Rakugo: l’arte giapponese del narrare (anche in inglese)

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di Francesca Spanò |@francynefertiti

Si chiama Rakugo, letteralmente Parole Cadute, ed è più di un genere tradizionale made in Giappone. Si tratta di una vera e propria arte locale che riporta al narrare come forma di intrattenimento primordiale e intensa e risale al periodo Edo (1603-1868).

Chi è il narratore di Rakugo?

La bravura di chi sceglie di coltivare questo talento, è quella di ricreare il lato umoristico di un Paese che conserva ancora i suoi usi tipici da secoli. Si siede, dunque, su un piccolo cuscino e su un ventaglio giapponese e un asciugamano per lasciare intendere ogni sua sfumatura emotiva. Può, infatti, rappresentare diverse cose: dalle penne, alle bacchette, alle sigarette. Tuttavia, la sua rappresentazione non è sempre immediata da comprendere: la maggior parte delle volte, può risultare anche impegnativa da capire e apprezzare a chi non è nato da queste parti.

arte giapponese

In cosa consiste?

Si tratta di un monologo comico, con un narratore che racconta la sua storia. L’abito ufficiale è il kimono e si siede nella posizione detta seiza, cioè sui talloni. Il teatro rakugo, però, non è uguale ovunque: c’è quello di Tokyo e quello di Osaka, ad esempio, ma ciò che resta un must in tutti i casi, è l’utilizzo comune del dialetto.

Antico e moderno

Proprio così: c’è differenza tra il rakugo classico e quello moderno. Nel secondo caso, vengono utilizzate opere del tutto nuove, il primo invece punta soprattutto sull’antica tradizione orale, ma si rinnova continuamente.

L’importanza di preservare quest’arte

La English Rakugo Association si impegna costantemente per preservare quest’arte. Per tal motivo, cerca di informare, ispirare e intrattenere chi ne rimane incusiosito, eseguendo il Rakugo in lingua inglese. Ecco il link di riferimento: https://en.englishrakugo.com/.

Photo Credit immagine di copertina: wikipedia su wikimedia commons

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