Sergio Scabar. Oscura Camera 1969-2018

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Sergio Scabar. Oscura Camera 1969-2018

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di Daniela Bozzani

Sergio Scabar è un fotografo, un artista, che ha fatto dello scatto uno strumento di riflessione e di indagine. I primi lavori, del 1964, sono di racconto e di reportage, ma già negli anni ’80 la figura umana scompare dalle sue foto.  Si concentra sulla natura, sublimando l’aspetto materiale e concettuale. E’ con Il Teatro delle Cose del 1999 che Scabar diventa famoso. Un lavoro poetico sull’essenzialità degli oggetti e delle loro forme, in una luce che non è luce ma materia essa stessa.

300 opere nella prima antologica italiana

La mostra Oscura Camera presentata a Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia è la prima antologica in Italia dedicata al fotografo. Le opere esposte seguono il percorso cronologico del suo lavoro, distinguibile in due fasi: una prima en plein air, genere reportage, e quella successiva, più sperimentale e riflessiva, che dagli anni Novanta in poi ha definito la cifra artistica di Scabar.

Il reportage degli esordi

La particolare sensibilità del suo sguardo crea un lavoro originale con sistemi seriali di immagini a inquadratura fissa dove sono gli oggetti e le persone a scorrere davanti all’obiettivo. Un importante esempio di questa ricerca sono le 50 fotografie scattate all’interno dell’ospedale psichiatrico di Gorizia alle quali è dedicata un’intera sala della mostra.

Il cambio di visione dell’artista

La serie dedicata agli oggetti quotidiani del 1986 si può considerare una anticipazione del cambio di modalità operativa di Scabar. Dagli ampi spazi in luce naturale passa ai dettagli macro in interno. Il lavoro diventa concettuale, si concentra sul valore del “taglio” nella fotografia sia in ripresa che in stampa. E’ l’aspetto materico degli oggetti, ripresi in bianco e nero e a colori, che viene indagato in still life con condizioni di luce molto bassa e che lui definisce filosofia del silenzio di luce.

La Natura Morta degli anni Novanta

Con Il Teatro delle Cose, Scabar mette a punto, dopo anni di sperimentazioni, una particolare tecnica di ripresa e stampa alchemica che gli consente di ottenere, sempre in esemplari unici, dei risultati molto particolari in termini di tonalità opache scure, fra il testa di moro e il nero, diventati il suo inconfondibile segno distintivo. All’opera partecipa la cornice, realizzata dallo stesso autore, a supporto e propaggine dell’immagine raffigurata. Gli oggetti, singoli, in coppia o in gruppo, sono disposti meticolosamente lasciando che le forme e i contorni si impongano per semplice e lineare eleganza. Le immagini moderne e legate al quotidiano immerse in un’atmosfera quasi sacrale, crea un equilibrio che attribuisce forza e continuità alla sua opera.

Info

Titolo: Sergio Scabar. Oscura Camera.

Dove: Palazzo Attems Petzenstein, piazza E. de Amicis 2, Gorizia.

Quando: dal 27 giugno al 13 ottobre.

Orari: da martedì a domenica 10-18, giovedì 10-20, lunedì chiuso.

Biglietti: intero 6€, ridotto 3€. Gratuito ogni prima domenica del mese.

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