Cerca
Close this search box.

Quanto vale questo antico francobollo italiano? Ecco la risposta

La filatelia è statisticamente ed effettivamente la ricerca scientifica e storica dei francobolli, termine che pur essendo molto antico (deriva dal greco) si applica proprio a questi oggetti che fin dalla metà dell’Ottocento hanno rapidamente trovato una diffusione anche di tipo collezionistico. E proprio l’Italia fin da prima del Risorgimento, si è dimostrata una realtà estremamente prolifica con varie tipologie di francobolli molto ambiti e rari. Nello specifico, sai quanto vale questo particolare antico francobollo italiano?

Esistono infatti esemplari molto conosciuti ma non tutti sono effettimvamente in grado in modo sostanziale di essere impattanti nel valore economico.

Quello che esamineremo nelle prossime righe invece sono senz’altro in grado di evidenziarsi come un pezzo unico o quasi.

Cerca questo antico francobollo italiano: sai quanto vale oggi?

quanto vale antico francobollo italiano

La filatelia come detto si occupa della catalogazione con fini storici e culturali e poi in un secondo momento il termine è divenuto estremamente popolare con la diffusione del francobollo: invenzione che è nata nel 1840 ma che già nel decenno successivo in Italia, a partire dai regni preunitari è stato adottato dai vari regni e stati prima dell’Unificazione.

E’ esattamente questo il contesto storico più interessante dal punto di vista filatelico per il nostro paese, in quanto emissioni sono state concepite e poi hanno smesso di esistere in parecchi casi, in pochi anni.

Se in Italia è conosciuto soprattutto il Gronchi Rosa, che però è molto più ” recente ” e non è così assolutamente raro come abbiamo anche già spiegato , in quanto esistono pezzi ancora più introvabili e che possono nettamente arricchirci se riusciamo a trovarne uno.

Un esempio sono i francobolli concepiti senza dentellatura, essendo emissioni per i giornali (quindi presentano una forma quadrata) sviluppati dal 1850 dal Regno Lombardo – Veneto, entità di fatto “vassalla” dell’Impero Austriaco, che ai tempi ha sviluppato anche delle serie successive, perdurate fino a pochi anni di “distanza” dalla Fondazione del Regno d’Italia, attualizzata nel 1861.

La prima serie è molto rara ed interessante, composta da uno stemma dell’Impero Austriaco concepito in vari colori a seconda dei tagli di valore, da potevano essere da 5, 10, 15, 30 e 45 centesimi. In particolare quello “maggiore” da 45 centesimi come da figura oggi è estremamente raro e ricercato: il valore è ridotto, non supera i 100 euro se in stato discreto ma se presenta delle condizioni perfette può senz’altro valere anche diverse migliaia di euro, fino a oltre 10 mila!

POTREBBE INTERESSARTI