Domus de Janas

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Per comprendere meglio i siti archeologici di Alghero, è necessario parlare della leggenda delle Domus de Janas (casa delle fate). Le Janas sono creature fiabesche della tradizione popolare sarda, un po’ fate e un po’ streghe, che secondo la leggenda uscivano dalle grotte solo di notte, cantavano e tessevano filigrana d’oro. I nostri antenati credevano che queste misteriose grotte fossero abitate dalle Janas. Ovviamente le domus altro non erano che grotte funerarie scavate nella roccia, da varie culture, più di 5000 anni fa. I defunti venivano messi in queste caverne per riunire la loro anima alla Madre Terra. Queste civiltà avevano il culto dei morti, e le divinità che veneravano provenivano dalla terra e dalla natura. Ad esempio, il Bue e il Toro rappresentavano virilità, mentre la Luna era la “Dea Madre”.

Architettura delle domus

Normalmente le domus sono costituite dall’anti-cella e dalla cella maggiore, dove avvenivano le cerimonie magico-religiose per onorare i defunti. Le cellette successive servivano esclusivamente per le tumulazioni. In diverse tombe si trovano elementi che confermano il loro carattere sacro: coppelle, pittura rossa, false porte ed elementi decorativi come le corna di toro. Nelle domus sono riprodotti gli elementi di un’abitazione (porte, focolari, decorazioni) proprio per accompagnare i defunti nell’altra vita, nell’aldilà.

La Necropoli rupestre di Santu Pedru

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Il sito archeologico pre-nuragico di Santu Pedru, scoperto nel 1959 dall’archeologo Ercole Contu, è costituito da 10 ipogei (architetture sotterranee, di cui solo una è ad oggi visitabile). La Tomba dei Vasi Tetrapodi, o a quattro piedi, è impressionante per la sua complessità e solennità. Per accedervi, si passa per un corridoio monumentale scoperto (dromos), che porta ad un’anticamera. Per arrivare nella camera principale bisogna attraversare una piccola e stretta porta di accesso, con i gradini in pietra che aiutano il passaggio (ci vuole comunque un po’ di agilità e facilità nei movimenti).

Dalla camera principale si vedono le celle funerarie, dipinte di ocra rossa al loro interno, dove posizionavano i corpi dei defunti. Nella stanza principale ci sono due pilastri (solo estetici), i resti di un finto focolaio e una falsa porta che tracciava il limite tra mondo dei vivi e mondo dei morti. Santu Pedru è visitabile, per ora, solo su prenotazione.

I siti archeologici di Alghero: la Necropoli di Anghelu Ruju

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La Necropoli di Anghelu Ruju, scoperta nel 1903 per puro caso, è il complesso di grotte artificiali più grande del nord della Regione e la seconda necropoli a domus più grande della Sardegna. In totale ci sono ben 38 tombe, realizzate tra il 3500 a.C e il 1800 a.C. Essendo scavate nella roccia arenaria, molto friabile, alcune di loro sono senza tetto, quindi senza riparo e soggette alle intemperie, all’erosione del vento e del sale. Tra queste 38 tombe, ci sono sia domus “a pozzo” che “a dromos” (con entrata diretta e con corridoio). Alcune sono di dimensioni monumentali e le caratteristiche si ripetono: gradini all’entrata, coppelle, incisioni di corna di toro e pareti dipinte di ocra rossa. I ritrovamenti più antichi potrebbero risalire alla Cultura Ozieri. In questo sito è presente un percorso di visita con pannelli didattici in più lingue ed è aperto al pubblico.

Il tempio di Monte d’Accoddi

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Il tempio di Monte d’Accoddi si trova nei pressi di Porto Torres (Sassari), a pochi chilometri da Alghero. Questo tempio-altare risale al periodo pre-nuragico ed è la sovrapposizione di due fasi storiche: quella del “tempio rosso” nel Neolitico (3500-2900 a.C.) e quella del “tempio a gradoni” nell’ Eneolitico (2700 a.C.). Ai piedi dell’altare si notano due grandi massi di pietra a forma sferica (raffiguranti il sole e la luna), un menhir alto quattro metri e mezzo, e una lastra di pietra, probabilmente usata per riti sacrificali.
Il santuario che vediamo oggi ricorda molto le ziqqurat: non c’è conferma diretta, ma è evidente la somiglianza con i templi mesopotamici e con il credo dell’unione tra cielo e terra. Intorno all’altare sono state rinvenute ceramiche e reperti vari, a conferma che ci fosse un villaggio intorno al santuario.
Il sito è presidiato e aperto al pubblico.

Il parco archeologico di Nuraghe Appiu

Il parco archeologico di Nuraghe Appiu si trova nell’entroterra di Alghero, a pochi chilometri da Villanova Monteleone. La strada per raggiungere Nuraghe Appiu attraversa boschi di querce da sughero e paesaggi mozzafiato tra montagna e mare. Il sito archeologico comprende, ai piedi del Monte Cuccu, un nuraghe complesso trilobato, crollato esternamente ma con tre stanze intatte al suo interno.

Tutt’intorno sorgeva un villaggio di circa 200 capanne, un nuraghe mono torre, una tomba di giganti e due dolmen. Sono stati ritrovati vari reperti tra cui giare, pietre per affilare, mortai, macine e tegami. Probabilmente venivano praticate anche forme di culto. Il miglior modo per visitare questo complesso è di prenotare un’escursione con Naturalghero, che organizza gite in fuoristrada con guide e interpreti ambientali molto preparate.

I siti archeologici di Alghero: la Colonia romana Turris Libisonis

La Colonia romana di Turris Libisonis si trova a Porto Torres, in provincia di Sassari e a breve distanza da Alghero. Turris Libisonis è stata fondata nel 46 a.C. su volere di Giulio Cesare, grazie alla sua posizione strategica. Nella città romana sono presenti le Terme Centrali, la Domus di Orfeo, le Terme Maetzke, la Domus dei Mosaici, il Peristilio Pallottino e le Terme Pallottino. Durante la visita è possibile vedere i resti dei tre impianti termali di cui era dotata la città con le sue vasche (frigidarium, tepidarium e calidarium), i mosaici e le colonne.
Nell’Antiquarium Turritano, è possibile visionare numerosi reperti di ceramica, statue di marmo e mosaici, tutti rinvenuti nella Colonia romana adiacente. Il museo è momentaneamente chiuso per restauri, riaprirà, presumibilmente, ad inizio anno (2020).

Info: Aeroporto di Alghero

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