Sciamanesimo in Brasile: storia di una tradizione antica

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Sciamanesimo in Brasile: storia di una tradizione antica

di Federica Giuliani

Lo sciamanesimo è, per definizione, lo studio e la pratica delle tecniche degli sciamani, che ritengono la propria Forza Vitale in diretta relazione con lo spirito di ogni altro essere o cosa.
Che lo si consideri mago e stregone, saltimbanco e sacerdote, guaritore e veggente, lo sciamano rappresenta tutti questi ruoli senza lasciarsi definire con precisione.

Nei Paesi in cui persiste la tradizione viene praticato ancora oggi e il Brasile è uno di quelli.

Come è nato lo sciamanesimo in Brasile?

La spiritualità brasiliana che oggi conosciamo, si è sviluppata sulla base della tradizione religiosa degli schiavi dell’Africa Occidentale, che furono deportati dai portoghesi per lavorare le piantagioni di canna da zucchero.

Questa tradizione africana è definita Candomblé e, nel sub-continente brasiliano, la presenza di tre matrici culturali differenti – indigena, africana e cattolica – ha dato luogo a un Candomblé chiamato Caboclo. La fusione tra la religione cattolica e il culto originale nasce dalla necessità per gli schiavi africani di restare fedeli alle proprie origini, ma fingendo di pregare secondo i canoni cristiani. Il Candomblé crede nell’esistenza di un Dio supremo – Olorum o Obatalá – che si relaziona col Creato attraverso gli Orixás: divinità legate alla Natura, che possiedono gli stessi pregi e difetti degli esseri umani.

Come funziona?

Lo sciamanesimo è una pratica naturale e olistica secondo cui ogni cosa è un sistema energetico a sé, all’interno di un sistema energetico più grande, e che ogni piccolo sistema energetico sia a sua volta collegato a quello di qualunque altra cosa.
Non è un insieme di credenze e non si fonda sulla fede, ma sulla acquisizione della conoscenza tramite l’esperienza. Ciò che lo sciamano proclama come verità si basa sull’esperienza personale. Inoltre permette, tramite l’ampliamento e le modificazioni degli stati di coscienza, di mettersi in contatto con gli spiriti della Natura. Lo sciamano viaggia tra i mondi in uno stato di dissociazione controllata, per fare da tramite tra i vari stati dell’essere.
Regole fondamentali della pratica sciamanica: rispettare l’individualità e la libertà di ogni individuo, mancare di rispetto alla Madre Terra, divieto per lo sciamano di nuocere a sé e agli altri e di ricevere compensi in denaro.

Ayahuasca

È una bevanda allucinogena utilizzata dagli sciamani durante i riti di visione. Le piante con cui si prepara il decotto sono la Banisteriopsis caapi e la Psychotria viridis. Il componente principale, la dimetiltriptamina, non è un narcotico ma è la stessa sostanza prodotta dal cervello umano durante la nascita, nel sonno durante la fase REM e al momento della morte morte, per 24 ore dopo il decesso.

Dove vivere l’esperienza

Se siete curiosi e volete provare a mettervi in contatto con gli spiriti della Natura, fate attenzione a chi vi rivolgete. Non è una pratica da sottovalutare ed è bene non finire nelle mani di qualche ciarlatano. Un posto tra tutti è Spirit Vine a Itacarè, Bahia, dove praticare yoga, meditazione e vivere un’esperienza che ricorderete a lungo.

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